Il 4 luglio l’America ha festeggiato, ma questa volta non solo in onore dell’Indipendenza, ma anche al trionfo di Donald Trump, dopo il passaggio della sua One Big Beautiful Bill.
L’approvazione della nuova legge non ha sorpreso nessuno, se non gli ottimisti che non riconoscono i piani ambiziosi del tycoon di cui questa legge rappresenta solo un piccolo tassello per rendere, finalmente, l’America Great Again. In effetti, Trump lo aveva già annunciato ai suoi fedelissimi qualche giorno prima in Iowa: “In parole povere, il One Big Beautiful Bill creerà il confine più forte del pianeta, l’economia più forte del pianeta, l’esercito più forte del pianeta e garantirà che gli Stati Uniti d’America continueranno a essere il Paese più forte in assoluto su questo nostro meraviglioso pianeta”.
La legge, che è stata passata al Senato con un margine minuscolo (218 a 214), tra le altre cose, prevede: estensione permanente degli ampi tagli fiscali adottati nel 2017 con il Job Act, riduzione delle imposte su mance e straordinari, profondo tagli ai fondi per il Medicaid, per l’assistenza alimentare e per programmi di welfare.
Ma quale sarà il vero impatto di questa nuova legge sull’economia e sui mercati statunitensi?
La crescita sale, ma non è la sola. Attenzione al debito
Gli ingenti tagli fiscali portati avanti dalla One Big Beautiful Bill sosterranno la crescita, come suggerito da Trump, ma lo stimolo potrebbe essere più piccolo del previsto. Infatti, in un’ottica di dazi commerciali ancora non ben delineati è difficile capire se lo stimolo fiscale sarà sufficiente a contrastare i venti contrari causati dalle tariffe.
A preoccupare però, secondo gli esperti di Capital Group, è il deficit fiscale. “Si prevede che nei prossimi anni la legge cementerà il deficit degli Stati Uniti intorno al 7% del PIL, rispetto al precedente 6,4%, aggiungendo circa 3.300 miliardi di dollari al debito a lungo termine degli Stati Uniti nel prossimo decennio. Livelli elevati di debito generalmente riducono la crescita potenziale a lungo termine dell’economia”, spiegano.
Il futuro dei mercati obbligazionari
Negli Stati Uniti, ad oggi, il mercato dei tassi di interesse continua ad essere incredibilmente efficiente. Il mercato dei Treasury, anche se in fase di rimodellamento, continua ad avere una grande importanza a livello internazionale, eppure il mercato degli swap e dei futures crescono a vista d’occhio. Sono anni che alcuni esperti si aspettano una catastrofe imminente per i titoli di Stato americani, eppure questo evento sembra ancora lontano. Il debito alle stelle preoccupa certo, ma l’impatto sul mercato obbligazionario non sarà visibile a breve.
Il settore industriale cresce, ma altri crollano
Come ogni legge, anche la One Big Beautiful Bill avrà effetti molto diversi a differenza del settore sotto analisi. Partendo dagli aspetti positivi, questa nuova norma è in linea con l’obiettivo di Trump: rilanciare l’industria Made in USA. Dai produttori di macchinari industriali ai fornitori di sistemi di ventilazione, dagli innovatori farmaceutici ai semiconduttori, passando anche per le grandi imprese tecnologiche e il settore bancario. Insomma, questa misura potrebbe diventare un potente volano per il flusso di cassa libero e stimolare nuove ondate di investimenti in diversi settori, sempre che i livelli di indebitamento complessivo non facciano salire troppo i tassi di interesse.
Eppure altri settori rimangono in ombra, giusto per fare qualche esempio: con la scadenza del credito d’imposta di 7.500 dollari per la vendita e il leasing di nuovi veicoli elettrici, è facile preferire i modelli cinesi come BYD con prezzi molto interessanti; inoltre la spinta alle energie rinnovabili continua a perdere vigore.
Dollaro: storia di successi o cambio di rotta?
Negli ultimi mesi, è cambiata la direzione del dollaro che sta perdendo molto terreno. Questo però non toglie la sua posizione ancora irraggiungibile. Molta dell’incertezza è legata, anche in questo caso, alla politica tariffaria che non è ancora stata definita. In ogni caso, secondo gli esperti, “l’effetto netto sul dollaro dipenderà probabilmente dall’equilibrio tra l’espansione fiscale e la fiducia degli investitori nella tenuta economica degli Stati Uniti. Inoltre, se gli Stati Uniti continuano a offrire tassi di interesse reali positivi, rendendo il dollaro più interessante per gli investitori”.
Nel complesso, a breve termine, episodi di volatilità non dovrebbero preoccupare troppo e I movimenti del dollaro dipenderanno più dalla politica tariffaria e dalla dinamica della crescita che dalla One Big Beautiful Bill.

