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Tesori d’arte, il primo caveau digitale al mondo è italiano

Tesori d’arte, il primo caveau digitale al mondo è italiano

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

11 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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È frutto dell’eccellenza italiana il primo caveau digitale globale. Si chiama The Vault, ed è la sintesi di due professionalità: la cura estrema della conservazione fisica e l’archiviazione digitale dell’arte. Lo racconta a We Wealth direttamente Alessandro Guerrini

“Il lockdown ci ha fatto capire quanto stringente fosse la necessità di implementazione del processo di digitalizzazione”, ricorda con entusiasmo Alessandro Guerrini, amministratore delegato di Art Defender. “The Vault”, letteralmente “la camera blindata” è la traduzione in digitale dei caveaux fisici di Art Defender, leader italiano nella conservazione in sicurezza delle opere d’arte grazie alla sua fitta rete di caveaux, presenti oggi a Torino, Milano, Bologna, Firenze e Roma. “Se i nostri locali fisici rappresentano la massima sicurezza possibile, quelli virtuali si avvalgono dei massimi standard di data protection e cybersicurezza. Abbiamo voluto declinare l’esperienza del nostro core business anche in digitale, completamente. E siamo stati i primi a livello globale: The Vault è il primo caveau digitale al mondo”.

Courtesy Art Defender

“L’ispirazione per The Vault ci è arrivata dall’esperienza delle grandi gallerie internazionali come Hauser & Wirth, David Zwirner, Massimo De Carlo, subito attive nel lancio delle loro gallerie virtuali, almeno in parte sufficienti a sopperire le visite reali”, prosegue il ceo.

Le funzioni del nuovo servizio di Art Defender non si limitano alla – pur primaria – archiviazione digitale delle opere d’arte e alla loro fruizione smart e in totale rispetto della privacy. Grazie a The Vault il collezionista può gestire dinamicamente la propria collezione. È uno strumento con cui i collezionisti possono registrare sotto tutte le informazioni relative alle opere: immagini ad altissima risoluzione, autore, titolo, dimensioni, specifiche tecniche, certificati assicurativi, valori di acquisto. E poi, vedere le proprie opere contestualizzate in un ambiente iperrealistico, che “ricrea fedelmente gli spazi dei nostri caveaux, molto gradevoli dal punto di vista estetico”.

Il collezionista può invitare chi vuole a visionare le proprie opere, selezionare le informazioni visualizzabili dai suoi ospiti (ad esempio solo titolo e dimensioni dell’opera, senza mostrarne il valore economico), essere in contatto costante con Art Defender tramite un servizio di messaggistica istantanea ultrasicuro. Quest’ultima funzionalità incorpora in sé l’identità e le informazioni sensibili dell’utente, che non deve sobbarcarsi l’onore di fornire ogni volta dettagli sul proprio conto. Anche la qualità della visione delle opere è personalizzabile. È sempre il collezionista a decidere con che risoluzione vedere e mostrare i propri tesori, dallo sguardo d’insieme fino ad arrivare alla trama della tela.

Partner tecnico del progetto è Artshell, piattaforma integrata di art management. Artshell è uno sviluppatore con posizione di leadership nei sistemi di archiviazione digitale, partner di Miart. “Una scelta dettata non solo dall’esigenza di entrare sul mercato in tempi rapidi, ma anche dalla sicurezza di avvalersi di una tecnologia già consolidata”.

Questo caveau digitale rappresenta al momento un servizio aggiuntivo per chi ha già un deposito fisico da Art Defender, “ma potrà muoversi su due binari”, puntualizza Alessandro Guerrini. In ogni caso la proposta commerciale è “declinabile secondo i profili di utenza” (a partire dai 100 euro più Iva, fino a un massimo di 1600 euro Iva esclusa).

Teresa Scarale
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