Un ecosistema in crescita
Il Family Office non è più solo un veicolo per gestire ricchezza, ma sta diventando un vero regista del futuro familiare, capace di coniugare visione, strategia e coesione interna. La quinta edizione dell’Osservatorio Family Office ha messo in luce proprio questa evoluzione: da ‘gestori del patrimonio’ a veri e propri architetti di un progetto multigenerazionale.
In questo contesto di trasformazione, il censimento aggiornato a giugno 2025 ha registrato 244 Family Office attivi in Italia, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. È una dinamica che non riguarda solo i numeri, ma indica che queste strutture stanno assumendo funzioni più complesse: non solo allocazione di risorse, ma governance familiare, coinvolgimento delle nuove generazioni e costruzione di un’identità condivisa.
Non è un caso che nel 46% dei casi la famiglia incontri il proprio Family Office su base settimanale.
“Il Family Office non è solo un gestore finanziario, ma il custode della visione e della cultura familiare” ha spiegato Josip Kotlar, professore ordinario di strategia e family business e direttore scientifico dell’Osservatorio.
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Investimenti e nuovi equilibri
Se nella loro essenza i Family Office nascono per custodire patrimoni, oggi il loro raggio d’azione è molto più ampio: diventano il luogo in cui si bilanciano eredità e innovazione, tradizione e nuovi scenari di investimento.
Questo tema è stato affrontato da Alfredo De Massis, co-direttore scientifico dell’Osservatorio, con alcuni dati a supporto, che confermano quanto le strategie stiano cambiando. I Family Office italiani oggi integrano sempre più private equity, venture capital e investimenti ESG nella loro operatività, ma senza abbandonare le radici domestiche. Il 53% degli investimenti resta in Italia, mentre Stati Uniti (12%) e Regno Unito (6%) rappresentano le destinazioni principali oltreconfine.
Questo approccio rispecchia il cuore della sfida: unire la dimensione industriale e quella patrimoniale, garantendo sia continuità, sia apertura a nuove opportunità.
Oggi gli imprenditori devono essere sempre più “ambidestri” – ha commentato De Massis – capaci di cogliere nuove opportunità di business e, al tempo stesso, preservare e tramandare il patrimonio. Il Family Office è la struttura che consente questo equilibrio, “bilanciando obiettivi finanziari e non finanziari.”
Multi-Family Office: hub di competenze in evoluzione
Accanto ai Single Family Office, si rafforza l’ecosistema dei Multi-Family Office (MFO), sempre più percepiti come hub capaci di mettere a sistema competenze diversificate al servizio di più famiglie.
Secondo l’analisi presentata da Emanuela Rondi, professoressa associata di strategia e family business e co-direttrice scientifica dell’Osservatorio, in Italia sono stati censiti 118 Multi-Family Office, di cui 22 legati al mondo bancario. La Lombardia da sola ne ospita oltre 70, quasi la metà del totale nazionale, seguita da Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio. Il loro bacino riguarda soprattutto famiglie con patrimoni inferiori ai 500 milioni di euro (70% del totale), con relazioni caratterizzate da una frequenza di incontri più rarefatta rispetto ai Single Family Office (64% su base mensile). La maggior parte dei contatti nasce ancora da referral tra famiglie o professionisti, mentre resta limitato il ruolo degli eventi come primo punto di ingaggio.
Dal punto di vista operativo, i Multi-Family Office gestiscono internamente asset allocation e attività di investimento, mentre altre aree – come governance familiare, educazione delle nuove generazioni, ESG e filantropia – risultano più frammentate.
Per dare struttura a questo panorama, la ricerca propone una tassonomia in sei aree chiave: dagli investimenti ai servizi legali e fiscali, fino alla governance familiare, ai servizi lifestyle, alla filantropia e al livello di coinvolgimento diretto del Family Office (skin in the game). Questo schema consente di distinguere diverse configurazioni, dai Family Powerhouse, che integrano governance e investimenti, ai Multi-financial Office focalizzati sulla gestione finanziaria, fino ai modelli emergenti come le piattaforme per i club deal.
Tra megatrend globali e sfide locali
La 5° edizione dell’Osservatorio Family Office 2025 evidenzia come la trasformazione dei Family Office sia accelerata da trend globali, in primis il “Great Wealth Transfer” generazionale, ma anche la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale. Senza dimenticare l’incertezza geopolitica che sta caratterizzando questi ultimi anni. Per le famiglie imprenditoriali italiane la sfida è duplice: da un lato rafforzare la continuità aziendale e patrimoniale, dall’altro dotarsi di strutture in grado di navigare mercati complessi e interconnessi.

