Trust e governance patrimoniale successoria: cosa fare e non fare

22 Agosto 2019 · 4 min

Quali sono i fattori fondamentali di cui tenere conto per la mappatura del patrimonio? Luigi Belluzzo, managing partner di Belluzzo International Partners spiega come strutturare la governance successoria.

Quali sono i fattori fondamentali di cui tenere conto per la mappatura del patrimonio?

Quando ci approcciamo al patrimonio di una famiglia imprenditoriale, complesso o semplice che sia, è molto importante mappare la situazione sia livello delle relazioni che dei patrimoni. Sono tre i vettori principali del family business a nostro modo di vedere. Il modo in cui la famiglia detiene gli asset, che noi chiamiamo Asset Holding; il modo in cui esercita il potere, che noi chiamiamo Governance&Administration; il modo in cui ritiene di passare a livello generazionale questi asset, Generation Passing Over. Da questo punto di vista emerge in tutta chiarezza, dalle analisi fattuali e dall’esperienza professionale, come in questo ambiente complesso serva un bouquet di strumenti in mano al wealth planner.

Lo strumento del trust

All’interno di questo bouquet di strumenti, certamente il trust ha un rilievo fondamentale. Il trust è uno strumento complesso e alcuni magari possono trovarlo anche di difficile accettazione, ma in realtà permette di declinare ottimamente in alcune situazioni le questioni tipiche della governance e della successione all’interno di un patrimonio familiare. Da questo punto di vista occorre smarcare l’ipotesi di una complessità legale o tributaria. E’ ovviamente complesso perché dobbiamo fare riferimento a uno strumento straniero, ma la prassi ormai da oltre 25 anni ha sviluppato delle forme semplificate e amichevoli per utilizzarlo. Dal punto di vista fiscale la situazione è piuttosto chiara perché le posizioni della circolare e del legislatore lo sono altrettanto. E’ importante non andare a cercare le eccezioni: cerchiamo di stare nel mare magnum della chiarezza normativa. Dal punto di vista delle imposte dirette e indirette, quindi, c’è ampio spazio per utilizzare questo strumento a livello operativo anche in Italia. Può essere interessante vedere come si attaglia, combinatamene ad altri strumenti, in una pianificazione che punti alla governance.

Governance successoria: pianificazione statuaria e holding di famiglia

Il trustee può essere proprietario di azioni cosiddette pesanti o leggere. A cosa faccio riferimento? Alla pianificazione statutaria e all’utilizzo e alla scelta della tipologia societaria che può a volte essere il rimedio a un difetto di governance all’interno della famiglia, perché il trustee si accompagna agli altri familiari quale partecipante a queste assemblee con una funzione spesso anche di surroga. Dall’altro lato, sempre in termini di governance, le holding di famiglia possono rappresentare una soluzione che, combinata con le società semplici e commerciali, può dare adito a pianificazioni efficaci. Dal punto di vista successorio il trust è nato per questo. Nel mondo anglosassone è lo strumento normale insieme ai testamenti per gestire la pianificazione. In Italia chiaramente occorre fare attenzione al divieto di patti successori, ma qui ricorre il diritto. Nel mondo dei trust, a seconda del diritto e delle clausole che vado scegliere, ho ampia facilità di pianificazione, ancora una volta rimanendo nelle best practice, e posso trovare delle soluzioni modulari che consentano di portare alcuni asset a una pianificazione successoria semplicemente ancorandoli a un trust. Questo evita che cadano di generazione in generazione in successione, rimanendo tuttavia a disposizione della famiglia. Da un punto di vista di strumenti genuini fiscali tutto questo è ampiamente pianificabile anche in Italia.