Riello Investimenti: il buy & build che punta sulle PMI italiane

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19 Gennaio 2026
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Dalle storiche “4 A” del Made in Italy alle nuove opportunità di aggregazione industriale. Nell’intervista a Luigi Terranova, partner di Riello Investimenti, si entra nel cuore della strategia buy & build del fondo Buy & Build Opportunities: settori frammentati, PMI eccellenti e un approccio industriale pensato per creare scala, redditività e valore nel tempo

Per anni l’attrattività dell’Italia agli occhi degli investitori si è concentrata attorno alle celebri “4 A”: arredo, automazione, agroalimentare e abbigliamento. Oggi, però, lo sguardo si allarga e segue una direttrice diversa: quella dei settori frammentati, popolati da piccole e medie imprese di eccellenza, che hanno bisogno di crescere, strutturarsi e fare sistema.

È da qui che prende forma la strategia raccontata da Luigi Terranova, partner di Riello Investimenti, in questa intervista. Al centro c’è il fondo Buy & Build Opportunities, nato con un obiettivo chiaro: accompagnare le PMI italiane in percorsi di aggregazione selettiva, superando i limiti dimensionali che spesso ne frenano lo sviluppo. I settori su cui Riello concentra oggi la propria attenzione sono quelli in cui il Made in Italy continua a esprimere qualità, tecnologia ed export, ma in modo ancora troppo frammentato: il mondo alimentare, i macchinari avanzati, il lifestyle – dalla cosmetica all’arredo – e il più ampio comparto del benessere. Ambiti nei quali esistono veri campioni nascosti, con fatturati tra i 20 e i 40 milioni, pronti a crescere attraverso operazioni mirate di consolidamento. Il punto, però, non è solo finanziario.

Come spiega Terranova, il valore nasce soprattutto da un lavoro industriale: selezione delle aziende già in fase di due diligence, costruzione del disegno di integrazione, creazione di sinergie operative concrete. Non programmi seriali di acquisizioni, ma poche operazioni ben calibrate, capaci di aumentare dimensione, redditività e attrattività sul mercato. Un approccio che sta intercettando l’interesse di imprenditori italiani, investitori istituzionali e, sempre più, capitali esteri. In un contesto macro più stabile, con buone performance sull’export e una maggiore solidità finanziaria delle imprese, la PMI italiana torna a essere un terreno fertile per investimenti di lungo periodo.

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