Tecnologia, dopo mesi a rilento è tornata un affare?

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Una persona tiene in mano uno smartphone con i loghi dei grandi colossi tecnologici - Google, Apple, Meta, Amazon e Microsoft - su uno sfondo colorato e sfocato.

Il settore tech ha vissuto una delle peggiori sottoperformance relative dagli anni ’70, per Goldman Sachs vale la pena tornare a bordo

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Sempre che ne sia mai esistita una, la bolla dell’AI sembra ormai un dibattito da rimettere nell’armadio. Più che una fase euforica destinata a esplodere, il settore tecnologico ha attraversato negli ultimi mesi un riallineamento che ha assunto i contorni di un vero e proprio reset. Secondo una recente analisi di Goldman Sachs, la debolezza accumulata ha portato il comparto a registrare una delle peggiori sottoperformance relative rispetto al resto del mercato globale dagli anni Settanta. Un dato che, più che segnalare fragilità strutturali, fotografa un cambiamento profondo nelle aspettative degli investitori.

Dall’inizio dell’anno, l’indice Bloomberg delle Magnifiche Sette ha sottoperformato di oltre 10 punti percentuali il Bloomberg 500 escluse le Big Tech. Un’inversione netta rispetto alla dinamica dominante degli ultimi anni, in cui la leadership del mercato era stata fortemente concentrata su pochi nomi. A pesare è stata una combinazione di fattori, fra cui una crescente cautela rispetto ai ritorni degli ingenti investimenti in infrastrutture AI, che ha spinto il mercato a ricalibrare il premio pagato per la crescita futura.

Utili solidi, valutazioni ridimensionate: il cuore della tesi

Il punto chiave, tuttavia, è che questa correzione non è stata accompagnata da un deterioramento proporzionale dei fondamentali. Al contrario, le prospettive di crescita degli utili restano tra le più solide dell’intero listino. Goldman Sachs sottolinea come il settore tecnologico sia previsto in crescita del 44% in termini di utili, contribuendo per l’87% all’espansione complessiva dell’S&P 500 nel primo trimestre 2026. Ancora più rilevante è il ruolo degli investimenti in intelligenza artificiale, che da soli potrebbero spiegare circa il 40% della crescita degli utili dell’indice quest’anno. Mentre il mercato ha ridotto i multipli, la macchina degli utili ha continuato a correre.

Il confronto aggiornato fra i multipli attuali e quelli osservati nelle grandi bolle finanziarie del passato rafforza ulteriormente questa lettura. “Considerando i multipli forward a due anni sia in termini di P/E sia di EV/Sales”, osservano gli analisti, “i livelli attuali risultano inferiori a meno della metà rispetto a quelli delle principali società tecnologiche del 2000, e inferiori a meno della metà anche rispetto ai picchi della bolla giapponese degli anni ’80”. Un dato che suggerisce come il mercato, oggi, stia prezzando la tecnologia con una prudenza ben superiore rispetto alle fasi di euforia storica.

In questo contesto, la combinazione di sottoperformance recente e compressione delle valutazioni apre quello che gli analisti definiscono esplicitamente come un punto d’ingresso. “Si è aperta un’opportunità nel settore tecnologico, dove i tassi di crescita restano solidi ma le valutazioni sono ora basse”. Negli Stati Uniti, il premio di valutazione degli hyperscaler – Amazon, Microsoft, Oracle, Meta e Alphabet – si è ridotto fino a livelli prossimi a quelli del resto del mercato. Un riequilibrio che segna la fine della narrativa dell’“eccezionalismo tech” inteso come premio permanente, ma non necessariamente della sua capacità di generare crescita.

Iran, tassi e il possibile volto difensivo del tech

A rendere il quadro ancora più interessante è il contesto macro. Finora, lo shock legato al conflitto in Iran è stato interpretato dai mercati prevalentemente come un fattore inflattivo, con un conseguente rialzo atteso dei tassi di interesse. Una dinamica che ha penalizzato proprio i titoli tecnologici, più sensibili alle variazioni dei tassi in quanto asset a lunga duration. Tuttavia, questa lettura potrebbe non essere definitiva.

“Quanto più a lungo continueranno le interruzioni nello Stretto di Hormuz, tanto più lo shock potrebbe essere percepito come un rallentamento della crescita, limitando il rialzo dei tassi”, osservano gli analisti. In uno scenario di questo tipo, il posizionamento relativo della tecnologia cambierebbe radicalmente. La relativa insensibilità dei flussi di cassa del settore al ciclo economico, unita al beneficio derivante da un eventuale calo dei rendimenti obbligazionari, potrebbe trasformare un comparto tradizionalmente percepito come growth in un candidato credibile a svolgere un ruolo più difensivo.

Più in generale, è l’azionario statunitense a non apparire più così caro in termini relativi: gli utili sono rimasti solidi, mentre le valutazioni hanno subito una correzione, ha sottolineato la banca d’affari. Parallelamente, anche il rapporto Price/Earnings to Growth degli Stati Uniti rispetto al resto del mondo si è normalizzato, dopo essersi sganciato durante la fase dominata dalla narrativa dell’“eccezionalismo americano”.

Domande frequenti su Tecnologia, dopo mesi a rilento è tornata un affare?

Qual è la tesi principale riguardo al settore tecnologico secondo l'articolo?

La tesi centrale suggerisce che il settore tecnologico ha attraversato un riallineamento, più che una bolla speculativa, caratterizzato da utili solidi ma valutazioni ridimensionate. Questo reset ha portato a una sottoperformance relativa del comparto rispetto al mercato globale.

Come è stata la performance del settore tecnologico rispetto al mercato globale negli ultimi mesi?

Secondo un'analisi di Goldman Sachs citata nell'articolo, il settore tecnologico ha registrato una delle peggiori sottoperformance relative rispetto al resto del mercato globale dagli anni Settanta. Questo indica un periodo di debolezza accumulata.

Cosa si intende per 'reset' nel settore tecnologico menzionato nell'articolo?

Il 'reset' si riferisce a un riallineamento del settore tecnologico che ha ridimensionato le valutazioni, pur mantenendo utili solidi. Non è stato interpretato come una bolla euforica destinata a esplodere, ma piuttosto come una correzione di mercato.

Quali fattori esterni potrebbero influenzare il settore tecnologico, secondo le intestazioni dell'articolo?

Le intestazioni suggeriscono che fattori come la situazione in Iran e l'andamento dei tassi di interesse potrebbero influenzare il settore tecnologico, potenzialmente favorendo un suo volto più difensivo. Questi elementi esterni sono considerati nel contesto del suo andamento.

È ancora attuale il dibattito sulla 'bolla dell'AI' secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che la 'bolla dell'AI' è un dibattito da accantonare, indicando che il settore tecnologico ha attraversato un riallineamento piuttosto che una fase euforica destinata a scoppiare. L'enfasi è posta sul reset e sulla performance relativa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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