Il fascino discreto delle mid e small cap italiane

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Un uomo in abito gessato scuro e cravatta sta in piedi con le braccia incrociate, rivolto verso la telecamera e leggermente sorridente: uno sguardo sicuro che ricorda i dirigenti di Mid e Small Cap italiane. Lo sfondo è semplice e illuminato in modo soffuso. L'immagine è in bianco e nero.

Tra una ritrovata stabilità politica, le riforme messe in campo e il ruolo del nuovo Fondo Strategico, il mercato delle piccole e medie imprese può diventare il vero motore di crescita del Paese. Lo spiega a We Wealth Guglielmo Manetti (Intermonte)

Indice

Performance superiori a quelle del mercato europeo per le PMI italiane nel secondo trimestre 2025, evidenziate dal report Intermonte, investment banking firm dal 2025 nel Gruppo Banca Generali. Liquidità, riforme e fondo strategico, infatti, possono giocare un ruolo importante per spingere di più questo comparto, come spiega a We Wealth l’ad Guglielmo Manetti.

Cosa sta trainando la sovraperformance delle mid e small cap italiane rispetto al mercato europeo?

Da inizio anno gli indici FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap sono saliti, rispettivamente, del 18,8% e del 22,4%, mentre l’indice MSCI Europe Small Cap (che include 826 titoli europei di dimensioni analoghe) è salito, ma solo del 9,8%. Diversi fattori di disomogeneità, in primis la differente composizione settoriale dell’indice, rendono difficile dare un’interpretazione a questa performance divergente, ma un elemento differenziale favorevole è stato senz’altro il minor rischio Paese, un trend attribuibile alla stabilità politica italiana, così come riflesso dallo spread BTP-BUND che, dai circa 116 pb di inizio anno, a inizio settembre oscillava in un range tra 80 e 90 pb, ossia sui minimi a 5 anni, in un momento di picchi al rialzo nello spread dei tassi decennali francesi.

Le valutazioni positive del secondo trimestre 2025 riflettono fondamentali solidi o c’è un eccesso di ottimismo?

Le aziende italiane, nella maggior parte dei casi espressione di un’imprenditorialità familiare, sono caratterizzate da una grande reattività e riescono ad adattarsi rapidamente a scenari turbolenti come quelli da inizio anno, specialmente per quanto riguarda i negoziati sui dazi con gli Stati Uniti e le forti oscillazioni valutarie. Per quanto riguarda il nostro coverage sulle mid small cap, in concomitanza con la pubblicazione dei risultati semestrali, c’è stata una limatura delle stime molto contenuta (circa -1%), a conferma di prospettive ragionevolmente visibili.

Come interpretare la divergenza tra la performance di mercato e la revisione delle stime sugli utili?

Il mercato cerca sempre di guardare avanti e di anticipare la revisione delle stime di consensus, condizione che porta a momenti cosiddetti di “de-rating”, ossia quando i prezzi dei titoli scendono su attese di tagli stime, o “re-rating”, quando viceversa il mercato si aspetta dei rialzi. Il re-rating che c’è stato da inizio anno è quindi il riflesso di un miglioramento delle prospettive e di possibili futuri rialzi, ma anche, come dicevamo, il frutto di un minor rischio Paese (calo dello spread dei BTP italiani), di un graduale abbassamento dei tassi e di un ridimensionamento del rischio dazi di Trump, dopo il crollo dei mercati ad inizio aprile.

La liquidità è un aspetto centrale per i titoli a minore capitalizzazione…

La liquidità è la condizione necessaria per avere un mercato efficiente. Per chi investe nei titoli mid small cap è uno dei principali fattori di rischio, che rende difficoltoso smobilizzare un determinato investimento. In fasi di mercato negative, si può arrivare a un pericoloso avvitamento quando, a fronte di una liquidità in calo, il risk manager chiede al portfolio manager di alleggerire una posizione.
Il tema rimane cruciale per il futuro: tanti sono i fattori su cui bisogna lavorare, sia lato comunicazione da parte delle imprese quotate, sia lato numero e qualità di coperture lato intermediari finanziari, sia lato regolamentazione.

Il Fondo Strategico Nazionale può essere un game-changer per il mercato mid-small italiano?

È un progetto importantissimo che anche noi di Intermonte abbiamo fortemente sostenuto e che dovrebbe partire nei prossimi mesi. Innanzitutto testimonia l’impegno del governo a sostenere iniziative che possano sviluppare il mercato azionario delle mid small cap italiane. La liquidità detenuta dagli investitori italiani, intesi sia come soggetti privati ma anche come entità finanziarie quali i grandi fondi previdenziali, ha un’esposizione ancora molto limitata all’equity italiano, in confronto a quanto succede negli altri Paesi europei e la possibilità di ridurre questo gap rappresenta una grande opportunità per tutti.

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