C’è stato un grosso dilemma nel 2025 per quanto riguarda la numismatica, dovuto all’incremento abnorme di valore di oro e argento: le si sono acquistate per il loro valore collezionistico o intrinseco? È innegabile che la combinazione tra collezionismo tradizionale e investimento in metalli preziosi abbia contribuito a sostenere la domanda di monete da collezione, rare e bullion (ovvero coniate principalmente per il loro valore in metallo prezioso come oro o argento) in un anno geopoliticamente turbolente.
Foto apertura: REGNO DI SARDEGNA. VITTORIO AMEDEO III DI SAVOIA, 1773-1796. Carlino da 5 Doppie 1786. Torino. Cambi Numismatica
A che punto è il mercato delle monete da collezione?
Come certifica l’Art & Finance Report 2026 di Deloitte Italy, il 2025 è dunque stato un anno di consolidamento per l’espansione del mercato numismatico, sostenuto sia dal collezionismo tradizionale sia dall’ingresso di nuovi investitori. Per quanto riguarda la domanda, il mercato resta dominato dai collezionisti privati con la passione di possedere beni tangibili, rari, storicamente significativi. Ma cresce significativamente la componente degli investitori, soprattutto nel segmento delle monete d’oro e d’argento ad alto valore intrinseco. Le monete commemorative e bullion rappresentano una quota sempre più pesante degli scambi, grazie alla loro combinazione di valore numismatico, liquidità e contenuto metallico.
Il mercato delle monete da collezione con riferimento alle aste
Nel panorama nazionale, l’asta Cambi – Crippa di Milano ha venduto oltre 1.700 lotti per più di 4,5 milioni di euro, con un tasso di aggiudicazione vicino al 98%. In diversi casi i prezzi finali hanno superato le stime di oltre il 200%, confermando una domanda vivace per monete storiche e in elevato stato di conservazione. La vendita, centrata su una notevole collezione di monete sabaude, papali, medievali inglesi, classiche e di zecche italiane ed estere, ha avuto come top lot un Carlino da 5 Doppie del 1786, coniato a Torino sotto Vittorio Amedeo III di Savoia, aggiudicato a 102.000 euro più diritti da una base di 40.000 euro.
A livello internazionale, case d’asta statunitensi come Heritage Auctions e Stack’s Bowers hanno confermato la propria forza, con vendite complessive per centinaia di milioni di dollari nel 2025. Esemplari rarissimi, tra cui monete auree statunitensi dell’Ottocento ed emissioni medievali europee di pregio, hanno raggiunto valutazioni a sei cifre. La vendita Heritage di gennaio dedicata alle monete statunitensi ha totalizzato 62,7 milioni di dollari; top lot una moneta da 20 dollari del 1927, zecca di Denver, venduta per 3,8 milioni di dollari, di cui si stimano solo 12 o 13 esemplari superstiti, sette in mani private.
Per le monete classiche, Numismatica Ars Classica si conferma leader con le aste di Lugano, capaci di attrarre offerenti da tutto il mondo. La vendita di novembre della collezione “Zhuyuetang” ha contribuito a una due giorni da 22,8 milioni di franchi svizzeri più diritti. Tra i pezzi più importanti, un Decadracma da 5 shekels coniato a Babilonia intorno al 327 a.C., venduto a 900.000 franchi più diritti da una base di 350.000 franchi.
Le monete bullion
Parallelamente, il mercato delle monete bullion è stato influenzato dalle quotazioni elevate di oro e argento, spinte da tensioni geopolitiche, politiche monetarie espansive e timori inflazionistici. In molti casi, il valore intrinseco del metallo ha superato quello numismatico, riducendo i premi collezionistici. Monete comuni vengono quindi scambiate soprattutto in base al peso in metallo prezioso, come nel caso delle American Gold Eagle da un’oncia, spesso vendute in lotti multipli.
L’aumento dei metalli ha inciso anche sull’offerta: alcuni Stati hanno ridotto o rinviato emissioni commemorative in argento, poiché il costo della materia prima superava il valore nominale. Nell’ottobre 2025, ad esempio, il Ministero delle Finanze tedesco ha sospeso la vendita di due monete commemorative per questa ragione.
Fra speculazione e qualità vera
La volatilità globale del 2025 — tra tensioni internazionali, conflitti regionali, incertezze energetiche e politiche fiscali espansive — ha rafforzato l’oro come bene rifugio, sostenendo le monete bullion come investimento difensivo, liquido e meno esposto ai mercati finanziari tradizionali. Al tempo stesso, la digitalizzazione ha ampliato l’accesso al collezionismo. Aste e piattaforme online hanno favorito nuovi partecipanti, maggiore trasparenza dei prezzi e liquidità globale. Nel complesso, il 2025 è stato un anno dinamico per la numismatica, sostenuta sia dall’interesse culturale per i pezzi iconici sia dalla funzione di riserva di valore dei metalli preziosi. Tuttavia, l’equilibrio tra valore numismatico e valore intrinseco resta sempre più delicato e legato al contesto geopolitico ed economico. Collezionisti e investitori dovranno quindi privilegiare qualità, rarità e solidità storica rispetto a logiche puramente speculative.

