Nvidia, preview trimestrale: il problema immediato non è DeepSeek

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Silhouette di una persona che usa un laptop davanti a uno sfondo verde con il logo NVIDIA ben in vista. L'immagine suggerisce una connessione tra la tecnologia e l'azienda.

I ritardi nelle consegne dei chip Blackwell potrebbero far scendere nell’immediato le previsioni di Nvidia, che però resta meno “cara” di molte Big Tech

Nvidia si prepara a riportare i conti trimestrali, come sempre per ultima fra le Magnifiche 7, in un clima di maggiore incertezza. La domanda di chip sarà davvero ostacolata dal modello di sviluppo di AI a basso costo come mostrato dalla ChatGPT cinese DeepSeek? Le risposte che gli investitori hanno potuto trarre dalle previsioni delle altre Big Tech suggeriscono che, almeno per ora, la domanda di chip resta un traino favorevole per Nvidia: Amazon, Meta Platforms e Alphabet continueranno a incrementare gli investimenti in conto capitale e a rinnovare la collaborazione con la star delle schede grafiche.

Nell’ultimo mese al 21 febbraio, il titolo Nvidia, nonostante l’impatto immediato del fenomeno DeepSeek, ha mantenuto sostanzialmente lo stesso livello di capitalizzazione, a fronte di un aumento del 2,1% per il Nasdaq 100 e dello 0,9% per l’S&P 500. Insomma, chi ha acquistato Nvidia alla chiusura del 27 gennaio, giorno del crollo, avrebbe oggi registrato una performance del +9,7%. Attualmente, il titolo non è lontano dal recupero dei livelli pre-DeepSeek, essendo ancora in calo del 2,2% rispetto alla chiusura di venerdì 24 gennaio.

Grazie al recente assestamento, Nvidia risulta una delle Big Tech con il rapporto prezzo/utili più contenuto rispetto ai principali competitor: con un multiplo di 32,5, la società appare più economica di Apple (33,44), Broadcom (36), Amazon (39,6) e Tesla (119).

Le previsioni del consenso FactSet indicano che l’ultima trimestrale di Nvidia potrebbe, però, dare anche qualche dispiacere: dopo una crescita trimestrale di 4,5 miliardi di dollari nei data center, il quarto trimestre dovrebbe rallentare a +2,6 miliardi, complice la transizione a una nuova famiglia di chip, Blackwell. Presentata a marzo 2024, questa piattaforma introduce sei tecnologie trasformative che consentono alle organizzazioni di sviluppare e gestire modelli di linguaggio di grandi dimensioni con migliaia di miliardi di parametri, riducendo i costi operativi e il consumo energetico fino a 25 volte rispetto alle generazioni precedenti.

Tuttavia, già nell’agosto 2024 erano emerse segnalazioni di un ritardo di almeno tre mesi nella produzione dei chip Blackwell B200, a causa di un difetto di progettazione scoperto in una fase avanzata del processo produttivo. Il posticipo delle spedizioni all’inizio del 2025 dovrebbe quindi pesare sui ricavi del quarto trimestre. Sebbene il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, abbia dichiarato a novembre che la produzione di Blackwell procede “a pieno regime”, gli analisti si aspettano che le spedizioni raggiungano volumi elevati solo nella seconda metà del 2025. Questo potrebbe frenare temporaneamente la crescita dei ricavi, ma allo stesso tempo garantire una domanda solida nel lungo periodo.

“DeepSeek non è l’unico problema all’orizzonte per Nvidia”, ha ricordato Josh Gilbert, market analyst di eToro. “La domanda superiore all’offerta ha già pesato sui risultati finanziari precedenti e, sebbene i dirigenti abbiano rassicurato Wall Street prevedendo ‘diversi miliardi di dollari’ di ricavi dal nuovo chip Blackwell nel quarto trimestre, ci sono delle incognite. Sappiamo che l’azienda è praticamente al limite della sua capacità produttiva e fatica a soddisfare la domanda. E dove c’è domanda insoddisfatta, c’è spazio per i concorrenti”.

“Per ora, tuttavia, la stima di consenso prevede ricavi per 38,2 miliardi di dollari e un utile netto di 20,9 miliardi di dollari”, ha aggiunto Gilbert. “L’attenzione sarà ancora una volta puntata su risultati eccezionali e su un ulteriore aumento delle previsioni. Gli investitori, ormai, si aspettano nient’altro che la perfezione”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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