Usa, l’inflazione ‘core’ sale ancora a settembre: cosa aspettarsi ora

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Su base mensile l’inflazione Usa generale è aumentata ancora, così come la componente di fondo, trainata da affitti e costi di trasporto

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Il dato sull’inflazione ancora parecchio surriscaldata rafforza le aspettative di una nuova mossa particolamene restrittiva da parte della Fed

L’inflazione americana continua a salire senza tregua: a settembre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4% rispetto al mese precedente, il più alto incremento congiunturale (mese su mese) da luglio. 

L’incremento annuo, riducendosi il divario con il settembre precedente che aveva visto a sua volta rincari significativi, è sceso dall’8,3 all’8,2%. Molto più significativa però, è la corsa dell’inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili del paniere: fra agosto e settembre è aumentata dello 0,6% per il secondo mese consecutivo, portandosi al 6,6% annuo. 

Questo indica una componente persistente di rincaro alla quale, probabilmente, la Federal Reserve farà corrispondere una prosecuzione della sua politica restrittiva e nuovi significativi rialzi dei tassi.
Il dato, diffuso prima dell’apertura di Wall Street, ha contribuito a un’apertura negativa dell’S&P 500, poi ampiamente recuperata nelle ore successive con un progresso vicino al punto e mezzo. L’impatto immediato dei dati sull’inflazione ha rafforzato il dollaro sull’euro di un improvviso 1% rispetto ai livelli pre-pubblicazione, successivamente ridimensionatosi in area 0,973685. 

A rafforzare l’idea che questo andamento dell’inflazione potrebbe aprire la strada a un quarto aumento dei tassi da 75 punti base consecutivo nella prossima riunione della Fed si aggiungono anche i dati relativi all’occupazione di settembre, che hanno visto un incremento ancora solido dei lavoratori a 263mila unità (benché in rallentamento dai 315mila aggiunti ad agosto). Il tasso di disoccupazione a toccato un minimo cinquantennale del 3,5%. Se si confrontano questi dati “in ingresso” con gli orientamenti delineati dal Fomc nei verbali ‘falco’ relativi alla sua ultima riunione, nulla fa pensare a cambi di rotta sul percorso della banca centrale americana. 

Dentro i dati dell’inflazione Usa 

L’inflazione di fondo cresce più di quella generale perché la componente energetica, nelle sue variazioni mensili, ha continuato a segnare una diminuzione dei prezzi (-2,1%), un trend calante avviato da luglio. In particolare si è alleggerito il costo alla pompa di benzina (-4,9%). Rispetto a un anno fa, tuttavia, gli americani continuano a pagare i prodotti energetici il 19,8% di più. 

Se si escludono i prodotti energetici, l’abbigliamento e le auto usate, tutte le altre macro categorie del paniere hanno visto rincari rispetto ad agosto. Alcune componenti del paniere particolarmente sensibili per i banchieri centrali, come il costo dei servizi non energetici e i costi abitativi hanno fatto registrare uteriori rincari su base mensile (rispettivamente +0,8% e +0,7%). Significativo, in particolare per le fasce meno abbienti, il costo crescente dei generi alimentari che ha segnato un altro +0,8% mensile in linea con il dato precedente (e un tasso annuo dell’11,2%). Balzo anche nel costo dei trasporti, pari all’1,9% fra agosto e settembre (con un incremento del 14,6% rispetto al settembre 2021).

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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