Bper, dividendi in accelerazione dopo utile netto 2025
«L’anno 2025, caratterizzato da una costante instabilità del contesto geo-politico e macroeconomico, ha visto il nostro gruppo raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, da quelli del Piano Industriale all’esecuzione dell’operazione su Banca Popolare di Sondrio», dichiara Gianni Franco Papa, amministratore delegato del Gruppo Bper, presentando in data 5 febbraio 2026 i conti 2025 della banca, che ha registrato per l’anno un utile netto consolidato pari a 2,1 miliardi di euro e ricavi core per 6,22 miliardi. «È stato un anno molto intenso, durante il quale abbiamo lavorato a pieno ritmo, e i risultati presentati oggi sono la prova della nostra capacità di continuare a rispettare gli impegni presi con il mercato e con tutti i nostri stakeholder».
La distribuzione degli utili e il plauso del mercato
In pari data, il consiglio di amministrazione ha approvato la proposta per la distribuzione di un dividendo unitario in contanti pari a 65 centesimi di euro, al lordo dell’acconto pagato nel corso del mese di novembre 2025, per ciascuna delle 2.091.322.638 azioni previste al momento del pagamento per un ammontare massimo complessivo pari a 1.368 milioni di euro, al lordo dell’acconto di 196 milioni.
Il mercato applaude, e in avvio di seduta a Piazza Affari il titolo segna un progresso del 3%, aggiornando i massimi storici di capitalizzazione (quasi 25 miliardi di market cap).
Anche senza Sondrio i numeri della Bper di Papa sono da record
Bper prevede inoltre di procedere alla fusione per incorporazione della Banca Popolare di Sondrio «entro fine aprile 2026», e spiega che le «attività propedeutiche all’integrazione sono in pieno svolgimento». Pur non considerando l’istituto valtellinese, l’utile risulta di circa 1,78 miliardi, ovvero in rialzo del 26,6% rispetto al 2024. Vengono battute dunque le attese degli analisti, in area 1,73 miliardi a perimetro invariato. Sempre escludendo l’apporto di PopSo, il margine di interesse annuale di Bper segna -3,2% (3,268 miliardi), mentre le commissioni nette salgono a 2,16 miliardi (+5%). Il totale dei proventi operativi netti aumenta a 5,711 miliardi (+2,5%), con oneri operativi in diminuzione a 2,696 miliardi (-5,1%).
Gianni Franco Papa sull’utile Bper 2025: “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi”
L‘amministratore delegato precisa che «la focalizzazione sulla buona riuscita dell’operazione su Banca Popolare di Sondrio non ha distolto l’attenzione dall’attività di sviluppo del business, come dimostrato dalla crescita dei volumi e delle commissioni, dalle nuove erogazioni a favore di privati e imprese per oltre 25 miliardi di euro a livello di gruppo, dalla costante solidità di tutti gli indici patrimoniali e di liquidità e dalla robusta qualità degli asset».
«Bper oggi si posiziona in modo distintivo nel panorama bancario nazionale, grazie alla presenza ancora più radicata e capillare in tutta Italia, in particolare nelle regioni del Nord a più alta produttività, e alla forte penetrazione nel mercato dei privati, delle imprese e nella gestione del risparmio. Abbiamo iniziato il 2026 con immutato orientamento al risultato, pronti a portare a termine l’integrazione e a confermare il nostro percorso di crescita come gruppo, continuando a generare valore tangibile per i nostri azionisti, clienti e territori».
Prevedibile evoluzione della gestione nel 2026
Nel 2025 l’economia statunitense è cresciuta grazie a consumi solidi e investimenti nell’IA. Al contrario, la Cina sconta una domanda debole e una crisi immobiliare. A livello globale, il pil è salito del 3,2% nel 2025, con una previsione del 2,9% per il 2026. L’area euro registra una crescita moderata trainata dai servizi.
Le proiezioni Bce
Secondo le proiezioni dello staff della Bce pubblicate a dicembre, dopo una crescita dell’1,4 per cento nel 2025, il prodotto aumenterà dell’1,2% nel 2026, all’1,4% nel 2027 e all’1,4% nel 2028. Queste, rispetto alle proiezioni dello scorso settembre, vedono una crescita del pil rivista al rialzo.
Nelle riunioni di ottobre e di dicembre il Consiglio direttivo della Bce ha lasciato invariati i tassi ufficiali. Il contesto resta tuttavia caratterizzato da un’elevata incertezza, legata in particolare alle tensioni geopolitiche e alle dinamiche del commercio globale.
L’Italia
Il pil dell’Italia nel terzo trimestre è leggermente aumentato, per effetto del deciso rialzo delle
esportazioni e dell’espansione degli investimenti, che hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle altre misure connesse con il PNRR. I consumi delle famiglie sono cresciuti in misura contenuta.
Nel quarto trimestre si è registrato un miglioramento degli indicatori anticipatori PMI (Purchasing Managers’ Index) e dell’indice della fiducia delle imprese, suggerendo una ripresa del pil, che proseguirebbe nel 2026. A guidare la crescita ci sarebbe l’espansione della domanda interna, con crescita di consumi ed investimenti. Persistono comunque anche timori in merito alle prospettive economiche, che si riflettono nella maggiore propensione al risparmio, che si mantiene più elevata rispetto al periodo precedente la pandemia. Secondo Banca d’Italia, nel 2025 il pil italiano sarebbe salito dello 0,6% e crescerebbe allo stesso ritmo nel 2026, per accelerare lievemente nel biennio 2027-28.

