Pirelli, i prossimi dividendi e la politica di remunerazione

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Primo piano di un pneumatico Pirelli nero per auto che mostra il logo del marchio sul fianco, con parte della carrozzeria di un veicolo rosso visibile sullo sfondo.

Pirelli ha innalzato nel 2025 il suo payout al 50%: ecco qual è il rendimento da dividendo e cosa aspettarsi in pagamento l’anno prossimo

Indice

Pirelli ha confermato il rafforzamento della propria politica di remunerazione degli azionisti previsto dal piano industriale aggiornato e, alla luce dei dati del primo trimestre 2025, si muove a regime per poter centrare gli obiettivi di ricavi previsti.

Dopo i 0,198 euro per azione distribuiti nel 2024, nel 2025 il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera ha incrementato la cedola a 0,25 euro per azione, pari a un aumento del +26%. Lo stacco cedola è avvenuto il 23 giugno e per il prossimo dividendo ci sarà da aspettare quasi un anno.

Ma è stato un buon affare il titolo Pirelli come dividend stock? Abbastanza. Calcolato sulla quotazione di 5,85 euro del titolo al 25 luglio, il rendimento lordo per gli azionisti si attesta al 4,3%, un livello solido nel contesto del comparto industriale italiano anche se altri settori, come quello bancario, assicurativo o utility presentano rendimenti da dividendo superiori.

Dividendo in crescita, payout portato al 50%

La crescita della cedola è stata accompagnata da un aumento della quota di utile distribuita: il payout è salito al 50%, rispetto al 40% pagato nel 2024. A fronte di un utile netto consolidato di 501 milioni di euro, il gruppo ha destinato 250 milioni di euro ai dividendi, rispetto ai 198 milioni distribuiti nel 2024.

La decisione, approvata dall’assemblea degli azionisti lo scorso 12 giugno, riflette l’intenzione della società di mantenere un equilibrio tra remunerazione degli azionisti e investimenti: il 50% di payout ratio e alto, ma altre società vanno anche oltre, come Intesa Sanpaolo o Enel (70%).

Strategia industriale e generazione di cassa

Il rafforzamento della politica di dividendo è coerente con le direttrici del piano industriale aggiornato 2024–2025, che punta a conseguire ricavi 2025 fra 6,8 e 7 miliardi di euro; margine EBIT adjusted al 16%; flusso di cassa netto ante dividendi fra 550 e 570 milioni di euro.

La focalizzazione sull’High Value, l’efficienza operativa e la spinta verso l’innovazione e la sostenibilità (Net Zero al 2040) sono elementi chiave per la stabilità e la crescita del modello Pirelli.

Trimestrale 2025: risultati solidi e allineati al piano

Al momento in cui pubblichiamo i risultati più freschi sono quelli pubblicati nel primo trimestre 2025 confermano il pieno allineamento agli obiettivi del piano — e in alcuni casi anche un superamento delle attese:

  • Ricavi: 1.758,6 milioni di euro (+3,7%)
  • EBIT adjusted: 279,8 milioni (+6,6%), con margine EBIT adjusted al 15,9%, già superiore al target medio annuale
  • Utile netto: 127,2 milioni (+26,7%)

Annualizzando i risultati, un esercizio di proiezione che va preso con le pinze, i ricavi si proiettano oltre quota 7 miliardi e l’utile netto potrebbe superare i 520 milioni. In questo scenario, la sostenibilità di un dividendo 2026 in ulteriore crescita è pienamente confermata.

Ipotesi dividendo 2026: potenziale a 0,27 euro

Assumendo un utile netto in aumento e un payout confermato al 50%, il dividendo 2026 in pagamento sull’esercizio 2025 potrebbe attestarsi attorno a 0,27 euro per azione. Un ulteriore incremento coerente con la traiettoria segnata dalla strategia industriale e con l’andamento operativo osservato.

Ok i dividendi: ma il ritorno totale?

Negli ultimi 12 mesi (dato al 25 luglio 2025), il titolo Pirelli ha registrato una performance di +1,77%. Aggiungendo il rendimento da dividendo, il Total Shareholder Return supera il 6% annuo, un risultato che rende il titolo interessante per i risparmiatori alla ricerca di stabilità e reddito da cedola. Pur in un contesto di mercato non certo esplosivo per il settore, Pirelli si conferma un valido titolo da cassettista.

Domande frequenti su Pirelli, i prossimi dividendi e la politica di remunerazione

Qual è stato l'ammontare del dividendo distribuito da Pirelli nel 2024 e quale incremento è previsto per il 2025?

Nel 2024, Pirelli ha distribuito 0,198 euro per azione. Per il 2025, il gruppo ha incrementato la cedola a 0,25 euro per azione, registrando un aumento del +26%.

Qual è la politica di remunerazione degli azionisti confermata da Pirelli e quale percentuale di payout è stata stabilita?

Pirelli ha confermato il rafforzamento della propria politica di remunerazione degli azionisti, portando il payout al 50%. Questo rientra nella strategia industriale aggiornata del gruppo.

Quali sono le prospettive per il dividendo nel 2026 secondo le ipotesi dell'articolo?

Le ipotesi per il dividendo 2026 indicano un potenziale di 0,27 euro per azione. Questo dato è basato sulle aspettative future del gruppo.

Come si posizionano i risultati trimestrali del 2025 rispetto al piano industriale di Pirelli?

I risultati del primo trimestre 2025 sono stati solidi e allineati al piano industriale aggiornato. Questo permette a Pirelli di muoversi a regime per centrare gli obiettivi di ricavi previsti.

Quando è avvenuto lo stacco della cedola per il dividendo 2025 di Pirelli?

Lo stacco della cedola per il dividendo 2025 di Pirelli è avvenuto il 23 giugno. L'articolo prosegue poi con ulteriori dettagli sul futuro.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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