Investimenti diversificati, focus sulla rigenerazione urbana e attenzione all’impatto sociale: così Inarcassa gestisce il patrimonio degli ingegneri e architetti italiani, secondo un sistema integrato che tiene conto sia delle risorse disponibili (attività), sia degli impegni futuri da onorare (come le pensioni da pagare).
Come in particolare? We Wealth lo ha chiesto al presidente Giuseppe Santoro.
Come Inarcassa definisce e attua la strategia patrimoniale
Santoro, come si struttura il processo di definizione e attuazione della strategia patrimoniale di Inarcassa?
A ottobre di ogni anno, il Comitato nazionale dei delegati approva, su proposta del cda, l’asset allocation strategica per l’anno successivo.
La parte liquida pesa per il 60%, di cui 31% obbligazionario, 26% azionario e 3% monetario.
La parte illiquida pesa invece per il restante 40%, di cui il 21% è diviso tra private equity, private debt e infrastrutture, a cui va aggiunta la percentuale del 2,5% di Banca d’Italia e la restante parte del 16,5% dell’immobiliare.
Circa il 52% del patrimonio è investito in Italia.
Le decisioni di investimento prese dal cda seguono appunto le linee guida stabilite nell’Aas (ossia, nell’asset allocation strategica, ndr). Il board si avvale del supporto della Direzione Patrimonio che conta 15 professionisti dedicati (17 con le due nuove assunzioni in corso).
Il ruolo strategico dell’immobiliare nel portafoglio di Inarcassa
Qual è il ruolo strategico dell’immobiliare nel portafoglio di Inarcassa e come si è evoluta la vostra esposizione al settore?
Nella nostra asset allocation, il real estate ha un peso del 16,5% e ad oggi siamo leggermente sovraesposti. Negli ultimi anni, l’asset class ha avuto performance deboli, con una volatilità più marcata nella componente internazionale rispetto a quella italiana.
Nel comparto uffici abbiamo notato una polarizzazione con incremento di domanda e rendimenti per gli immobili di pregio e con buone caratteristiche Esg, mentre una caduta di domanda per gli uffici periferici e/o obsoleti. Per questo abbiamo spronato i nostri principali gestori a effettuare investimenti per la riqualificazione del patrimonio.
Le migliori opportunità di investimento tra rendimento e impatto sociale
In quali ambiti vede oggi le migliori opportunità d’investimento, sia per ritorni che per impatto sociale?
Inarcassa seleziona solo fondi art. 8 e 9. Sfdr. Alcuni dei fondi selezionati recentemente hanno una forte componente di impatto ambientale e sociale esplicita, in cui la performance fee è spesso legata a questi fattori.
Esempi concreti di investimenti sostenibili di Inarcassa
Può farci degli esempi concreti di investimento che vi vede coinvolti?
Tra i vari esempi, Inarcassa ha investito nei fondi gestiti da Coima, Azimut e Franklin Templeton.
- Cecif, Coima Esg City Impact Fund: fondo art 9 Sfdr, a impatto, che investe prevalentemente nella rigenerazione urbana tra Milano e Roma. Tra i progetti principali il recupero dell’ex scalo di Porta Romana – futuro villaggio olimpico per Milano-Cortina 2026, che verrà poi convertito in studentato – e l’acquisizione dell’area ex Falck a Milano Sesto, dove è prevista la realizzazione di un nuovo polo medico-scientifico, ospedale, campus universitario e un’area per datacenter.
- Azimut Fondo Infrastrutture per la Crescita Esg: fondo art 8 Sfdr, che punta su infrastrutture sociali legate ai grandi cambiamenti strutturali. Tra gli ultimi investimenti, il potenziamento dell’impianto di vertical farming ad Agnadello (Cr): coltivazioni idroponiche su più livelli con uso efficiente di acqua ed energia da fonti rinnovabili, per aumentare del 75% la capacità produttiva.
- Franklin Templeton Social Infrastructure Fund, fondo paneuropeo art 9 Sfdr, con focus sull’housing sociale. Ha acquisito a Dublino un immobile riqualificato da 38 appartamenti destinato a locazione pubblica per 25 anni, contribuendo a ridurre le emissioni e a supportare le esigenze abitative della città.

