Deep Tech: una scommessa a lungo termine

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Il testo bianco su sfondo verde dello schermo radar recita: "Venture Radar. Le 10 startup da tenere d'occhio in Italia e nel mondo", ovvero "Le 10 startup da tenere d'occhio in Italia e nel mondo".

Il panorama geopolitico attuale ha innescato una trasformazione epocale, ridefinendo settori tradizionalmente percepiti come lontani dal dinamismo dei mercati privati. La difesa, in particolare, sta emergendo da un lungo periodo di quiescenza, attirando un’attenzione senza precedenti da parte del venture capital e del private equity.

Indice

Il mercato del deep tech sta ridefinendo le strategie di investimento del venture capital a livello globale, posizionandosi come l’asset class ad alto potenziale per eccellenza. Basate su scoperte scientifiche e innovazioni ingegneristiche radicali, le startup deep tech affrontano alcune delle sfide più complesse del nostro tempo, dalla transizione energetica alla medicina personalizzata. A differenza delle startup tecnologiche tradizionali, che spesso si concentrano su modelli di business o innovazioni software incrementali, il deep tech si addentra in territori inesplorati come il quantum computing, le biotecnologie avanzate, i nuovi materiali e l’intelligenza artificiale di frontiera. Questo comporta cicli di sviluppo più lunghi e una maggiore intensità di capitale, ma anche la promessa di rendimenti esponenziali e di un impatto trasformativo sull’intera società.

Come si muove l’Europa

Il mercato del Deep Tech in europa ha raggiunto un valore d’impresa complessivo delle startup finanziate da venture capital di 690 miliardi di dollari nel 2025, di cui il 60% provenienti dai mercati privati e registrando una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. L’Intelligenza artificiale innovativa rappresenta il 50% della raccolta deep tech in Europa, seguita da calcolo (future of compute) e difesa.

Secondo Dealroom, il mercato europeo del Deep Tech nel 2025 si è confermato un pilastro strategico, attraendo circa $20.3 miliardi, pari al 32% della raccolta totale nel segmento VC. Questo anche grazie al fatto che l’Europa ospita il 30% delle migliori università con focus Deep Tech al mondo.

Questo primato in ambito universitario porta il Regno Unito ad essere leader di raccolta con $5.2 miliardi, seguito da Francia ($3.9 miliardi) e Germania ($3.2 miliardi) (The 2026 European Deep Tech Report“, Dealroom, March 2025)

Anche l’Italia sta mostrando segnali di una progressiva maturazione, con un ecosistema che, sebbene ancora in fase di consolidamento rispetto ai giganti europei, evidenzia un potenziale significativo. Nel 2025, il comparto deep tech è stato il primo settore per valore di investimenti in Italia (413 milioni, 47 round), superando per la prima volta il settore Health & Life Science (357 milioni, 37 round) e Software & Digital Services (266 milioni)(EY Venture Capital Barometer“, EY, 2026).

Le eccellenze italiane

Il panorama italiano del deep tech è sempre più vivace, con numerose startup che si stanno distinguendo per la loro capacità di innovazione e di attrazione di capitali. Queste realtà rappresentano l’avanguardia della tecnologia “made in Italy” e spaziano in settori strategici, dalla nuova frontiera dell’energia alla robotica avanzata.

Newcleo: questa startup si posiziona all’avanguardia nel settore dell’energia pulita con il suo ambizioso progetto di sviluppare reattori nucleari di quarta generazione. L’obiettivo è fornire una fonte di energia sicura, sostenibile e a basso impatto ambientale, riducendo drasticamente la produzione di scorie radioattive.


Sinergy Flow: Nata come spinoff del Politecnico di Milano, Sinergy Flow sta sviluppando una batteria a flusso innovativa, a basso costo e sostenibile, che non utilizza metalli rari. Questa tecnologia promette di rivoluzionare lo stoccaggio energetico su larga scala. A febbraio 2026, la startup ha chiuso un round di investimento da 7 milioni di euro per portare la sua soluzione sul mercato


AdapTronics: spin-off dell’Università di Bologna che vinse l’Italian Master Startup Award nel 2025, si specializza in soluzioni di manipolazione robotica per applicazioni industriali e aerospaziali, sviluppando una tecnologia elettro-adesiva unica. A novembre 2025, ha chiuso un round da 3,15 milioni di euro guidato da 360 Capital, con la partecipazione del Polo di Trasferimento Tecnologico per l’Aerospazio di CDP Venture Capital


