Inflazione, Powell: per riallineare le aspettative “il tempo stringe”

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“L’orologio sta ticchettando”, ha detto Powell dal forum Bce di Sintra: il rischio è che imprese e famiglie si aspettino un’alta inflazione a lungo termine.

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“Penso che adesso capiamo meglio quanto poco avessimo capito sull’inflazione”, ha sintetizzato con una battuta Jerome Powell

“Siamo determinati a usare i nostri strumenti per riportare l’inflazione sui target, il modo per farlo è rallentare la crescita; questo comporta dei rischi? Sì, certamente, ma non credo che [quello del rallentamento della crescita] sia il maggiore rischio per l’economia”, ha dichiarato il presidente della Fed, “il peggior fallimento per noi sarebbe non riuscire a riportare la stabilità dei prezzi”.

I banchieri centrali riuniti alla tavola rotonda organizzata dalla Bce a Sintra hanno nuovamente cercato di convincere il mercato sulla loro priorità attuale: combattere l’inflazione, anche se questo deteriorerà la crescita economica. Su questo punto il presidente della Fed, Jerome Powell, è stato uno dei più categorici: “Siamo determinati a usare i nostri strumenti per riportare l’inflazione sui target, il modo per farlo è rallentare la crescita; questo comporta dei rischi? Sì, certamente, ma non credo che [quello del rallentamento della crescita] sia il maggiore rischio per l’economia”, ha dichiarato Powell, “il peggior fallimento per noi sarebbe non riuscire a riportare la stabilità dei prezzi”. 

Se si verifica un picco dell’inflazione temporaneo gli attori economici tendono ad “ignorarlo”, perché non ha conseguenze a lungo termine, ha spiegato Powell. La situazione attuale, però, rischia di essere molto diversa. Secondo il presidente della Fed, “l’orologio sta ticchettando” e in seguito a “diversi choc” che attualmente stanno alimentando l’inflazione il rischio è che le aspettative sull’aumento dei prezzi cambino stabilmente “portandoci da un ambiente a bassa inflazione a uno ad alta inflazione” e “il nostro lavoro è letteralmente agire in modo che questo non accada; non lo consentiremo”. 

Per la banca centrale americana “sarebbe una cattiva gestione del rischio assumere che le aspettative a lungo termine sull’inflazione resteranno quelle proprie di un ambiente a bassa inflazione, pertanto non lo stiamo facendo”, ha detto Powell. Anche per questo, fra Christine Lagarde (Bce), Andrew Bailey (Boe) e Augustin Carstens (Bis) domina la consapevolezza che sia necessario agire con decisione sui tassi, per scongiurare il rischio (ampiamente descritto in un recente rapporto della Bis) che le aspettative sull’inflazione mutino, innescando una spirale inflattiva che tende ad autoalimentarsi.

“Il costo di un’elevata inflazione è tale che non ci si può permettere che ci si arrivi”, ha aggiunto Powell; per “il momento non vediamo segnali di aspettative sull’inflazione non più ancorate [agli obiettivi di politica monetaria]”. In qualche modo, Powell sembra suggerire che, qualora fosse possibile leggere nei dati un segnale di questo tipo, vorrebbe dire che è già tardi.

Sullo stato di salute e la solidità dell’economia americana, Powell ha continuato a esprimere fiducia, così come sulla prospettiva che potrà reggere i rialzi dei tassi, alla luce della bassa disoccupazione e della buona capacità di spesa delle famiglie. Meno ottimista sulle prospettive economiche del suo Paese è stato, invece, Andrew Bailey, facendo capire come nel Regno Unito il rallentamento economico si trovi già in una fase più avanzata. 

Inflazione, torneremo al mondo di prima?

Nel commentare, più in generale, come la situazione attuale potrà eventualmente cambiare l’andamento dei prezzi a lungo termine, Powell non ha escluso che fattori secolari come l’invecchiamento della popolazione, l’avanzata della tecnologia e la crescita del risparmio possano tornare, in futuro, a schiacciare verso il basso i prezzi – come avvenuto nella fase storica pre-covid. Su questo punto Lagarde ha espresso una visione differente: “Non credo che torneremo a quell’ambiente di bassa inflazione, penso che ci siano forze che sono state scatenate in seguito alla pandemia e a questo gigantesco choc geopolitico che stiamo fronteggiando adesso, che cambieranno il panorama in cui opereremo”. Per alleggerire il clima, Powell ha strappato qualche sorriso con una battuta: “Penso che adesso capiamo meglio quanto poco avessimo capito sull’inflazione”.

Inevitabile per Christine Lagarde, infine, una dichiarazione sullo scudo anti-spread al quale la Bce sta lavorando per prevenire la frammentazione eccessiva dei rendimenti sui titoli di stato dei vari membri dell’Eurozona. Agli osservatori a caccia di nuovi dettagli, non è stata offerta alcuna novità: il nuovo strumento, si è limitata a dire Lagarde, “si farà e sarà efficace, ma non perdete tempo a chiedere dettagli: il Consiglio ne discuterà il 21 luglio”. 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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