Il gruppo di miliardari pro tasse ha cercato di spiegare che la proposta di Biden andrebbe a ricadere solo su chi guadagna più di 400.000 dollari l’anno
Ma non solo perché nel piano è previso anche l’aumento della corporate tax dal 21 al 28%
Ma come mai la manifestazione di protesta sotto le case di Bezos, miliardario che ha sempre appoggiato un aumento delle tasse? Il motivo è Amazon. La società è da anni nel mirino di organizzazioni e associazioni che mostrano come il colosso del Web continui ad eludere le tasse grazie a sofisticati strumenti fiscali. Secondo i calcoli dell’Institute on taxationa and economic policy, Amazon avrebbe pagato nel 2020 un’aliquota del 9,4% (meno della metà di quella base pari al 21%). Questo è stato possibile perché all’interno dell’Ue diversi paesi sono dei veri e propri paradisi fiscali che grazie ai loro regimi fiscali compiacenti hanno attratto multinazionali (tipicamente americane) sul loro suolo. Pensiamo al Regno Unito che ha una corporate tax del 19% e l’Irlanda del 12,5%. Aliquote che poi grazie a diversi stratagemmi riescono a scendere ulteriormente. Tutto ciò ha incentivato le varie società a spostarsi in questi Paesi, eludendo il fisco nazionale. Biden vorrebbe dunque riuscire a far pagare più tasse sia ai paperoni che alle multinazionali Usa, cercando di mettere un freno all’elusione domestica. “Ha molto più senso richiedere alle persone che hanno chiaramente beneficiato di più del nostro sistema di reinvestire un’enorme percentuale della loro ricchezza in eccesso in quel sistema”, spiega in una dichiarazione Erica Payne, presidente di Patriotic Millionaires.


