Il venture capital, motore e strategia per lo sviluppo economico

Foto ritratto di Giovanni Calabrese di Sella Direct Ventures

Non è semplicemente un asset, ma un fattore abilitante per la crescita di lungo periodo: il venture capital rappresenta al contempo una sfida e una opportunità, a condizione di avere le competenze necessarie per comprenderne e gestirne le dinamiche. Il gruppo Sella ha più di vent’anni di esperienza nel settore, tramite investimenti diretti e indiretti. E da poco, ha riunito tutte le attività di venture capital sotto un unico brand, con l’obiettivo di massimizzarne sinergie e strategie. Giovanni Calabrese racconta questa trasformazione a We Wealth

Un mondo che cambia (velocemente), i nuovi equilibri geopolitici, le sfide climatiche, la necessità di costruire e rafforzare ecosistemi tech: quante e quali risposte può dare il venture capital? Molte, e adeguate. A condizione di conoscere il mercato, saperlo leggere, essere in grado di indirizzare i capitali nelle startup più promettenti e redditizie. Attività che il gruppo Sella svolge da oltre vent’anni, tramite investimenti in aziende e fondi. Attualmente gestisce un portafoglio di circa 100 iniziative, recentemente riunite sotto il brand di “Sella Direct Ventures”, con l’obiettivo di rendere più riconoscibile e valorizzare la propria consolidata esperienza identificabile sotto un unico marchio. Un passo che per il Gruppo vuol dire rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di partner strategico per imprenditori e investitori istituzionali, confermando la centralità dell’innovazione nella propria prospettiva di lungo periodo. Quali dunque le opportunità attuali di un investimento complesso come il venture capital? Quali le sinergie fra investimenti diretti e indiretti, quali i criteri di selezione per l’ammissione nel portafoglio Sella delle startup? A queste e ad altre domande ha risposto puntualmente Giovanni Calabrese, Head of Direct Investments di Sella Direct Ventures.

In un contesto macroeconomico ancora complesso, come vedete l’evoluzione del venture capital in Italia e in Europa nei prossimi anni? Quali opportunità e sfide per investitori e startup?

L’attuale contesto geopolitico rappresenta una grande opportunità per il venture capital in Europa, in almeno tre ambiti ricchi di sfide: dual use technologies, AI e cambiamento climatico. Il vc può essere lo strumento per vincerle, dal momento che non è solo una asset class da finanziare: nei fatti, è un abilitatore della crescita economica. Può dunque accelerare lo sviluppo delle cosiddette tecnologie dal doppio utilizzo, militari e civili – ad esempio il radar -, dell’AI, legata a doppio filo alla geopolitica, essendo i grandi creatori di linguaggio naturale per lo più americani come Open AI e cinesi ad esempio DeepSeek. Anche se non mancano gli italiani, si pensi ai fratelli italoamericani cofondatori di Anthropic, Dario e Daniela Amodei, e gli europei, ad esempio la francese Mistral. Anche le tecnologie legate al cambiamento climatico possono beneficiare del vc.

Con Sella Direct Ventures promuovete investimenti innovativi nel venture capital, ambito in cui il Gruppo vanta una consolidata esperienza. In che modo si è evoluto il vostro approccio nel tempo e quali elementi di novità introduce Sella Direct Ventures?

Il gruppo Sella è stato un apripista nel settore: non siamo nuovi al venture capital, non stiamo cavalcando un’onda, un momentum di mercato. Le nostre prime iniziative in ambito venture risalgono alla fine degli anni 90. Il Gruppo ha poi iniziato ad agire come limited partner, ovvero investitore in fondi di terzi, a partire dal 2007, per poi successivamente iniziare ad investire direttamente in realtà innovative. Nel corso degli anni abbiamo affinato la strategia e recentemente abbiamo dato vita ufficialmente a Sella Direct Ventures, sintesi di quanto appreso nella nostra esperienza ultraventennale. È a questo marchio che oggi afferiscono tutti gli investimenti del gruppo Sella in ambito vc, che si tratti di fondi o di startup. Di fatto, il processo di investimento è operativamente snello, fluido, proattivo: rientra in una strategia ben definita, che soprattutto nell’ambito degli investimenti diretti cerca di anticipare i bisogni del business, piuttosto che rispondervi.

La vostra attività si articola su due binari: investimenti in startup (diretti) e investimenti in fondi (indiretti). Può spiegarci come bilanciate queste due componenti e quali sinergie ne derivano?

La creazione di Sella Direct Ventures evidenzia la crescente sinergia tra le due tipologie di investimento. Con il passare del tempo, i nostri investimenti in fondi hanno assunto un ruolo sempre più rilevante per il segmento diretto, facilitando opportunità di coinvestimento, diversificazione e ottimizzazione del portafoglio complessivo. Questi investimenti consentono l’accesso a geografie o settori di mercato non contemplati dalla nostra strategia diretta. Le due attività sono distinte ma al contempo integrate: abbiamo due team coordinati, mentre il comitato che valuta sia gli investimenti in fondi che in startup è unico, garantendo una visione complessiva sulle opportunità di investimento e sulle relative analisi. Mi preme sottolineare che i nostri investimenti in fondi hanno una copertura globale, dall‘Europa agli Usa, dal Regno Unito al Brasile.

Quali sono i criteri principali che guidano la selezione delle startup su cui investite e come bilanciate rischi e rendimenti in un settore ad alto rischio come quello del VC?

