Gestione attiva e passiva, come muoversi nel 2019

20 Maggio 2019 · 3 min

Quali effetti sugli investitori dalle turbolenze di fine 2018? Risponde Cosmo Schinaia, country head Italia di Fidelity International

Il 2018 è stato un anno particolarmente complicato sui mercati, dove tutte le asset class hanno ottenuto performance negative ad eccezione del cash in dollaro. La turbolenza a cui abbiamo assistito nell’ultimo trimestre del 2018 ha fatto sì che molti investitori, sia istituzionali che privati, sono usciti dal mercato spaventati dalle prospettive future. Abbiamo assistito a un ottimo rimbalzo nel 2019, ma molti investitori hanno perso questo rimbalzo. Noi consigliamo di rimanere sempre investiti e cerchiamo di aiutare i nostri partner e i nostri consulenti a trasmettere questi messaggi agli investitori finali.

Quale strategia è preferibile adottare?

In questo momento in Italia stiamo assistendo a un fenomeno molto particolare. Ci sono circa 1600-1700 miliardi fermi in liquidità. Ricordiamo che non investire e tenere ferma la liquidità significa – nel lungo termine – distruggere valore. E’ vero che non si ottiene una performance negativa, ma ricordiamoci che l’inflazione – seppur piccola – è come un topolino che mangia il formaggio tutti i giorni ed erode i nostri risparmi. Quindi, il nostro primo consiglio è di investire a livello globale perché ci sono opportunità molto interessanti; poi, allungare l’orizzonte temporale perché il tempo è una determinante fondamentale; e, infine,individuare – attraverso il supporto dei consulenti finanziari – quelle aree dove è possibile costruire valore per i propri portafogli.

Etf, minaccia o opportunità?

Fidelity storicamente è un gestore attivo, quindi il mio ruolo non è quello di demonizzare la componente passiva. Nel 2017 dove i mercati ottenevano delle performance particolarmente positive, bastava essere passivi per ottenere performance. Il 2018, invece, è stato un banco di prova importantissimo, dove è tornata l’importanza della gestione fondamentale e, quindi, i gestori attivi hanno dato un contributo molto importante. Non esiste una ricetta vincente. Secondo noi, la gestione attiva e quella passiva possono convivere, bilanciando gli ingredienti a seconda del momento di mercato. Tuttavia, come gestori attivi, riteniamo che una fase di mercato come questa – dove la volatilità è tornata a fare capolino ed è molto importante conoscere i fondamentali dei titoli sia azionari che obbligazionari – un gestore attivo possa dare un valore molto importante.