Metaverso: per oltre 4 dirigenti aziendali su 10 sarà una “svolta”

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Un sondaggio condotto da Accenture fra i principali settori mostra come le aziende globali prendano il metaverso molto sul serio

Il metaverso, una delle parole-chiave dell’anno scorso, è infatti già al centro dei pensieri della maggioranza degli executive globali, nonostante si tratti di una tecnologia ancora molto nuova e che attende ancora la prova del grande pubblico

Secondo una ricerca Accenture, il 71% dei dirigenti globali ritiene che il metaverso probabilmente avrà un impatto positivo sulla loro azienda

La storia recente è fitta di intellettuali che, a loro tempo, avevano definito Internet, i viaggi spaziali o l’automobile come delle mode passeggere. Nel mondo di oggi, pochi dirigenti aziendali sembrano voler correre il rischio di passare alla storia per la stessa ragione. Il metaverso, una delle parole-chiave dell’anno scorso, è infatti già al centro dei pensieri della maggioranza degli executive globali, nonostante si tratti di una tecnologia ancora molto nuova e che attende ancora la prova del grande pubblico.

Secondo un nuovo rapporto di Accenture, il 71% dei dirigenti ritiene che il metaverso probabilmente avrà un impatto positivo sull’azienda e un altro 42% ha affermato che si tratterà di una “svolta” o di una “trasformazione”. La ricerca ha coinvolto 4.650 dirigenti e direttori in 35 Paesi (Italia inclusa) e in 23 settori, con ampia rappresentanza per quello bancario ed assicurativo.

Accenture considera il metaverso come “un’evoluzione di Internet che permette all’utente di andare oltre la navigazione per abitare e/o partecipare a un’esperienza condivisa persistente che estende lo spettro del nostro mondo reale a ciò che è completamente virtuale, con tutto ciò che sta nel mezzo”. Un’altra definizione sintetica consiste nel definire il metaverso come l’unione di realtà aumentata, (attraverso l’utilizzo di un apposito visore) e una vita digitale alternativa che fa del metaverso una sorta di realtà condivisa con altri utenti.

All’interno di questo spazio – è la scommessa delle aziende – i consumatori saranno pronti a spendere molto denaro. Nel 2021 Gucci ha messo in vendita sul metaverso Roblox una versione virtuale della Dionysus Bag che, con un prezzo di oltre 4mila dollari, costava di più della borsa “vera”. Un fatto apparentemente illogico se non si considera che Gucci scommette sul fatto che gli utenti vorranno acquisire un certo status symbol anche nello spazio virtuale del metaverso.

“Anche se siamo agli inizi del metaverso, esso avanzerà molto rapidamente”, ha affermato nel rapporto l’ad di Accenture, Julie Sweet, e il suo Chief technology officer, Paul Daugherty, “se le aziende non agiscono ora, si troveranno ad operare in mondi progettati da, e per, qualcun altro”.

Un ventennio fa molte imprese si domandavano ancora se fosse o meno necessario avere una presenza sul web, ha ricordato il rapporto. La realtà di oggi è evidente a tutti: qualsiasi public company, oggi, ha “aumentato le sue vendite, operazioni, o prodotti, grazie a qualche forma di tecnologia digitale”. Qualcosa di analogo potrebbe accadere nell’internet aumentato del metaverso.

“Quale sarà il mio ruolo in questo nuovo continuum?”, è la domanda “inevitabile” cui dovranno rispondere tutti i dirigenti aziendali secondo Accenture, anche se “agire di conseguenza non sarà facile”.

“La possibilità di plasmare il prossimo decennio di business, di costruire nuovi mondi, e di esplorare mercati nuovi di zecca che questi mondi creano” del resto, è qualcosa che non capita facilmente”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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