Selezioniamo realtà che operano in aree strategiche per il nostro business, quali fintech, insurtech, servizi di banking, lending, e più in generale tecnologie complementari al mondo dei servizi finanziari e dei pagamenti, incluse applicazionni di tecnologie come la blockchain e gli asset digitali. Investiamo in team che – a nostro giudizio – siano allineati ai nostri valori aziendali e culturali. Gli elementi tecnici di selezione includono l’analisi del business plan e del contesto competitivo, la verifica delle dinamiche di governance aziendali e l’allineamento degli obiettivi di management e degli investitori. Ci definiamo investitori di tipo early stage. Controbilanciamo i rischi che ci assumiamo attraverso alcuni criteri specifici: le startup in cui investiamo devono avere già raggiunto una prima validazione commerciale, dunque i primi ricavi, operando su mercati di ampia dimensione, tali da garantire potenziale di crescita adeguato al rischio iniziale. Un ulteriore criterio fondamentale nella selezione è la rilevanza e l’urgenza del problema che la società intende risolvere con la propria attività.

“We do more than write a check” è uno dei vostri claim distintivi. In concreto, che tipo di supporto strategico e operativo offrite alle startup in portafoglio?

La nostra competenza è altamente specializzata: non ci definiamo generalisti, ma disponiamo di team con una profonda expertise in aree specifiche. Offriamo opportunità strategiche di networking con potenziali fornitori, partner, clienti e investitori, oltre a percorsi formativi mirati tramite workshop dedicati, sessioni strutturate in cui le startup mettono a fattor comune esperienze e competenze su tematiche quali compliance, gestione del rischio nel trading, dei pagamenti online e offline, e così via. Integriamo le competenze del Gruppo e il business delle nostre realtà, promuovendo relazioni di fornitura reciproca di servizi e prodotti: in questo modo, le società in cui investiamo possono diventare nostri clienti e viceversa, creando sinergie concrete con prospettive di lungo termine.

L’integrazione con l’ecosistema Sella costituisce un asset distintivo: da Sella Investment Banking a Fabrick, da Sella Venture Partners al Fintech District. Come si traduce questa sinergia in vantaggi competitivi per le startup da voi supportate? Come si inserisce la vostra vision nella strategia di lungo periodo del Gruppo Sella?

Validiamo e velocizziamo la crescita delle aziende in cui investiamo, grazie alla nostra lunga e consolidata esperienza in Italia sia a livello di posizionamento che di qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Le aziende che chiudono con noi partnership di qualsiasi tipo – prodotto, servizio, relazione – acquisiscono un importante elemento di validazione: rispettando determinati standard di qualità, sicurezza ed efficacia. Agiamo da acceleratori, favorendo connessioni strategiche tra aziende, clienti e fornitori. L’open innovation è al centro della nostra strategia, basata su un modello di piattaforma aperta a realtà esterne al gruppo. Il venture capital rappresenta una leva fondamentale per ampliare opportunità, abilitare e velocizzare la costruzione di questo ecosistema aperto. In sintesi, una finestra sul mondo dell’innovazione, sui trend di mercato e sulla possibilità di anticiparli.

Rispetto al contesto, che ruolo intende assumere Sella Direct Ventures e quali sono gli obiettivi concreti per i prossimi anni?

Vogliamo creare nuove opportunità per il business, sfruttando la crescita del venture capital in Italia e in Europa. L’obiettivo è rafforzare Sella Direct Ventures come operatore fintech di riferimento nel settore. Con Sella Direct Ventures, ci posizioneremo più facilmente.

Infine, un messaggio agli imprenditori innovativi che vogliono scalare e a chi vuole investire nel venture capital: perché scegliere Sella Direct Ventures come partner?

Il nostro valore aggiunto sono l’expertise, la rete di contatti, la potenzialità di sviluppare progetti insieme in un’ottica di lungo periodo. Parliamo di orizzonti di almeno 5-10 anni, se non oltre. Questo approccio richiede commitment e impegno duraturo: il nostro obiettivo è affiancare completamente le aziende in cui investiamo e sostenerne il percorso di crescita, finche c’è convergenza e beneficio reciproco.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Domande frequenti su Il venture capital, motore e strategia per lo sviluppo economico

Qual è l'approccio di Sella Direct Ventures agli investimenti nel venture capital?

Sella Direct Ventures promuove investimenti innovativi nel venture capital, basandosi su una consolidata esperienza del Gruppo Sella. Il loro approccio si è evoluto nel tempo, introducendo elementi di novità per indirizzare i capitali verso startup promettenti.

Come bilancia Sella Direct Ventures gli investimenti diretti in startup e quelli indiretti in fondi?

L'attività di Sella Direct Ventures si articola su due binari: investimenti diretti in startup e investimenti indiretti in fondi. Questo bilanciamento permette di creare sinergie e diversificare il portafoglio di investimenti.

Quali criteri utilizza Sella Direct Ventures per selezionare le startup su cui investire?

Sella Direct Ventures seleziona le startup basandosi su criteri principali che guidano le decisioni di investimento. L'obiettivo è bilanciare rischi e rendimenti in un settore ad alto rischio come il venture capital.

Che tipo di supporto offre Sella Direct Ventures alle startup in cui investe?

Sella Direct Ventures offre un supporto strategico e operativo alle startup in portafoglio, andando oltre il semplice investimento finanziario. Il claim 'We do more than write a check' sottolinea questo impegno.

Come si traduce l'integrazione con l'ecosistema Sella in vantaggi per le startup supportate?

L'integrazione con l'ecosistema Sella, che include Sella Investment Banking, Fabrick, Sella Venture Partners e il Fintech District, offre vantaggi competitivi alle startup supportate. Questa sinergia si inserisce nella strategia di lungo periodo del Gruppo Sella.

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