De Sanctis (Deutsche): “Private e wealth +2% grazie ai prodotti”

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Una foto in scala di grigi di una persona che indossa occhiali e un abito, che ricorda un'epoca in cui le idee di De Sanctis influenzarono molti. Lo sfondo è sfocato, attirando l'attenzione sul loro volto con un tocco di eleganza senza tempo.

Nei risultati 2024, Deutsche Bank evidenzia una sostanziale tenuta di private banking e wealth management. I ricavi da soluzioni prodotto hanno compensato il lieve calo, portando a un sostanziale avanzo di tutto il comparto. Il commento di Claudio De Sanctis, head of private bank di DB

Indice

Nel complesso, i numeri 2024 di Deutsche Bank hanno fatto peggio del previsto (il titolo ha perso il 3,39% a Francoforte nella seduta del 30 gennaio 2025: il risultato netto di esercizio ammonta a 2,69 miliardi di euro, contro i quasi 3 miliardi del consensus) ma Claudio de Sanctis, responsabile del private banking, plaude ai risultati di pb e wealth management. Private banking e wm mostrano ricavi netti cresciuti del 2% su base annua, avendo raggiunto i 4,1 miliardi di euro. La crescita dei prodotti di investimento e del credito ha inoltre più che compensato il calo dei ricavi da depositi. De Sanctis: «Il 2024 è stato un anno di progressi significativi, guidati dalla dedizione del team della private bank verso le nostre priorità strategiche».

Fra le novità dell’anno, la banca ha «rafforzato la sua presenza in mercati chiave, tra cui Medio Oriente e APAC» oltre che «implementato una struttura di gestione degli investimenti focalizzata sugli ultra high net worth individual e sui family office in Europa centrale e nei mercati emergenti».

De sanctis: il private banking di Deutsche Bank

Nel 2024, la banca privata ha registrato ricavi netti pari a 9,4 miliardi di euro, con un calo del 2% rispetto all’anno precedente. Nonostante la crescita dei ricavi derivanti dai prodotti di investimento (in linea con la strategia di incrementare il reddito da commissioni) il risultato ha sofferto una flessione del 6% del margine di interesse netto, dovuta all’aumento dei costi di copertura e di finanziamento. All’interno della divisione pb, il comparto personal banking ha subito una contrazione del 5%, con ricavi scesi a 5,3 miliardi di euro. La crescita dei proventi legati ai depositi non è stata sufficiente a compensare il peso dei maggiori costi di copertura e finanziamento.

Un elemento positivo è rappresentato dalla crescita degli asset in gestione, che hanno raggiunto il livello record di 633 miliardi di euro, con un aumento di 55 miliardi rispetto alla fine del 2023. Questo risultato è stato favorito da afflussi netti pari a 29 miliardi di euro.

Ma il futuro lascia ben sperare; de Sanctis ricorda che nell’anno trascorso Deutsche Bank ha cercato di migliorare, riuscendoci, l’esperienza del cliente: «abbiamo investito in nuovi modelli di consulenza in Germania e rinnovato l’esperienza in filiale, aprendo 30 nuove filiali flagship e innovative in Germania, Italia e Spagna». Un impegno che ha condotto anche all’efficienza dei costi: il rapporto costi/ricavi è infatti migliorato di 3 punti percentuali, attestandosi al 78%.

Deutsche Bank 2024, bene l’asset management

Il dato più significativo per la divisione è il traguardo storico che hanno raggiunto gli asset in gestione, che hanno superato per la prima volta la soglia dei 1.000 miliardi di euro (1.012 miliardi di euro). L’incremento di 115 miliardi di euro sul 2023 si deve all’andamento positivo dei mercati, agli afflussi netti di 26 miliardi di euro e agli effetti favorevoli del cambio. Quindi, il settore asset management ha chiuso il 2024 con un deciso rialzo dei ricavi netti, a quota 2,6 miliardi di euro (+11% su base annua). Influiscono positivamente sul risultato le commissioni di gestione (+7%, 2,5 miliardi di euro); le commissioni di performance e transazione (+16%, 148 milioni di euro).

Nel complesso, la divisione asset management ha chiuso il quarto trimestre con un’ulteriore crescita degli asset in gestione, aumentati di 49 miliardi di euro, grazie a 18 miliardi di afflussi netti. Il 2024 ha quindi evidenziato una dinamica contrastata tra le diverse aree di business: da un lato, il private banking ha dovuto fare i conti con la pressione sui costi di finanziamento, che ha frenato la crescita dei ricavi; dall’altro, l’asset management ha beneficiato di condizioni di mercato favorevoli e di un forte afflusso di capitali, consolidando la sua posizione con una gestione record.

I commenti del ceo e del cfo di DB sui risultati di gruppo

Il ceo Christian Sewing ha dichiarato: «La nostra performance operativa, forte e in crescita, riflette l’inversione di tendenza realizzata negli ultimi anni. Abbiamo conseguito un altro anno di crescita dei ricavi e delle attività, abbiamo mantenuto una rigorosa disciplina dei costi operativi, abbiamo agito con decisione per lasciarci alle spalle importanti costi pregressi e abbiamo continuato a investire nella nostra piattaforma. Tutto questo, insieme al buon inizio di quest’anno, ci dà la certezza di poter raggiungere il nostro obiettivo di un RoTE superiore al 10% nel 2025 e di aumentare ulteriormente le distribuzioni agli azionisti».

James von Moltke, cfo, ha aggiunto: «La nostra performance nel 2024 è stata influenzata da significativi costi non operativi, in particolare da cause di lunga data, e dalle azioni che abbiamo intrapreso per accelerare l’esecuzione della nostra strategia. Avendo superato questi problemi, guardiamo al 2025 avendo ridotto in modo decisivo il nostro profilo di rischio e confidando che la nostra forza operativa si rifletterà chiaramente nei nostri risultati finanziari. Rimaniamo assolutamente concentrati sul raggiungimento di tutti i benefici del nostro programma di efficienza operativa e ci aspettiamo che gli accantonamenti sui crediti si normalizzino. Questo ci posiziona per aumentare i rendimenti, incrementare la generazione di capitale organico e superare il nostro obiettivo di 8 miliardi di euro di distribuzioni di capitale fino al 2026».

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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