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Elezioni Usa in tempi di recessione: l’impatto sui mercati

Elezioni Usa in tempi di recessione: l’impatto sui mercati

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Maddalena Liccione
Maddalena Liccione

08 Luglio 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Settori e titoli sono destinati a cambiare nel tempo in funzione dell’andamento dei sondaggi relativi ai due candidati

  • Come impattano i temi dei candidati sui titoli quotati e sulle principali industry?

  • L’analisi degli alternative data abbinati a quelli tradizionali diventa uno strumento interessante per un investitore

Le elezioni presidenziali Usa hanno sempre rappresentato un evento a impatto elevato sul mercato finanziario e sull’economia globale. Avere una visione complessiva e al tempo stesso focalizzata su quello che sta influenzando l’elettorato americano rappresenta una risorsa chiave per gli operatori finanziari

Sembra il secolo scorso, ma solo tre anni e mezzo fa Trump divenne l’uomo più potente del pianeta. Durante una gelida mattina di gennaio, assunse le funzioni di presidente degli Stati Uniti, e questo nonostante avesse ottenuto i peggiori risultati elettorali, in termini di voto popolare, nell’intera storia degli Usa. Tra meno di sei mesi, sapremo se a essere rieletto sarà Trump o se passerà il testimone a Biden.

A prescindere dall’esito delle votazioni, le elezioni presidenziali Usa hanno sempre rappresentato un evento a impatto elevato sul mercato finanziario e sull’economia globale. Quelle del 2020 rappresentano un evento epocale in un momento di forti divisioni e di difficoltà socio-economiche come quello che gli Stati Uniti d’America stanno vivendo. “Pensiamo che avere una visione complessiva e al tempo stesso focalizzata sugli impatti finanziari rappresenti una risorsa chiave per gli investitori”, afferma Alessio Garzonio, business analyst di FinScience.

La data-driven company del gruppo Datrix dedicata al settore finanziario, qualche mese fa aveva analizzato l’impatto del coronavirus e predetto gli effetti su alcune delle principali large cap a livello internazionale. Adesso la sua analisi si è concentrata sulle elezioni Usa per capirne l’impatto sui mercati finanziari. Tra ottobre e novembre 2019 FinScience ha identificato i trend legati a nuovi mercati e settori e di ognuno – combinando alternative data e dati tradizionali – ha pubblicato la stock selection all’interno della sua FinScience Platform.
Ora ha realizzato una stock selection legata alle elezioni americane, che non è però un report statico come i precedenti,ma dinamico. Settori e titoli sono, infatti, destinati a cambiare nel tempo in funzione dell’andamento dei sondaggi relativi ai due candidati e ai temi e punti di programma che man mano emergeranno da qui al prossimo novembre.

“Il vantaggio lato informativo della piattaforma FinScience è il costante monitoraggio dei dati digitali alternativi, ossia estratti da fonti come social, blog, forum, siti di news piattaforme di e-commerce, mappe”, illustra Garzonio, che poi prosegue dicendo: “Attraverso la piattaforma è possibile monitorare costantemente quali proposte dei due candidati hanno una popolarità maggiore e qual è il sentiment verso di esse, quali società vengono percepite come esposte positivamente o negativamente ai candidati e ai diversi temi della campagna elettorale. Queste informazioni però cambiano nel tempo e avere la possibilità di monitorare costantemente queste variazioni rappresenta un valore aggiunto per ogni investitore”.

 

Le variabili prese in considerazione

I dati tradizionali (semestrali, bilanci, valori di Borsa, …) non sono da soli più sufficienti agli investitori per anticipare il mercato. “Se è vero che sono le informazioni a muovere i titoli, allora queste vanno individuate quando e dove nascono e inevitabilmente oggi questo avviene sul web. Ahimè il web è veramente ‘big’ e le informazioni non nascono come numeri, facilmente interpretabili. Ecco allora il ruolo delle tecnologie di raccolta, lettura e analisi automatizzata di testi, immagini e video e successiva loro trasformazione in numeri: in una parola sola dell’intelligenza artificiale”. FinScience per la sua analisi ha preso in considerazione tre variabili. La prima è la popolarità digitale delle notizie, in molti casi originate in ambienti non mainstream, come social e blog verticali. “Occorre raccogliere dati dall’intero web e quindi solo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale si può fare”, spiega Garzonio. La seconda è il sentiment: valutandone la direzione si può capire dove risiedono le paure e preoccupazioni degli investitori verso società o settori. La terza è la correlazione o causalità tra temi e società quotate.

 

Come impattano i temi dei candidati sui titoli quotati e sulle principali industry

Le agende politiche di Biden e Trump sono opposte su diversi temi. Mai elezione è stata percepita come più divisiva, soprattutto a seguito dei recenti avvenimenti come il coronavirus e il Black Lives Matter. Secondo i risultati dell’analisi di Finscience, il settore delle utilities, in cui si trovano le società delle energie rinnovabili, viene percepito come il maggior beneficiario dalla vittoria di Biden, mentre al contrario la paura di uno stop alle sovvenzioni statali verso i settori dei materials (acciaio, oil & gas, …) e della space economy porta il sentiment degli investitori verso il segno negativo. I communication services sono il settore con la maggior popolarità e il peggior sentiment, a causa delle interferenze e del ruolo politico di media company come Twitter, Facebook e Fox. Information technology ed healthcare hanno il sentiment più positivo, grazie alle performance finanziarie di quel tipo di società durante e grazie al covid19 e per il fatto che in testa ai sondaggi c’è Biden, sicuramente meno in contrapposizione di Trump. I titoli del settore finanziario sembrano oggi molto esposti a un possibile cambio di presidenza.

Maddalena Liccione
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