L'importanza della liquidità nella gestione patrimoniale

20 Giugno 2019 · 3 min

Una liquidità tra il 5-10% rappresenta una giusta componente del portafoglio. Lo dichiara Fabio Caiani, head of fund distribution Italy di Nordea Asset Management, che spiega quanto conti il fattore liquidità in un portafoglio ben gestito

Quanto conta il fattore liquidità in un portafoglio ben gestito?

La liquidità è sicuramente un fattore importante all’interno di un portafoglio. Quello che sta accadendo in questa fase, però, è che spesso ce n’è troppa.

In che misura/percentuale è bene tenersi liquidi?

Non è semplicissimo dare delle percentuali che possano valere sempre e comunque. In linea di massima, la parte di liquidità che deve rimanere all’interno di un portafoglio deve essere legata a un’esigenza di gestione ordinaria e deve permettere di far fronte a eventuali esigenze straordinarie. In linea di massima, un 5-10% potrebbe rappresentare una corretta componente del portafoglio. Il problema è che quello che sta accadendo ai portafogli dei risparmiatori italiani è ben diverso. Gli ultimi dati parlano di 1500 miliardi di liquidità sui conti correnti, ovvero denaro che non è impiegato. Questo è frutto da una parte della paura e della mancanza di coraggio dei risparmiatori e, dall’altra, della scarsa capacità di pianificazione finanziaria.

Quali sono le possibili soluzioni?

Bisogna far passare la paura al risparmiatore e fargli trovare il coraggio di fare investimenti. Oppure, un’alternativa può essere rappresentata dal fornire una soluzione d’investimento meno rischiosa. Noi lavoriamo su strategie covered bond, delle obbligazioni molto sicure, e crediamo che possano aiutare il risparmiatore a iniziare a fare degli investimenti, togliendogli una parte di paura legata a una situazione di incertezza dei mercati, al cattivo risultato finanziario o al rischio di perdere il proprio capitale investito.