In Europa un'operazione di private equity su quattro è fatta in Italia

30 Settembre 2019 · 3 min

Almeno un’operazione su quattro di quelle svolte in Europa da tutti gli operatori internazionali viene fatta in Italia. Lo dichiara Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, che spiega in che misura le recenti “crisi” di liquidità di fondi internazionali mettano in pericolo la credibilità dell’industria

Quanto troviamo del private equity italiano nei fondi di investimento internazionali?

“I fondi di investimento internazionali sono sempre un grande protagonista del mercato italiano. Noi abbiamo un mercato che è fatto a volumi, più della metà da fondi internazionali, che sono abituati a lavorare in Italia. Di solito, almeno un’operazione su quattro di quelle svolte in Europa da tutti gli operatori internazionali viene fatta in Italia. Quindi, c’è tanto mercato italiano nel portafoglio dei fondi internazionali”.

Le recenti “crisi” di liquidità di fondi internazionali mettono in pericolo la credibilità dell’industria e i finanziamenti del mercato private?

“No, perchél’industria del private equity italiano è molto solida e ben radicata sul contesto delle medie imprese italiane, che oggi stanno avendo delle performance molto interessanti anche a livello internazionale. Sicuramente, alcuni casi che riguardano attività molto diverse per quanto riguarda il sottostante, non sono toccate e non toccano il contesto, ancora molto ottimista, rispetto alle potenzialità dell’impresa italiana. In questo momento c’è una grande incertezza a livello internazionale, che non tocca solo l’Italia, ma l’Europa, il mondo, e quindi c’è un rallentamento globale dei nostri circuiti di raccolta e di investimento. Però, per una volta, l’Italia non è la causa. I numeri stanno andando bene. C’è una grande incertezza che speriamo si risolva, ma non dipende solo da noi”.