Horizon Europe: al via il nuovo piano da 95 miliardi

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La Commissione europea lancia il primo piano strategico di Horizon Europe, il nuovo programma di ricerca e innovazione dal valore di 95,5 miliardi. Roberto Verganti della School of management del Polimi: “L’obiettivo non è fare innovazione ma accelerazione. Necessario un atteggiamento imprenditoriale da startup”

Indice

Definiti quattro orientamenti strategici per il periodo 2021-2024: dal ripristino degli ecosistemi alla costruzione di una società più resiliente, inclusiva e democratica

Individuati anche i partenariati europei cofinanziati e co-programmati da sostenere tramite Horizon Europe, relativi a settori critici come l’energia e i trasporti

A una settimana dalla presentazione della bussola per la trasformazione digitale del continente entro il 2030, la Commissione europea lancia il primo piano strategico di Horizon Europe, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’Unione dal valore di 95,5 miliardi di euro. Definiti gli orientamenti strategici per la determinazione degli investimenti nei prossimi quattro anni.
“Il piano presenta un quadro per attività di ricerca e innovazione di altissima qualità che saranno svolte nell’ambito del programma di lavoro Horizon Europe”, spiega Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva di Un’Europa pronta per l’era digitale. “Grazie a questo orientamento strategico assicuriamo che gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione possano contribuire alla ripresa basata sulla transizione verde e digitale, sulla resilienza e sull’autonomia strategica aperta”, aggiunge. Sulla stessa linea d’onda anche Mariya Gabriel, commissaria responsabile per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, secondo la quale tali orientamenti “assicureranno che le nuove conoscenze, idee e innovazioni andranno a vantaggio delle priorità politiche comuni dell’Unione”.

Quattro orientamenti strategici

Il piano, adottato nella giornata del 15 marzo, definisce in particolare quattro linee strategiche per il periodo 2021-2024: la promozione di un’autonomia strategica aperta, guidando lo sviluppo di tecnologie, settori e catene del valore digitali ed emergenti fondamentali; il ripristino degli ecosistemi e della biodiversità, oltre a una gestione sostenibile delle risorse naturali; la costruzione di una società europea più resiliente, inclusiva e democratica; e, infine, l’obiettivo di rendere l’Europa la prima economia circolare, climaticamente neutra e sostenibile, tramite la tecnologia digitale.

Inoltre, sono stati individuati anche i partenariati europei cofinanziati e co-programmati da sostenere tramite Horizon Europe, relativi a settori critici come l’energia, i trasporti, la biodiversità, la salute, l’alimentazione e la circolarità, e che “integreranno i dieci partenariati europei istituzionalizzati proposti dalla Commissione nel mese di febbraio”, si legge in una nota ufficiale. Quanto invece alle missioni definite dal piano strategico, si segnalano l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione degli oceani, l’ecologizzazione delle città e la protezione del suolo, oltre alla lotta contro il cancro e l’alimentazione. Tutte volte da affrontare con progetti di ricerca, misure politiche e iniziative legislative.

Verganti: “Un piano ambiziosissimo”

“Essendo membro dell’advisory board dell’European innovation council, ho seguito tutta la parte di negoziazione. Eravamo particolarmente preoccupati perché, con l’arrivo del covid, l’attenzione poteva tranquillamente proiettarsi sull’emergenza e distogliere le energie dall’innovazione e dalla ricerca. Ma è andata molto bene, fortunatamente. L’Europa ha colto l’occasione della pandemia per darsi una scossa”, spiega a We Wealth Roberto Verganti, docente di leadership e innovation della School of management del Politecnico di Milano e della Stockholm school of economics. “È un piano ambiziosissimo e fortemente integrato con il Next generation Eu”, aggiunge.

Ma quali saranno le opportunità per le aziende italiane? “La parte più innovativa in assoluto è proprio quella che riguarda l’European innovation council, che ha un budget da 10 miliardi di euro. L’obiettivo non è fare innovazione ma accelerazione, prendere un’impresa e farla crescere rapidamente. Il grande dramma dell’Europa d’oggi è proprio questo, differentemente dalla Cina o dall’America. Sono benvenute tutte le piccole e medie imprese italiane che hanno voglia di crescere rapidamente. È un messaggio molto importante. E che richiede un atteggiamento imprenditoriale e una mentalità da startup”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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