Trimestrali 2021: le banche brillano

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Trimestrali positive con forti segnali di crescita. Hsbc, Morgan Stanley, JPMorgan. E ancora, Credit Suisse e Ubs hanno fatto segnare dati positivi rispetto allo stesso periodo del 2020

Hsbc ha segnato un’utile, nel primo trimestre del 2021, con una crescita del 79% rispetto all’anno precedente

Ubs ha invece un’utile ante imposte pari a 2.298 milioni di dollari (in aumento del 14% su base annua)

Continuano le prime trimestrali 2021 con segno positivo. Hsbc ha registrato un'utile in forte crescita per nel primo trimestre 2021, spinto dalla sua scommessa sulla crescita dell'Asia, sotto la guida del Ceo Noel Quinn. Nel periodo l'utile lordo è stato di 5,8 miliardi di dollari, battendo il consensus di 3,34 miliardi e in deciso miglioramento rispetto ai 3,23 miliardi di dollari di un anno prima (+79%). Ma la banca inglese è in buona compagnia. Brillano anche i risultati degli altri colossi d'affari. Morgan Stanley apre il 2021 in positivo con un utile netto in crescita rispetto allo stesso periodo del 2020. Sulla stessa linea anche il segmento wealth managenet. Bene anche JPMorgan che registra un +14% sull'utile netto dei primi mesi del 2021, rispetto all'anno precedente. Dati in crescita anche per il wealth management (+20%). Sulla stessa scia anche la svizzera, Credit Suisse, con un'utile netto che registra un +31% e il wealth management +3%.
Non spezza il flusso positivo neanche Ubs che ha segna un +16% su base annua sull'utile ante imposte nel ramo global wealth management. I proventi netti ricorrenti da commissioni sono aumentati dell'8% principalmente per effetto dell'incremento del patrimonio medio che genera commissioni. Mentre quelli da negoziazione sono aumentati del 6% grazie all'attività dei clienti ancora elevata in un contesto di mercato positivo. I proventi netti da interessi sono diminuiti del 3% a causa delle continue pressioni sui depositi legate al calo dei tassi d'interesse sul dollaro statunitense e malgrado i ricavi da prestiti più elevati. Le rettifiche di valore nette per perdite su crediti si sono attestate a 3 milioni di dollari. Il rapporto costi/ricavi è migliorato al 71,0%, con un calo di 1,4 punti percentuali su base annua, a fronte dell'aumento del 5% dei proventi e dell'incremento del 3% dei costi operativi. I prestiti sono cresciuti a quota 219 miliardi di dollari, con nuovi prestiti netti per oltre 10 miliardi di dollari. Il patrimonio investito è aumentato del 3% su base trimestrale a 3.108 miliardi di dollari. Per quanto riguarda l'utile ante imposte questo è stato pari a 2.298 milioni di dollari (in aumento del 14% su base annua), comprese rettifiche di valore nette per perdite su crediti pari a 28 milioni. Il rapporto costi/ricavi è stato del 73,8%, con un aumento di 1,5 punti percentuali su base annua, a fronte dell'aumento del 6% dei proventi (al lordo delle perdite su crediti) e dell'incremento dell'8% dei costi operativi totali. I proventi operativi sono cresciuti del 10% su base annua. L'utile netto attribuibile agli azionisti è stato invece pari a 1.824 milioni di dollari (pari a un aumento del 14% su base annua), con un utile diluito per azione di 0.49 dollari. “L'inadempienza di un cliente con sede negli Stati Uniti del nostro prime brokerage ha avuto un impatto di 434 milioni di dollari sull'utile netto del gruppo nel 1° trimestre 2021. La corrispondente perdita in termini di risultato operativo pari a 774 milioni di dollari è stata riconosciuta nel bilancio di Investment Bank, che forniva servizi di prime brokerage al cliente, e si è verificata in conseguenza alla chiusura di un significativo portafoglio di swap in essere con il cliente a seguito della sua inadempienza e dello smobilizzo delle relative coperture. Tutte le tali esposizioni rimanenti sono state liquidate ad aprile 2021 con perdite collegate a questo incidente riconosciute nel 2° trimestre 2021 di entità trascurabile per il gruppo”, si legge dai risultati della banca elvetica.

Nel primo trimestre del 2021 i nostri clienti hanno beneficiato della nostra vasta offerta in termini di capacità, della nostra presenza geografica e connettività. Hanno continuato a riporre la loro fiducia in noi e si sono rivolti a Ubs in cerca di consulenza, soluzioni e leadership di pensiero in un contesto di mercato dinamico. Questo è stato evidenziato dai continui afflussi netti che hanno appoggiato la crescita dei nostri attivi investiti nella gestione patrimoniale e nell'asset management con oltre 100 miliardi di dollari portandoli a quota 4200 miliardi. Questo fattore, insieme alle condizioni di mercato favorevoli e al miglioramento del clima di investimento, ha contribuito ai risultati positivi del primo trimestre 2021. Nel complesso l'attività dei clienti ha toccato livelli record in tutte le aree operative determinando un aumento dei proventi operativi del 10%, dell'utile ante imposte del 14% e dell'utile netto attribuibile agli azionisti del 14% rispetto al primo trimestre 2020, che a sua volta era stato caratterizzato da risultati robusti”, conclude Ralph Hamers, Ceo di Ubs.

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