Magnetic Future: questa startup bolognese sviluppa interruttori superconduttori ad alta temperatura per sistemi magnetici avanzati, con applicazioni che vanno dalla fusione nucleare all’energia eolica. La sua tecnologia è abilitante per intere filiere industriali e rappresenta un tassello fondamentale per la transizione energetica. L’azienda è stata una delle vincitrici del bando Deep Tech Revolution di Area Science Park, assicurandosi un finanziamento di 200.000 euro


Principled Intelligence: Focalizzata su un tema di cruciale attualità, questa startup sviluppa tecnologie per il controllo e la governance dell’intelligenza artificiale. A gennaio 2026, ha annunciato un round pre-seed da 1,85 milioni di euro, guidato dal Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per l’IA e la Cybersecurity di CDP Venture Capital.

Startup internazionali da non perdere

A livello globale, il settore deep tech è trainato da aziende visionarie che stanno spingendo i confini della tecnologia in ambiti come l’intelligenza artificiale, il quantum computing e la biotecnologia. 

Anthropic: Fondata da ex ricercatori di OpenAI, Anthropic è una delle aziende leader nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale avanzati e sicuri. La società ha raccolto miliardi di dollari da investitori come Google e Amazon e si posiziona come uno dei principali competitor di OpenAI nel campo dell’IA generativa. La sua valutazione ha superato i 18 miliardi di dollari


PsiQuantum: questa startup sta lavorando alla costruzione del primo computer quantistico commerciale su larga scala basato sulla fotonica. A differenza di altri approcci, la tecnologia fotonica permette di operare a temperatura ambiente, superando uno dei principali ostacoli tecnici del settore. L’azienda ha raccolto oltre 650 milioni di dollari in finanziamenti e mira a risolvere problemi oggi intrattabili per i supercomputer classici.


Synthace è un’azienda di software con sede a Londra, Regno Unito, che sviluppa software di automazione e consente ai biologi di controllare e analizzare le performance delle apparecchiature da laboratorio.


1X Technologies è una società norvegese-americana di robotica e intelligenza artificiale che sviluppa androidi capaci di movimenti e comportamenti simili a quelli umani per soddisfare le esigenze del lavoro.


DNA Script società francese pioniera nel passaggio dalla sintesi chimica alla sintesi enzimatica del DNA (EDS). Imparando dai enzimi naturali, la loro stampante da banco SYNTAX permette ai ricercatori di creare oligonucleotidi di DNA di alta qualità su richiesta in poche ore anziché giorni, accelerando le scoperte in vaccini, terapie e archiviazione dei dati.

Il futuro degli investimenti strategici

Investire nel deep tech non significa semplicemente scommettere su una nuova ondata di innovazione tecnologica; significa partecipare attivamente alla costruzione delle infrastrutture economiche e sociali del futuro. Le aziende di questo settore infatti, non si limitano a ottimizzare processi esistenti, ma creano intere nuove industrie e mercati, affrontando sfide sistemiche che vanno dal cambiamento climatico all’invecchiamento della popolazione. Per gli investitori di venture capital, questo si traduce in un’opportunità unica di generare rendimenti non correlati ai cicli di mercato tradizionali, sebbene a fronte di un rischio più elevato e di orizzonti temporali più lunghi. La natura stessa del deep tech, basata su proprietà intellettuale solida e barriere all’ingresso quasi invalicabili, crea un vantaggio competitivo duraturo. Questo potenziale non è sfuggito ai governi, che vedono nel deep tech un asset strategico per garantire la sovranità tecnologica e la competitività nazionale.

Una donna con lunghi capelli scuri sorride all'obiettivo. Indossa un blazer scuro su un top chiaro ed è in posa su un semplice sfondo bianco. L'immagine è in bianco e nero.

di Giulia De Luca

Laureata in Economia e Finanza, ha oltre 10 anni di esperienza nel marketing e nella comunicazione con una forte specializzazione nello sviluppo di strategie integrate e contenuti multicanale. Il suo percorso professionale si è costruito in contesti internazionali come Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, India e Italia, operando in settori quali finanza, media, consulenza IT e non profit.

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