Mentre imperversa il rally dei mercati, che spinge assieme azioni, obbligazioni e oro in attesa dell’avvio del nuovo ciclo di tagli ai tassi da parte della Federal Reserve, i gestori di fondi globali restano saldamente impostati in modalità “toro”.
Secondo l’ultima rilevazione condotta a livello globale da Bank of America, a settembre il sentiment dei fund manager è tornati ai massimi livelli dall’inizio dell’anno, con livelli di liquidità rimasti al 3,9% per il terzo mese consecutivo – un livello sotto il 4% viene considerato dagli analisti di BofA come un segnale di vendita per eccesso di euforia. Il 58% dei gestori, nonostante le posizioni rialziste, ritiene i mercati azionari sopravvalutati (un nuovo record).
Nel frattempo, la quota azionaria in portafoglio è salita ai massimi da sette mesi, con 28% netto di sovrappeso. Di fronte al crescente ottimismo dei gestori è crollata la paura che una guerra commerciale possa provocare una recessione globale, dall’80% dello scorso aprile all’attuale 12%.
Nel dettaglio degli spostamenti nell’allocazione eseguiti fra agosto e settembre è aumentata l’allocazione sul settore healthcare, telco e consumi discrezionali, mentre si è osservato un forte deflusso dal Regno Unito, e in minor misura dalle azioni europee e dei mercati emergenti.
Lo scenario economico centrale, atteso dal 67% del campione si attende un atterraggio morbido dell’economia, cui si aggiunge un altro 18% che vede un “no landing” ossia nessun rallentamento economico.
Il rischio principale temuto dai gestori, complice l’attesa preponderante (47%) per quattro tagli dei tassi Fed nei prossimi 12 mesi, è quello di un secondo picco dell’inflazione, citato dal 26% degli intervistati e la perdita d’indipendenza della Fed con indebolimento del dollaro (24%). Per contro, il 73% pensa che l’intelligenza artificiale avrà effetti deflazionistici, ma nello stesso tempo il 23% si aspetta tassi a lungo termine più alti, la percentuale maggiore dall’agosto 2022.
Gestori europei più fraddi sulle banche: al top l’industria
Nel sottocampione dei fund manager sondati in Europa aumenta l’ottimismo sull’economia del Vecchio continente, prevista in accelerazione dal 56% degli intervistati, in aumento dal 42% rilevato ad agosto. Allo stesso tempo, però, si è ridotto ulteriormente il sovrappeso dell’azionario europeo rispetto agli Usa, in continuità con quanto rilevato nei mesi scorsi.
Le maggiori novità rilevate in Europa riguardano i settori attualmente preferiti per l’allocazione di portafoglio, con il forte balzo dei titoli industriali, ora in cima alla classifica, con un podio completato da utility e costruzioni. Tecnologia e banche, scendono rispettivamente al quarto e quinto posto nelle preferenze.
Rispetto alle allocazioni storiche, però, sono utility e costruzioni i settori più gettonati fra i gestori europei.
Guardando ai prossimi 12 mesi, i gestori europei ora vedono healthcare, materials e titoli finanziari in sostanziale pari merito come settori del mercato azionario destinati a registrare le migliori performance.
Nel dettaglio del settore bancario, però, l’attrattiva sembra essersi decisamente ridotta, con una quota di gestori che ritiene il comparto ancora attraente “dopo il forte rally” in calo dal 58 al 37%, e un 31% che vede un appiattimento delle performance da qui in avanti.

