Un consulente per amico: umanità prima di tutto

Dalle finanze all’intero patrimonio, la professione del consulente abbraccia oggi nuove sfere, molto più personali. Un confidente la cui carta vincente è l’umanità

La professione del consulente è cambiata, e continuerà a farlo in futuro. Una trasformazione che è più un’evoluzione di quanto vi era prima e continua ad esservi, ma di più e in maniera migliore. E che oggi abbraccia sfere più umane e rende il consulente un confidente, un amico. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Brescia, Team manager Life Banker in BNP Paribas BNL Life Banker.
 

La professione del consulente si è evoluta, in un arco di tempo molto breve, da consulente finanziario a consulente a 360° (con il Covid-19 ad accelerarne il processo). Come stare al passo con questo cambiamento?

Il 2020 ha trasformato il mondo economico, lavorativo e sociale, accelerando appunto un cambiamento già in atto e modificando di fatto la professione di molti. “In questo periodo di forte incertezza il mio lavoro mi sta portando ad essere sempre più vicino al cliente in tutti i momenti della sua vita”.
Il passaggio da consulente finanziario a consulente patrimoniale sta sottolineando l’importanza di essere presente per il cliente, sempre: “rappresentare un vero e proprio punto di riferimento. Questo può avvenire per le più disparate esigenze: aiutare nella scelta dell’università del figlio pianificandone i costi, individuare la migliore piattaforma per le web call per vedersi anche quando non sarebbe possibile, rassicurare il cliente sul superamento di questi momenti, duri per tutti. Il tutto mi carica di una responsabilità sempre più grande che sento sulle mie spalle, ma che allo stesso tempo rende meraviglioso il mio lavoro”.
 

Qual è il valore aggiunto di un consulente in questo preciso momento storico?

“Ve ne sono moltissimi, tuttavia in questi mesi ho avuto modo di capire quanto il consulente sia sì presente per rispondere alle esigenze dei suoi clienti, ma soprattutto per far emergere dei bisogni che forse neanche i clienti stessi sanno di avere. In un periodo in cui è capito il valore del prepararsi in anticipo per poter gestire l’incertezza, ascoltare attentamente e saper leggere tra le righe è forse il valore aggiunto più grande che la nostra professione può offrire. Questo aiuta a mettere dei punti fermi e ad affrontare insieme anche quelle tematiche più complesse e che si tendono sempre a rimandare, pianificazione successoria in primis”.
 

Da consulente patrimoniale a 360° a confidente e anche amico. In che modo questa professione sta conquistando sempre più umanità?

“L’evoluzione della nostra professione sta conquistando una sfera che prima non era particolarmente contemplata, quella più umana”. Se un tempo il rapporto cliente-consulente verteva principalmente sui risparmi e gli investimenti, oggi abbraccia l’intero patrimonio: in gioco c’è la memoria, i ricordi, anche i sentimenti dei clienti che hanno ereditato e/o costruito nel tempo quanto oggi posseggono.
“Ciò che mi viene richiesto, quindi, è non essere più solo un ‘freddo’ professionista, magari anche bravo, ma un uomo che conosca le esigenze delle persone che sono i suoi clienti e sia loro vicino con tutto sé stesso. Siamo diventati uomini di fiducia, ‘confessori’, e a volte veri e propri amici”.

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Un consulente per amico: umanità prima di tutto

Come si è evoluta la professione del consulente finanziario negli ultimi anni?

La professione del consulente si è evoluta rapidamente da un ruolo puramente finanziario a uno a 360 gradi. Questo cambiamento è stato accelerato da eventi come la pandemia di Covid-19, ampliando le responsabilità del consulente.

Qual è il valore aggiunto di un consulente in questo momento storico?

In questo preciso momento storico, il valore aggiunto di un consulente risiede nella sua capacità di offrire un supporto più completo e umano. Non si tratta più solo di gestione patrimoniale, ma di diventare un vero e proprio confidente.

In che modo il ruolo del consulente si sta umanizzando?

La professione sta abbracciando sfere più umane, trasformando il consulente da un mero gestore di patrimoni a una figura di fiducia. Questo porta il consulente a essere percepito non solo come un professionista, ma anche come un amico.

Quali sono le implicazioni dell'evoluzione del consulente a 360 gradi per gli investitori?

L'evoluzione verso un consulente a 360 gradi significa che gli investitori possono aspettarsi un supporto più integrato che va oltre la mera consulenza finanziaria. Questo approccio più olistico mira a soddisfare esigenze più ampie e personali.

Cosa significa per un consulente essere un 'confidente e anche amico'?

Essere un confidente e un amico implica che il consulente sviluppa una relazione di fiducia più profonda con il cliente. Questo permette di comprendere meglio le sue esigenze e di offrire soluzioni più personalizzate e umane.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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