Chi svolge un lavoro autonomo, dunque ha partita Iva, o svolge attività di impresa, o intende aprire una nuova attività, avrà sicuramente sentito parlare del codice Ateco. Si tratta di una combinazione alfanumerica che consente di classificare e identificare qualunque tipo di esercizio svolto in ambito professionale.
Questa nomenclatura, da una parte, permette (all’Istat) di comprendere – dal punto di vista statistico – le evoluzioni del tessuto imprenditoriale sul territorio, dall’altro, consente di stabilire la categoria di pertinenza di ciascuna attività imprenditoriale, tanto ai fini fiscali quanto contributivi.
A partire dalla classificazione in cui la propria attività ricade, sarà perciò possibile inquadrare gli aspetti contributivi, le agevolazioni fiscali, gli incentivi che spettano, con particolare rilevanza all’ambito Inps o Inail (l’Inail, ad esempio, utilizza il codice Ateco nell’ambito della valutazione del rischio dell’attività economica).
A cosa serve e perché è importante
Il codice Ateco è quindifondamentale per individuare il corretto inquadramento fiscale, contributivo e statistico di un’impresa o di un lavoratore autonomo.
Più in particolare, consente:
- all’Istat, di monitorare l’andamento economico e il tessuto imprenditoriale del Paese;
- agli enti fiscali e previdenziali, di inquadrare l’attività per fini contributivi, fiscali, e assicurativi
- al lavoratore autonomo o imprenditore, di individuare eventuali regimi agevolati, fondi o bandi di finanziamento compatibili con la sua attività.
Dove si trova il codice Ateco
Chiarito che i codici Ateco permettono di descrivere nel dettaglio di cosa ogni impresa o imprenditore si occupa, e il mercato di riferimento in cui l’imprenditore opera – con conseguenze sulle tasse e i contributi da pagare – vediamo ora come risalire al proprio codice.
Ci sono diversi modi per trovare il codice Ateco giusto per la tua attività.
È un’operazione che può essere compiuta
- con il proprio consulente, commercialista
- consultando i motori di ricerca dell’Istat
- accedendo al cassetto fiscale dell’Agenzia delle entrate.
Come si struttura il codice Ateco
Il codice completo è formato da sei cifre che identificano la specifica attività.
La lettera iniziale del codice individua la sezione. Dopo la sezione si individuano i primi codici e i sotto-codici, che classificano con maggiore precisione l’attività
Ecco un esempio:
Sezione I – Attività dei servizi di alloggio e ristorazione
55 – Servizi di alloggio
20 – Alloggi per vacanze e soggiorni di breve durata
41 – Bed and Breakfast
Dunque, a titolo esemplificativo se ne ricava che il codice completo è dato da: I.55.20.41.
Nota: questo codice è solo un esempio. Ogni attività deve individuare il proprio codice specifico con il supporto di un professionista.
Cosa cambia dal 2025?
Come detto, il codice Ateco permette all’Istat anche di interpretare i cambiamenti economico-sociali che intervengono sul tessuto imprenditoriale del nostro territorio: al mutare dei lavori, delle competenze, delle esigenze, devono cambiare i codici che inquadrano le attività.
Per tale ragione a partire dal 1 aprile 2025 la vecchia classificazione, risalente al 2007, verrà sostituita da nuovi codici e titoli, i quali potranno essere individuati attraverso il c.d. navigatore Ateco e dal registro scaricabile direttamente dal sito dell’Istat.
È importante rimanere aggiornati sui codici e individuare il codice Ateco corretto in quanto, ad esempio, alcuni codici permettono o escludono, in base ai singoli casi, di accedere al regime forfetario o altre agevolazioni.

