Babbo Natale in ritardo: Wall Street quest’anno ci crede meno

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Una persona vestita da Babbo Natale sta in piedi con le mani sui fianchi, di fronte a una grande parete di schermi che mostrano vari grafici digitali, diagrammi e analisi dei dati.

Gli investitori restano cauti: sentiment in “paura”, mercato delle opzioni ribassista e dubbi sulla bolla AI. Ma utili in crescita e tagli dei tassi potrebbero ancora salvare il finale

Indice

Wall Street ha imboccato l’ultimo mese dell’anno, tradizionalmente culminante nel cosiddetto rally di Babbo Natale, con il morale basso. Nell’ultimo mese, al 2 dicembre, l’S&P 500 è rimasto pressoché invariato. Secondo l’ultima rilevazione del Fear & Greed Index della CNN, l’umore degli investitori oscilla tra paura ed estrema paura, con un punteggio di 27 su 100.

Tutti gli indicatori — con l’eccezione del Vix — segnalano un mercato affaticato: l’indice principale perde ampiezza (pochi titoli salgono in rapporto a quelli che scendono) e forza (le azioni che toccano nuovi massimi a 12 mesi sono pari a quelle che segnano nuovi minimi).

Eppure, il sentiment si era da poco ringalluzzito grazie ai dati macro che hanno convinto la maggioranza degli operatori dell’arrivo di un nuovo taglio dei tassi d’interesse il 10 dicembre: oggi è prezzato all’87% secondo il CME FedWatch Tool.

È abbastanza per credere ancora in Babbo Natale? Storicamente il rally si concentra nelle ultime cinque sedute dell’anno e nelle prime due del nuovo. Dal 1950, ricorda Investopedia, in questo periodo l’S&P 500 ha registrato un guadagno medio dell’1,3% e una probabilità di rialzo del 79%.

Un dicembre iniziato tra dubbi sulla bolla dell’AI — con fondi pensione britannici che hanno ridotto l’esposizione all’azionario USA — non esclude dunque un’accelerazione finale. Ma i trader restano scettici. Il mercato delle opzioni mostra un clima nettamente ribassista: gli investitori acquistano più coperture al ribasso che scommesse sul rialzo.

“Non so se avremo il rally di Babbo Natale, ma potremmo sicuramente vedere un’altra buca di volatilità o un rally della volatilità”,
ha dichiarato Amy Wu Silverman, responsabile della strategia sui derivati di RBC Capital Markets.

Una rotazione in corso: non è più solo questione di “Magnifici 7″

Secondo altri osservatori, sotto la superficie apparentemente piatta dell’S&P 500 si stanno già muovendo i portafogli.

“La rotazione in atto sul mercato americano è visibile nella sottoperformance del fattore momentum in combinazione con un ritorno di forza del Nasdaq. Le posizioni che hanno dominato per molti trimestri stanno lasciando spazio a una gamma più ampia e differenziata di opportunità…”,
spiega Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco.

La nuova fase dell’AI — aggiunge — non riguarda più soltanto i colossi dell’hyperscaling, ma applicazioni industriali e sanitarie, e il tema emergente della capacità energetica come fattore abilitante.

Il lancio di Google Gemini 3, sottolinea Simoncelli, è un segnale della transizione dell’industria dei Large Language Models verso un’evoluzione più diffusa e verticale.

Il vero alleato del mercato? Crescita degli utili e taglio dei tassi

Per chi crede nel rally natalizio, le buone notizie arrivano dal lato macro:

“Le componenti macroeconomiche a supporto dei mercati azionari, e sempre più anche al di fuori degli Stati Uniti, sono confermate. Le attese sul taglio dei tassi Fed sono aumentate in maniera consistente…”,
afferma Simoncelli.

Gli analisti stanno inoltre rivedendo al rialzo le stime sugli utili aziendali: +13% atteso sull’S&P 500 e +10% sullo Stoxx 600 nel 2026.

Il mercato non sembra crederci al rally natalizio al momento: la volatilità incombe e l’AI non è più garanzia di spinta automatica. Ma il contesto dei tassi e la ripresa degli utili lasciano una porta aperta al tradizionale sprint finale. Se Babbo Natale deciderà di arrivare, non sarà da solo: a trainare il rally, questa volta, potrebbe essere la rotazione.

Domande frequenti su Babbo Natale in ritardo: Wall Street quest’anno ci crede meno

Qual è il sentiment generale degli investitori su Wall Street all'inizio dell'ultimo mese dell'anno, tradizionalmente associato al rally di Babbo Natale?

Il sentiment degli investitori su Wall Street è attualmente basso, con il Fear & Greed Index della CNN che oscilla tra paura ed estrema paura, indicando un morale scoraggiato.

Come si è comportato l'S&P 500 nell'ultimo mese fino al 2 dicembre?

L'S&P 500 è rimasto pressoché invariato nell'ultimo mese, fino al 2 dicembre, suggerendo una mancanza di slancio positivo nel mercato.

Quali sono i fattori chiave che potrebbero sostenere il mercato secondo l'articolo?

I veri alleati del mercato, secondo l'articolo, sono la crescita degli utili aziendali e un potenziale taglio dei tassi di interesse.

Cosa suggeriscono gli indicatori di mercato riguardo alla salute generale del mercato azionario?

La maggior parte degli indicatori, ad eccezione del Vix, segnala un mercato affaticato, con l'indice principale che perde ampiezza, indicando una debolezza diffusa.

L'articolo suggerisce che la performance del mercato sia ancora legata esclusivamente ai 'Magnifici 7'?

No, l'articolo indica che è in corso una rotazione nel mercato, suggerendo che la performance non è più unicamente trainata dai cosiddetti 'Magnifici 7'.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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