Riuscire a generare rendimenti interessanti dagli investimenti è una sfida che gli investitori si trovano ad affrontare ogni giorno. Guardando al mercato obbligazionario, i titoli high yield rappresentano un’opportunità da non sottovalutare, soprattutto in ottica di un portafoglio ben diversificato.
Dopo anni di tassi di interesse bassissimi infatti, oggi – se non nell’ultimo biennio – il credito è tornato a essere un generatore di ricchezza affidabile. Anzi, con il valore dei titoli high yield in continua crescita, pensare di abbandonare il mercato azionario a loro favore non è più solo una favola, ma sempre più una scelta concreta per i portafogli degli investitori. Rob Fawn, Senior Portfolio Manager di PGIM Fixed Income, sembra infatti convinto che queste obbligazioni abbiano il potenziale per generare rendimenti corretti per il rischio migliori rispetto alle azioni. Se questo non bastasse, storicamente quando i rendimenti obbligazionari sono superiori ai rendimenti degli utili, proprio come sta accadendo ora, il potenziale di sovraperformance è ancora superiore.
La realtà è che, in un mondo ricco di incertezze e rischi, dove le azioni stanno volando alto, le obbligazioni possono giocare il preziosissimo ruolo di ammortizzatori nel caso di ribassi.
Un occhio al 2025: perché gli high yield devono rimanere nei portafogli
Nonostante gli occhi di tutti, nell’ultimo anno, siano stati puntati sul super rally del mercato azionario, anche il mercato del credito si è dato da fare, portando a casa ottimi risultati.
Da una parte le prospettive di un atterraggio morbido e dall’altra utili solidi e un mercato favorevole hanno spinto gli spread high yield globali a restringersi, generando rendimenti molto interessanti.
Guardando al 2025, “rimaniamo entusiasti delle prospettive di rendimento totale dell’high yield globale. I dati tecnici rimangono favorevoli, i rendimenti elevati e le insolvenze benigne, tuttavia gli spread appaiono a nostro avviso vicini al fair value”, spiega Fawn.
Un fattore che potrebbe sostenere ancora a lungo il comparto high yield è il fatto che, la maggior parte delle aziende sono di alta qualità e che continuano a portare buoni risultati nel tempo.
Questo non significa che non esistano rischi: da una parte la volatilità non è scomparsa, con l’inflazione lievemente in rialzo nelle principali economie e ancora forti tensioni geopolitiche, dall’altra esistono ancora modelli di business in crisi e strutture di capitale con un’eccessiva leva finanziaria che non sono in grado di gestire il nuovo contesto dei tassi di interesse.
Come sempre nel mercato, l’importante è prendere decisioni misurate, accettando anche dei rischi, ma selezionandoli in modo accurato.
Investire in high yield? Il valore aggiunto di PGIM Fixed Income
Come abbiamo appena visto, investire in titoli high yield non è assolutamente esente da rischi e, a volte, per il singolo investitore è troppo complesso riconoscere tutti le possibili problematiche o, allo stesso tempo, non rendersi conto delle potenzialità nascoste.
È proprio in tal senso che PGIM Fixed Income scende in campo, con oltre 35 analisti senior specializzati nel settore, in grado di analizzare i rischi e selezionare le decisioni migliori nel settore del credito, in modo rapido e responsabile. L’esperto spiega anche che essere un asset manager di grandi dimensioni permette di “avere l’ampiezza di banda per analizzare quasi tutti i crediti sul mercato – abbiamo uno degli imbuti più ampi, se non il più ampio, per la generazione di idee”.

