La domanda energetica negli USA è attesa in forte crescita nel prossimo decennio, alimentata principalmente dall’espansione esponenziale dei data center dedicati all’IA, dalla costruzione di nuovi impianti manifatturieri e dallo sviluppo delle reti per i veicoli elettrici. I data center, che attualmente consumano circa il 4% dell’elettricità statunitense, potrebbero arrivare a rappresentare il 9-14% del consumo nazionale entro il 2030.
Questo scenario segna un mutamento fondamentale per l’industria energetica, storicamente caratterizzata da una domanda stagnante nell’ultimo decennio: lo spiegano Dominic Phillips e Mila Yankova, rispettivamenteequity investment analyst ed equity investment director di Capital Group.
I mercati elettrici statunitensi dovranno gestire una domanda in accelerazione a fronte di vincoli strutturali nell’offerta, un disequilibrio che apre un ampio spettro di opportunità di investimento.
Domanda elettrica in crescita vs rischio di contrazione dell’offerta fino al 2030
Le politiche federali, incentrate sul sostegno agli investimenti domestici (dai semiconduttori alla produzione farmaceutica), stanno amplificando la domanda. Si stima che siano in programma oltre 3 trilioni di dollari di investimenti per la nuova capacità produttiva negli Stati Uniti. Gli operatori di data center stanno stipulando contratti a lungo termine con i generatori nucleari per assicurarsi energia baseload priva di emissioni di carbonio.
Di contro, diversi fattori strutturali sono destinati a mantenere tesa la situazione della generazione elettrica almeno fino al 2030:
- Ritardi nelle forniture: si registrano attese significative per componenti critici come turbine a gas e apparecchiature elettriche da fornitori globali.
- Colli di bottiglia nella rete: le procedure di connessione di nuove risorse di generazione alla rete elettrica impongono tempi di attesa che possono variare dai cinque ai sette anni.
- Ostacoli normativi: le sfide legate ai permessi e le resistenze federali ai progetti rinnovabili su vasta scala rallentano sia le costruzioni basate su combustibili fossili che quelle rinnovabili.
- Dismissioni di carbone: nonostante la domanda in crescita, è prevista la dismissione di una quantità significativa di capacità a carbone entro la fine del decennio, senza nuove aggiunte nette dal 2014.
Opportunità di investimento
Il contesto attuale posiziona i settori delle utility, dell’industria e dei materiali al centro della nuova ondata di investimenti infrastrutturali. Le opportunità non si limitano ai grandi player, ma si estendono anche alle aziende di medie e piccole dimensioni.
Produttori di energia indipendenti
Beneficiari chiave includono i produttori di energia indipendenti come Vistra e NRG Energy. NRG, in particolare, è stato il maggiore contributore alla crescita degli utili del settore utility nel Q3, evidenziando la solidità del comparto.
Utility come Entergy e Southern Company stanno effettuando grandi investimenti per l’ammodernamento e l’espansione della rete, essenziali per supportare la domanda dei data center. Entergy, per esempio, sta costruendo nuove centrali elettriche a gas ed espandendo l’infrastruttura di trasmissione in un accordo con Meta per un data center IA su larga scala in Louisiana.
Componentistica e ingegneria
Aziende specializzate in apparecchiature per la generazione e sistemi di gestione energetica, quali Schneider Electric e Hitachi, sono essenziali per il power boom. Anche i giganti industriali come Caterpillar stanno partecipando all’attuale boom dei data center, fornendo motori, turbine e generatori. Le vendite di generazione di energia sono in crescita del 31% anno su anno nel terzo trimestre.
Materiali Critici
L’elettrificazione e l’espansione tecnologica rendono cruciale il fabbisogno di metalli. La domanda di rame è in forte aumento per i sistemi di raffreddamento dei data center, il cablaggio e i componenti dei veicoli elettrici e delle stazioni di ricarica.
Secondo Bloomberg New Energy Finance, il rame potrebbe affrontare un deficit di 6 milioni di tonnellate entro il 2035. Produttori minerari globali come BHP e Freeport sono posizionati strategicamente in questo contesto.

