L’ultimo trimestre 2026 parte con regole nuove: la qualità al centro dei portafogli

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Uomo in abito scuro seduto su divano bianco, sfondo floreale. Testo: FRANCESCO MEGNA.

Ottobre apre l’ultimo trimestre dell’anno con uno scenario finanziario molto diverso da quello che gli investitori avevano immaginato soltanto qualche mese fa.

Ottobre apre l’ultimo trimestre dell’anno con uno scenario finanziario molto diverso da quello che gli investitori avevano immaginato soltanto qualche mese fa. L’azionario continua a dimostrare una notevole capacità di resistenza, ma il ritorno delle tensioni sui rendimenti obbligazionari e un’inflazione ancora difficile da domare stanno modificando rapidamente le condizioni nelle quali si muovono i mercati.
Il punto non è tanto chiedersi se le Borse possano ancora salire, quanto comprendere quale prezzo gli investitori siano disposti a pagare per gli utili futuri in presenza di un costo del denaro che potrebbe rimanere elevato più a lungo.
Negli Stati Uniti l’inflazione PCE core di agosto è cresciuta dello 0,2% su base mensile e del 3% su base annua. Il dato ha attenuato parte delle preoccupazioni, ma non consente ancora alla Federal Reserve di considerare definitivamente conclusa la battaglia contro l’inflazione.
Ed è proprio qui che si concentra uno dei principali dilemmi per chi investe. Un’economia sufficientemente forte da evitare una brusca frenata è positiva per gli utili societari, ma contemporaneamente riduce la necessità per le banche centrali di accelerare verso condizioni monetarie più accomodanti.
In Europa il quadro è ancora più complesso. L’inflazione italiana armonizzata è salita a settembre al 4,1% annuo, dal 3,2% di agosto, mentre in Germania si è attestata al 3,3%. Se queste pressioni dovessero dimostrarsi persistenti, la BCE avrebbe meno margine per accompagnare l’economia con una politica monetaria più espansiva.
Per i portafogli significa che il rendimento privo di rischio torna a rappresentare un vero concorrente dell’azionario. Quando le obbligazioni offrono rendimenti interessanti, acquistare azioni a valutazioni elevate richiede prospettive di crescita degli utili altrettanto convincenti.
È uno dei motivi per cui la selezione potrebbe diventare la parola chiave dell’ultima parte dell’anno.
Il settore tecnologico rimane sostenuto dalla crescita degli investimenti nell’intelligenza artificiale, ma proprio le società con aspettative più elevate sono maggiormente esposte a eventuali delusioni. Non basta più appartenere al tema giusto: diventano fondamentali crescita degli utili, capacità di generare cassa e sostenibilità delle valutazioni.
Una considerazione simile riguarda le banche europee. Tassi elevati possono continuare a favorire il margine d’interesse, ma il vantaggio non è illimitato. Se il costo del denaro dovesse rimanere alto molto a lungo, potrebbe progressivamente ridursi la domanda di finanziamenti e aumentare l’attenzione sulla qualità del credito.
Anche la geografia torna quindi importante. Questa mattina il Giappone mostra una maggiore vivacità, con il Nikkei in rialzo di oltre l’1%. L’indagine Tankan sulle grandi imprese manifatturiere è salita a 24 punti dai precedenti 22, confermando un quadro economico ancora solido. Allo stesso tempo, proprio la forza dell’economia mantiene aperto il percorso di normalizzazione monetaria della Bank of Japan.
Per il risparmiatore europeo la fase attuale suggerisce soprattutto di evitare due errori opposti: inseguire indiscriminatamente gli indici dopo i rialzi oppure abbandonare l’azionario soltanto perché i rendimenti obbligazionari sono tornati interessanti.
Azioni e obbligazioni possono nuovamente svolgere funzioni complementari all’interno di un portafoglio. La componente obbligazionaria è tornata capace di generare rendimento senza necessariamente assumere rischi estremi, mentre quella azionaria conserva il ruolo di motore della crescita patrimoniale nel medio-lungo periodo.
Diventa però essenziale la qualità.
Sul fronte azionario significa privilegiare società con bilanci solidi, buona generazione di cassa e utili in grado di sostenere le valutazioni. Sul fronte obbligazionario significa ragionare non soltanto sul rendimento nominale, ma anche sulla durata dei titoli e sulla sensibilità del portafoglio alle variazioni dei tassi.
Il quarto trimestre potrebbe quindi essere meno dominato dalla semplice direzione delle Borse e molto più dalla capacità di scegliere. Dopo anni nei quali abbondante liquidità e tassi molto bassi tendevano a sostenere quasi tutte le attività finanziarie, oggi il capitale ha nuovamente un costo.
E quando il denaro ha un costo, la differenza tra acquistare un buon investimento e acquistarlo al prezzo giusto torna a essere decisiva.

Domande frequenti su L’ultimo trimestre 2026 parte con regole nuove: la qualità al centro dei portafogli

Quali sono i principali fattori che stanno modificando lo scenario finanziario all'inizio dell'ultimo trimestre del 2026?

L'inizio dell'ultimo trimestre del 2026 è caratterizzato dal ritorno delle tensioni sui rendimenti obbligazionari e da un'inflazione ancora difficile da controllare. Questi elementi stanno rapidamente alterando le condizioni di mercato rispetto alle aspettative precedenti degli investitori.

Come si sta comportando il mercato azionario in questo contesto?

Nonostante le sfide, il mercato azionario continua a mostrare una notevole capacità di resistenza. La domanda principale per gli investitori non è più se le Borse possano salire, ma piuttosto come comprendere le dinamiche attuali.

Quali sono le nuove regole che caratterizzano l'ultimo trimestre del 2026 per i portafogli?

L'ultimo trimestre del 2026 introduce nuove regole che pongono la qualità al centro dei portafogli. Questo suggerisce un'enfasi crescente sulla selezione di asset di alta qualità in risposta alle mutate condizioni di mercato.

Qual è la principale preoccupazione degli investitori riguardo ai mercati finanziari all'inizio dell'ultimo trimestre del 2026?

La principale preoccupazione degli investitori non riguarda tanto la possibilità di ulteriori rialzi del mercato azionario, quanto la necessità di comprendere le ragioni e le implicazioni delle attuali condizioni di mercato.

Quali sono le due sfide macroeconomiche che stanno influenzando i mercati finanziari nell'ultimo trimestre del 2026?

Le due sfide macroeconomiche che stanno influenzando i mercati finanziari sono il ritorno delle tensioni sui rendimenti obbligazionari e un'inflazione che persiste e risulta difficile da domare.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania bianca, con una penna in mano e un quaderno su cui scrivere. Sullo sfondo ci sono vasi decorativi, una pianta e una parete decorata.

di Francesco Megna

“IL FUTURO APPARTIENE A COLORO CHE CREDONO ALLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI” – E. ROOSVELT

Bancario da oltre 30 anni. Per vent’ anni Direttore di Filiale, attualmente Responsabile Commerciale di Hub: mi occupo di coordinare l’attività commerciale dei Gestori Privati e Business con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi commerciali assegnati.

I suoi hobby principali sono: running, scrivere e la lettura.

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