Asset Manager e la gestione del rischio

25 Ottobre 2018 · 4 min

Rischio e volatilità, quale rapporto tra queste due variabili? Con quali condizioni di mercato si può riscontrare una buona remunerazione del rischio e con quali asset class? Risponde Andrea Orsi, deputy head of Italy di M&G Investments.

“Nell’attuale contesto di mercato pensiamo sia fondamentale fare una netta distinzione tra rischio e volatilità. Per quest’ultima intendiamo l’oscillazione delle asset class nel breve periodo mentre un significato completamente differente può essere attribuito al concetto di rischio. Questo è infatti la perdita permanente del capitale. Soprattutto in questa fase noi riteniamo che una misura efficace di quello che viene definito rischio non può essere inteso come volatilità: diventa per noi invece importante capire se volatilità può essere interpretata come opportunità. Saper cogliere questi momenti di volatilità anche nel breve periodo può rappresentare dal nostro punto di vista un’opportunità per gestire volatilità di breve. In che modo? Vendendo rischi asset o nel momento in cui pensiamo ci possa essere una crescita, come pensiamo noi possa esserci nel prossimo futuro, sicuramente poter accumularne”.

A quali condizioni di mercato si può riscontrare una buona remunerazione del rischio?

“Noi riteniamo che nel mercato affinché si possa conseguire un’adeguata remunerazione del rischio-rendimento si debbano verificare due diverse condizioni:

  • consensus del mercato verso un’unica asset class o strategia di investimento

Quando questo è il contesto in cui ci muoviamo, probabilmente la possibilità di valutare e implementare nei portafogli strategie contrarian è un’opportunità per creare valore. Perché questo accada deve necessariamente avere la possibilità di implementare nel portafogli le cosiddette posizioni di rischio asimmetrico, cioè la possibilità di avere aspettative di rendimento molto consistenti con poco rischio. Per essere di successo la strategia contrarian deve avere un adeguato profilo di rischio-rendimento in termini di orizzonte temporale e bisogna mettere da parte emotività, irrazionalità, pessimismo e panico con cui gli investitori possono guardare al mercato.

  • guardare rispetto al passato il livello di correlazione tra le diverse classi di investimento

Oggi ad esempio essere lunghi di equity e negativi di duration, a differenza che in passato, può rappresentare un ulteriore livello di diversificazione di un portafoglio”.

Quali asset class offrono oggi il miglior premio al rischio?

“Secondo noi il punto di partenza ideale è evitare di fare previsioni ma essere focalizzati sulle valutazioni. Oggi guardando a queste ultime, in particolare riguardo al recente sell-off che c’è stato sui rischi asset il premio al rischio è meglio remunerato sull’azionario rispetto alla parte obbligazionaria. Bisogna essere però selettivi: arriviamo da un lungo periodo di trend di crescita, specie negli Stati Uniti, oggi secondo noi Europa e Paesi Emergenti presentano un miglior premio al rischio rispetto all’azionario Usa. Sulla parte obbligazionaria oggi parliamo dei titoli governativi: vogliamo essere attivi, sovraesposti sulle strategie di credito, in particolare sull’investment grade BBB americana a lunga scadenza e sottoposti negativi, scortando le asset class obbligazionarie che oggi non presentano valore come nel caso del Bund tedesco”.