Investimenti sostenibili, la parola a Pictet AM

11 Marzo 2019 · 3 min

Investimenti sostenibili, continua il trend nel 2019? Risponde Paolo Paschetta, country head Italia di Pictet Asset Management

La crescente rilevanza che la sostenibilità ha nel mondo del risparmio gestito è un dato di fatto. Il titolo del prossimo Salone del Risparmio sarà “Sostenibile, responsabile e inclusivo. La frontiera del risparmio gestito”, a testimoniare la rilevanza che un evento così importante – a cui partecipano quasi 15mila persone – dà a queste tematiche. Come Pictet AM, eravamo presenti al Salone del Risparmio anche lo scorso anno proprio con il tema della sostenibilità. Investiamo nella sostenibilità da oltre 20 anni e, per citare un fondo tra i tanti che abbiamo, il fondo “Water” – lanciato nel 2000 – è il più importante nel suo genere. Tuttavia, è negli ultimi due o tre anni che abbiamo davvero aumentato il nostro impegno anche in termini di comunicazione esterna, per far capire che cosa sappiamo fare sul tema della sostenibilità.

Qual è l’attuale propensione degli investitori per le strategie sostenibili?

Oggi la sensibilità della popolazione a livello mondiale sul tema della sostenibilità è ai massimi storici, ma non perché negli ultimi anni la qualità della vita sul nostro pianeta sia drammaticamente peggiorata, ma perché è cambiato il modo di fare informazione. Attraverso la diffusione di internet, i meccanismi che alcuni modelli di consumo o meccanismi di product governance possono avere sull’ambiente che li circonda, sono resi noti a miliardi di persone nel giro di pochi minuti proprio attraverso internet. Detto questo, ci sono due problematiche che vanno superate. La prima è che gli indicatori Esg non sono sufficientemente rigorosi, per cui ci sono tante aziende che vengono categorizzate come sostenibili ma non lo sono. Questo non fa bene all’industria, ma si sta facendo tanto in questo senso e la situazione sta migliorando. Il secondo problema è che gli investitori, quando effettuano le loro scelte di investimento, puntano a un unico obiettivo: la massimizzazione del profitto. Il paradigma della massimizzazione della ricchezza a scapito del bene pubblico, della sostenibilità e dell’ambiente, deve essere scardinato in qualche modo. Tutti gli operatori del settore si devono muovere in tal senso con l’aiuto anche dei media, che possono fare tanto in termini di educational su questa tipologia di tematiche.

Le società che rispettano maggiormente i criteri Esg hanno performance migliori?

Oggi ci sono tantissimi studi che mettono a confronto le performance delle aziende sostenibili alle performance delle aziende tradizionali. Tra tutti, quello dell’Harvard Business School ha analizzato 3000 aziende nel periodo tra il 1993 e il 2013 dimostrando che un dollaro investito nel 1993 diventava 22,6 dollari al termine del periodo di analisi se investito sulle aziende sostenibili, contro il dollaro investito nelle aziende tradizionali che diventava pari a 15,4 dollari al termine del periodo. Ma, aldilà di questi numeri, è importante notare che le aziende che perseguono degli obiettivi sostenibili hanno un costo di accesso al capitale più basso, un costo del debito inferiore, e delle performance mediamente più stabili e meno volatili del tempo, semplicemente perché spesso rimangono al di fuori di certe tipologie di rischi che possono inficiare invece negativamente le aziende tradizionali. Infine, c’è il tema dei flussi. Oggi sia i clienti finali sia gli investitori effettuano sempre di più le loro scelte e le loro selezioni in base agli elementi “intangibili”, ossia il percepito che hanno del posizionamento del brand dell’azienda che selezionano nei confronti dell’ambiente che li circonda.