“Siamo due anni in anticipo rispetto agli obiettivi”. Con 800mila clienti già a bordo dopo quattro anni in Italia e un target di un milione entro il 2026, BBVA rilancia le ambizioni nel nostro Paese – direttamente per bocca del Ceo del gruppo spagnolo, Onur Genҫ, in visita a Milano. “Ci dicevano che in Italia non c’era spazio per un’altra banca. Ma c’era uno spazio enorme per una banca migliore”, aggiunge Murat Kalkan, Global Head of Digital Banking di BBVA.
La storia italiana dell’istituto (che ha 80 milioni di clienti nel mondo) è iniziata con un conto corrente che offriva il 4% lordo, mentre gran parte del mercato bancario restava – ed è rimasto – a zero. La ricetta della crescita è stata una combinazione di costi bassi, remunerazione delle giacenze e servizio clienti 24 ore su 24: una proposta da challenger bank in stile Revolut, ma con le spalle larghe di un gruppo internazionale secondo solo a Santander in Europa per capitalizzazione e fra i più solidi in termini di capitale in eccesso sulle riserve regolamentari.
È una fase di espansione che mostra il potenziale della concorrenza bancaria e di un modello agile che punta a far crescere rapidamente la base clienti, accettando un trade-off sulla redditività nel breve periodo. Un gruppo internazionale come BBVA, del resto, può permettersi un periodo di perdita per acquisire clientela, potendo vantare un ritorno sul tangible equity del 20% a livello globale. L’obiettivo, per mercati in fase di penetrazione come Italia e Germania, è passare al profitto più in fretta di quanto non sia avvenuto per le neobanche con cui BBVA oggi viene paragonata nella sua veste digitale.
La leva della remunerazione del conto corrente resta centrale per la crescita della massa di clientela – pur limata oggi a un contesto di tassi più moderato – e BBVA insiste che non si tratti di un’esca temporanea, ma di un elemento strutturale della sua proposta commerciale.
BBVA: arrivano gli Etf
Da gennaio l’offerta si amplierà con la possibilità di acquistare Etf, pur senza evolvere verso una piattaforma di trading – sulla via di Fineco o Trade Republic. Contestualmente la banca sta assumendo figure provenienti dal settore che possano guidare i clienti sugli investimenti. Tuttavia, ha precisato Walter Rizzi, Head of Digital Banking di BBVA Italia, non è prevista l’apertura di una rete di consulenti finanziari: l’obiettivo è offrire un servizio più completo restando pienamente digitale.
Oggi solo l’8% degli italiani considera una banca digitale come principale, “ma il 66% sarebbe propenso a farlo”. BBVA punta quindi a diventare più di un complemento, pur confermando – ribadisce Genҫ – che “in Italia resteremo una banca digitale”.
Sul fronte tecnologico, arriverà l’integrazione nativa dell’app con ChatGPT: “la nuova app utilizzerà AI per rispondere direttamente al cliente, senza dover chiamare il servizio clienti”, spiega Kalkan. “Il futuro sarà un banking più conversazionale, naturale, personalizzato”.
La concorrenza delle banche digitali potrebbe intensificarsi: offerte di remunerazione sulle giacenze sono già presenti su realtà come Trade Republic o Scalable Capital. Resta da capire se il ricambio arriverà davvero dagli istituti tradizionali, che mantengono la forza della presenza fisica a fronte di costi maggiori e giacenze non remunerate. “Il digitale e la legislazione europea sull’unione bancaria rendono l’accesso al mercato molto più semplice… l’evoluzione della concorrenza ci sarà senza dubbio”, osserva Rizzi. “Non resteremo da soli a lungo”.

