Fra le banche Ue più esposte al rischio-Ucraina c’è anche Unicredit

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Societe Generale, Raiffeisen e Unicredit sono alcune delle (poche) banche europee piuttosto esposte al rischio-sanzioni contro la Russia

Secondo l’agenzia di rating Dbrs Morningstar un ristretto numero di banche europee potrebbe risentire delle eventuali sanzioni anti-Russia, che scatterebbero in caso di invasione dell’Ucraina

Unicredit opera in Russia tramite la AO UniCredit Bank, una banca che ha attualmente circa 2 milioni di clienti al dettaglio e circa 30.000 clienti aziendali

Le notizie sul fronte ucraino corrono rapidamente. Dopo l’annuncio da parte di Mosca di un parziale ritiro delle sue truppe dal confine, ancora non confermato da fonti indipendenti, il presidente americano, Joe Biden, è intervenuto il 16 febbraio per sottolineare come il rischio-invasione resti ancora concreto. Le Borse, che in questi giorni sono dominate dai rischi geopolitici in Europa orientale, temono ripercussioni economiche pensanti in caso di atti ostili sul suolo ucraino, che farebbero scattare, come minimo, pesanti sanzioni economiche sulla Russia. Di riflesso, ne pagherebbero le conseguenze anche le imprese che intrattengono affari con Mosca.

In questo scenario, le banche europee i cui crediti sono particolarmente esposti verso famiglie e imprese russe potrebbero subire un contraccolpo più grave delle loro colleghe. Nella lista degli istituti più esposti a questo rischio, compilata dall’agenzia di rating Dbrs Morningstar, compare anche un nome italiano: quello di Unicredit.

La banca guidata da Andrea Orcel, che già ha rinunciato alla possibile acquisizione della settima banca russa Otkritie a causa delle tensioni internazionali in Ucraina, risulta seconda in termini assoluti per attività ponderate per il rischio (Rwa) esposte alla Russia dietro a Societe Generale. In rapporto al totale delle attività l’esposizione di Unicredit è pari al 2,8%, quarta dietro a Rcb Bank (Cipro, 10,7%), Raiffeisen Bank (Austria, 9,6%) e Otp-csoport (Ungheria).

In generale, le banche europee non sono molto esposte al rischio sanzioni ai danni della Russia, ha fatto notare Dbrs. “Nonostante le imprevedibili conseguenze di un conflitto armato tra Russia e Ucraina, l’impatto diretto derivato dall’imposizione di sanzioni alla Russia dovrebbe essere marginale per le banche europee”, ha affermato l’agenzia di rating, “secondo la nostra analisi, solo cinque grandi banche in Europa hanno un’esposizione verso la Federazione Russa superiore all’1% del totale delle attività ponderate per il rischio. Inoltre, solo due hanno esposizioni superiori al 5% delle RWA totali: Raiffeisen e Rcb.

Le reazioni di Borsa dal 14 febbraio, prima seduta di trading dopo l’annuncio da parte degli Usa di un imminente invasione russa, sono state molto pesanti per le banche fin qui nominate. Unicredit, nello specifico ha ceduto al 16 febbraio, oltre il 2% mentre il Ftse Mib si trova appena al di sotto della parità, così come la concorrente Intesa Sanpaolo, la cui esposizione alla Russia è pari allo 0,8% delle Rwa totali.

Unicredit opera in Russia tramite la AO UniCredit Bank; “la banca ha attualmente circa 2 milioni di clienti al dettaglio e circa 30.000 clienti aziendali”, ha scritto Dbrs, a fine giugno 2021, l’esposizione di attività di Unicredit alla Russia erano rappresentate al 79% da esposizioni corporate e al 12% da esposizioni retail esposizioni al dettaglio.

“In caso di sanzioni alla Russia, le banche europee esposte al paese si troverebbero di fronte ad alcuni rischi se Mosca non dovesse rispettarle”, ha dichiarato l’autore del report, Pablo Manzano, vicepresidente di Dbrs, citando rischi di mercato, di credito ed operativi. “Il mancato rispetto delle sanzioni può comportare conseguenze finanziarie significative per le banche”, ha aggiunto Manzano, “ad esempio, Bnp Paribas ha dovuto pagare una multa record di 8,9 miliardi di dollari nel 2015 a seguito di violazioni delle sanzioni internazionali da parte di Iran, Cuba e Sudan”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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