Ucraina, negoziati abbattono ancora le azioni della difesa

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Collage di due uomini, uno in giacca e cravatta e l'altro in camicia scura, su strisce stilizzate rosse, bianche e blu con stelle e un elemento di sfondo giallo.

Da ottobre i titoli del settore difesa europeo sono in fase calante, con un calo del 15% cosa aspettarsi dopo la fine del conflitto in Ucraina

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Per il momento la svolta nei negoziati di pace fra Russia e Ucraina resta più nelle parole che nella sostanza, su cui gravano ancora distanze significative. Tanto è bastato, però, per innescare una nuova ondata di vendite sui titoli della difesa europea. Leonardo è stata l’azienda più colpita, con un ribasso arrivato attorno al 4% nel corso della seduta del 29 dicembre, prima di recuperare parzialmente nelle ore successive. L’indice Stoxx Targeted Defence, che raccoglie i principali titoli del comparto militare europeo, ha ceduto oltre il 2%, confermando una perdita di slancio del settore sui listini: il rally aveva toccato il picco a inizio ottobre, per poi correggere di circa il 15%. Nonostante il calo, avvenuto in concomitanza con i ripetuti tentativi statunitensi di avvicinare Kiev e Mosca, l’indice resta comunque in rialzo di circa il 113% da inizio 2025.

Al termine dell’incontro con Donald Trump nella residenza privata di Mar-a-Lago, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver concordato un piano “al 90%”, pur ammettendo che restano aperte “due questioni”: quella territoriale e la centrale nucleare di Zaporizhzhya. Nonostante i progressi proclamati, i nodi cruciali restano quindi sul tavolo. “Non è un accordo che si chiude in un giorno. È una materia estremamente complessa”, ha dichiarato Trump, dopo aver affermato in precedenza che i presidenti di Russia e Ucraina sarebbero entrambi motivati a trovare un’intesa.

Quanto sia davvero vicino il momento della pace resta però difficile da valutare. Il presidente polacco Donald Tusk, in un post su X successivo all’incontro di Mar-a-Lago — al quale hanno partecipato in collegamento anche diversi leader europei — ha sottolineato che “i negoziati sono ancora lontani dall’essere conclusi”. Il vero passo avanti, semmai, è rappresentato dal coinvolgimento statunitense nelle garanzie di sicurezza post-conflitto richieste dall’Ucraina. “Fondamentale per questo sforzo è disporre di garanzie di sicurezza inattaccabili fin dal primo giorno”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Non è la prima volta che notizie di presunti progressi sul fronte diplomatico frenano il comparto difesa in Borsa, ed è possibile che questa dinamica si ripresenti in modo più marcato qualora si arrivasse a un cessate il fuoco formale tra Kiev e Mosca. Che questo potenziale “sfiato” dei prezzi possa però modificare in modo sostanziale le prospettive di fatturato dei prossimi anni appare meno probabile.

L’Europa: perché gli analisti vedono ancora opportunità nella difesa

La tabella di marcia sulla prontezza alla difesa, presentata lo scorso ottobre, fissa infatti un quadro che per i mercati azionari rappresenta un cambio di passo strutturale. L’obiettivo politico esplicito è rendere l’Europa “pronta per il 2030”, con una postura di difesa sufficientemente solida da garantire deterrenza e capacità di risposta, delineando così un orizzonte di domanda pluriennale per il settore. La spesa per la difesa è già cresciuta dai 218 miliardi di euro del 2021 ai 392 miliardi stimati per il 2025. Il piano Rearm Europe, il più noto del pacchetto, punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro, anche attraverso nuovi strumenti finanziari come SAFE, il veicolo da 150 miliardi di euro già sottoscritto per intero. Sullo sfondo resta inoltre il riferimento NATO al nuovo target di spesa per la difesa “core” al 3,5% del PIL entro il 2035, che implica — secondo le stime della Commissione europea — circa 288 miliardi di euro aggiuntivi all’anno nel prossimo decennio. Una cornice che rende la spesa militare sempre meno una scelta discrezionale dal punto di vista politico e più una direttrice obbligata di policy, chiarendo agli investitori dove soffierà il vento degli investimenti. Il nodo, semmai, è capire quanto di questo scenario sia già stato incorporato nelle valutazioni di Borsa.

Secondo Andrew Heiskell e Nicolas Wylenzek, equity strategist e macro strategist di Wellington Management, l’Europa “sta diventando sempre più focalizzata sul territorio nazionale e interventista, con la sicurezza nazionale, la resilienza economica e la competitività che sono ormai tutte priorità chiave per i decisori politici europei”. In questo contesto, “oltre ai settori orientati alla domanda interna, come telecomunicazioni, banche ed edilizia, alcuni titoli della difesa e dei servizi di pubblica utilità con elevate barriere all’ingresso potrebbero emergere come vincitori della trasformazione dell’Europa”.

Un messaggio che trova riscontro anche nelle parole di Ali Dibadj, ceo di Janus Henderson Investors: “L’Europa è un esempio di come i cambiamenti politici, la spesa per la difesa e i tentativi di aumentare la competitività stiano offrendo nuove opportunità di investimento”. Oggi, aggiunge, “le aziende di vari settori, dai chip alle terre rare, dai social media alla difesa, sono ormai considerate con le lenti della sicurezza nazionale”. Di conseguenza, “separare i futuri vincitori dai vinti richiede più di una tradizionale analisi finanziaria: la politica è diventata una dimensione decisiva su cui far leva”.

Domande frequenti su Ucraina, negoziati abbattono ancora le azioni della difesa

Qual è stato l'impatto dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina sui titoli della difesa europea?

I negoziati di pace, sebbene ancora più a parole che nella sostanza, hanno innescato una nuova ondata di vendite sui titoli della difesa europea. Questo ha portato a un ribasso significativo per alcune aziende del settore.

Quale azienda del settore difesa europea è stata maggiormente colpita dal calo delle azioni?

Leonardo è stata l'azienda più colpita, registrando un ribasso di circa il 4% nel corso della seduta del 29 dicembre. L'azienda ha poi mostrato un parziale recupero nelle ore successive.

Cosa indica l'indice Stoxx Targeted Defence riguardo all'andamento del settore?

L'indice Stoxx Targeted Defence, che aggrega i principali titoli del settore difesa, riflette l'impatto negativo delle notizie sui negoziati di pace. La sua performance è un indicatore dell'andamento generale del comparto.

Nonostante le recenti vendite, gli analisti vedono ancora opportunità nel settore della difesa europea?

Sì, l'Europa, secondo gli analisti, continua a presentare opportunità nel settore della difesa. Questo suggerisce che le prospettive a lungo termine potrebbero rimanere positive nonostante le fluttuazioni di breve termine.

Qual è la situazione attuale dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina secondo l'articolo?

La svolta nei negoziati di pace tra Russia e Ucraina è al momento più nelle parole che nella sostanza, con distanze significative ancora da colmare. Questo stato di cose ha influenzato negativamente il mercato azionario della difesa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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