Venerdì mattina molte delle domande rimaste in sospeso sull’integrazione strategica e finanziaria di Mediobanca in Monte dei Paschi saranno finalmente sciolte: la presentazione del piano strategico aggiornato 2026-2030 indicherà al mercato le condizioni per completare il delisting di Mediobanca, ma anche i dettagli sulle sinergie raggiungibili e sull’implementazione dei vari business, compreso il nodo della consulenza finanziaria nei segmenti affluent in cui vanno a sovrapporsi Banca Widiba e Mediobanca Premier.
I dettagli finanziari: la convenienza per gli azionisti di Mediobanca
Sotto il profilo finanziario resta fuori dal perimetro di Siena il 14% delle quote di Mediobanca, per una capitalizzazione che, ai prezzi di martedì 24 febbraio, è pari a 2,14 miliardi di euro. Il rapporto di concambio attualmente prezzato dal mercato in vista della presentazione del piano è di circa 2,22 azioni Mps per ciascuna quota di Mediobanca, assumendo che l’offerta sarà lanciata solo con scambio azionario senza componente in contanti. Si tratta di uno sconto netto rispetto all’offerta dello scorso anno (2,53) e anche al di sotto di quanto Equita si aspetta di vedere venerdì, con un concambio di 2,31 post-dividendi.
Per quanto riguarda gli aspetti legali, è già noto che, in seguito al delisting, verrà costituita una newco Mediobanca Spa nella quale confluiranno le quote di Assicurazioni Generali in pancia a Piazzetta Cuccia nonché, sotto il profilo della valorizzazione delle specificità dell’istituto, le attività di corporate and investment banking su cui Mediobanca ha costruito la sua nomea di “salotto buono” del capitalismo italiano.
L’integrazione strategica, nella pratica
L’ad di Mps, Luigi Lovaglio, ha sottolineato nell’ultima conferenza con gli analisti l’intenzione di massimizzare le sinergie possibili – un approccio cui è poi seguito l’annuncio dell’operazione di delisting che consentirà, fra le altre cose, di rafforzare Mps anche in termini di capitale e rating. Per Equita la prospettiva è quella di un miglioramento del Cet1 di 45 punti base, fino a oltre il 16,5%.
La partita, però, è nel mantenimento del capitale relazionale di Mediobanca con i suoi clienti e delle relative masse in gestione, insieme alle entrate commissionali che generano. I dettagli su questo genere di integrazione impattano da vicino i vari segmenti del wealth management. Al momento appare chiaro che la fascia alta rimarrà un terreno a marchio Piazzetta Cuccia: “Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello operativo specializzato che valorizzi il valore dei marchi, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni”, aveva affermato Lovaglio in occasione dell’ultima trimestrale, “Mediobanca come entità legale focalizzata sul corporate & investment banking e sulle attività di private banking di fascia alta”.
Ma non è tutto. Verrà presentato nella pratica come “le piattaforme di asset gathering e le reti di private banking potranno lavorare insieme in un modello completamente integrato”, parafrasando Lovaglio, con l’obiettivo dichiarato di “attrarre clienti high net worth e incrementare la nostra share of wallet”. Vale a dire, orientare la composizione dei portafogli verso strumenti di gestione e advisory, aumentando il peso dei prodotti commissionali all’interno del patrimonio già gestito dal gruppo e massimizzando la redditività per ogni euro in gestione.
In più, si attendono implicazioni anche per quanto riguarda il credito, grazie al fatto che “le relazioni con la clientela di Mediobanca rafforzano il motore creditizio di Mps”.
Le sinergie
Il terzo punto cruciale, conseguente all’integrazione strategica fra Mps e Mediobanca, riguarda le sinergie che potranno essere portate a regime. Le ultime stime di Mps calcolano il complesso delle sinergie (minori costi, maggiori ricavi e implicazioni per il funding) a 700 milioni di euro annui, “con un potenziale di ulteriore miglioramento”, ha specificato Lovaglio. Per il momento, si parla di “oltre 50 iniziative granulari nel nostro business, nella gestione dei costi e nel funding”.
Sul fronte dei ricavi, il ceo ha inoltre sottolineato come “un terzo dei ricavi complessivi del gruppo proviene oggi dall’asset gathering, un’area su cui intendiamo fare pienamente leva grazie alle sinergie con Mediobanca”.
Tuttavia, è possibile che i target possano essere aggiornati al rialzo, come si può leggere fra le righe delle ultime esternazioni rese in conference call.

