Peer to peer lending: banche e fintech, un rapporto in evoluzione

16 Luglio 2019 · 2 min

La collaborazione con le fintech permette alle banche di ampliare le possibilità d’investimento soprattutto per classi di investitori con un livello di ricchezza più elevata e che possono quindi accettare un livello di rischio più significativo. Gianfranco Torriero, vicedirettore generale di Abi, spiega come si evolve questo rapporto e qual è il futuro del peer to peer lending

Peer to peer lending, come si evolve il rapporto tra banche e fintech?

In questi anni stiamo assistendo a una serie di rapporti che si stanno affermando tra il mondo delle banche e il mondo delle fintech. All’interno del mondo delle fintech, un segmento interessante è quello del lending. Le banche vedono una competizione molto forte tra le fintech sulle nuove tecnologie, ma sono interessanti soprattutto quegli operatori che creano un rapporto bilaterale con il cliente finale.

Quali sono i vantaggi di questa collaborazione per le banche?

Uno dei vantaggi è quello di ampliare la loro offerta e, quindi, di offrire delle possibilità di investimento per classi di investitori con un livello di ricchezza più elevata e che possono accettare un livello di rischio più significativo. Inoltre, è soprattutto un’ulteriore opportunità di sperimentazione di nuove modalità di interazione attraverso il digitale.

Dal vostro punto di vista, qual è il futuro del peer to peer lending?

Si inserisce in un’evoluzione che dovrà essere attentamente monitorata. E’ necessario che si creino delle condizioni regolamentari coerenti perché, anche per il peer to peer lending, è necessario il rapporto fiduciario. Di conseguenza, è interesse anche per le banche di creare uno sviluppo sano e senza rischi, che potrebbero danneggiare tutti gli altri segmenti di mercato.