Le crescenti tensioni globali e la necessità di autonomia strategica stanno spingendo l’innovazione in ambito difensivo, trasformando il settore da una roccaforte governativa a un fertile terreno per le startup ad alta tecnologia con soluzioni dual-use.
La difesa in Europa
Nel 2024 la spesa degli Stati membri nel settore della difesa ha raggiunto quota 343 miliardi di euro e nel 2025 si prevede che raggiunga un valore stimato di 381 miliardi di euro. Un aumento del 62,8% tra il 2020 e il 2025. Nel 2024 gli investimenti nel settore della difesa sono cresciuti a un ritmo eccezionale, raggiungendo un importo record di 106 miliardi di euro, mentre si attesta a 130 miliardi la stima di chiusura del 2025, +150% di aumento degli investimenti degli Stati membri per la difesa tra il 2020 e il 2025. (Consiglio dell’Unione Europea, gen 2026).
Focalizzandoci sul mondo delle startup, i finanziamenti alle startup europee del settore difesa hanno raggiunto 2,4 miliardi di euro dal 2022, con ben 1,4 miliardi di euro solo nei primi sette mesi del 2025 (PitchBook, Set 2025). Questa impennata è alimentata dalla richiesta di tecnologie dual-use, applicabili sia in contesti civili che militari, e dalla spinta verso l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, la robotica e le tecnologie spaziali (Economy Magazine, Set 2025).
Le eccellenze italiane
L’italia, pur non essendo un gigante storico del venture capital nella difesa, sta mostrando un fermento significativo, supportato da un ecosistema di innovazione in crescita. Ecco cinque startup italiane da tenere d’occhio, con un forte potenziale dual-use:

Exein: questa scaleup di cybersecurity embedded ha raccolto 100 milioni di euro in un round a dicembre 2025, portando il totale 2025 a 170 milioni di euro (Reuters, Dic 2025). La sua specializzazione nella sicurezza dell’intelligenza artificiale on-device la rende cruciale per la protezione di infrastrutture e sistemi sensibili.

Deepgeo ai: unica startup italiana selezionata nel programma NATO Diana 2024, sviluppa soluzioni basate su AI e sensor fusion per operazioni di sminamento, con progetti in Ucraina, Israele e Stati Uniti.

Kurs orbital: specializzata in tecnologia spaziale, offre moduli standardizzati per manovre di attracco e gestione dei detriti spaziali, in partnership con l’ESA. Le applicazioni spaziali sono intrinsecamente dual-use.

Aiko: sviluppa soluzioni software basate su intelligenza artificiale per l’automazione di applicazioni spaziali, in particolare sistemi di propulsione per satelliti.

WSense: specializzata in comunicazioni wireless subacquee e sistemi di monitoraggio. Ha raccolto 9 milioni di euro in un round nel 2024, con evidenti applicazioni per la sorveglianza marittima e le operazioni navali.
Startup internazionali da non perdere
A livello internazionale, il fermento è ancora più palpabile, con diverse realtà che hanno già raggiunto valutazioni di rilievo:

Helsing (Germania): fondata nel 2021, si concentra sull’applicazione di algoritmi avanzati ai sistemi di difesa, con un approccio software-first. ha già raccolto circa 1,36 miliardi di euro e ha superato il miliardo di euro di valutazione.

Quantum Systems (Germania): specializzata in droni da ricognizione e combattimento, anch’essa ha superato la soglia del miliardo di euro di valutazione.

Anduril (Usa): leader nei sistemi di difesa basati sull’ai, ha raccolto 2,5 miliardi di dollari in un round series G a giugno 2025, raggiungendo una valutazione di 30,5 miliardi di dollari.

Tekever (Portogallo): sviluppa soluzioni per la sorveglianza marittima e terrestre con l’uso di droni e ha superato il miliardo di euro di valutazione.

Arx robotics (Germania): realizza mezzi a guida autonoma per la difesa, utilizzati per trasporto di carichi, sorveglianza e addestramento, già impiegati dagli eserciti europei e in Ucraina.
Le opportunità per i mercati privati
Il private equity sta progressivamente superando la tradizionale cautela verso il settore difesa. Fattori come la crescente instabilità globale e l’obiettivo della NATO di destinare almeno il 2% del PIL alla difesa, con un target ambizioso del 5% entro il 2035 (fonte: Bain & Company, Lug 2025), stanno rendendo il comparto più attraente. L’analisi di Bain & Company Italia stima che il mercato europeo della difesa è pronto a crescere da 375 a 635 miliardi di euro, offrendo notevoli opportunità per le PMI attraverso operazioni di M&A e LBO. La razionalizzazione della spesa e la spinta all’innovazione su scala sovranazionale potrebbero favorire consolidamenti e l’ingresso di nuovi attori, supportati da capitali privati, soprattutto in un contesto di ricerca di efficienza e autonomia industriale.


