La Mifid II in sei punti
Tiziana Togna

03 Maggio 2018 · 4 min

Ecco i sei punti chiave della MiFID II. Ce li ha spiegati Tiziana Togna, Responsabile Divisione Intermediari CONSOB.

1. Product governance

La product governance una novità introdotta da MiFID II che si riferisce al cosiddetto “governo del prodotto”. Sulla base delle nuove disposizioni contenute nella normativa, sia il produttore che il distributore devono tenere conto, nel momento in cui realizzano il prodotto e lo offrono alla clientela, del target market cui il prodotto è destinato. Dovrà essere considerato il bisogno che quel prodotto è destinato a soddisfare.

2. Product intervention

La product intervention è un nuovo potere attribuito da  MiFID II alle autorità di vigilanza nazionali del mercato finanziario quali la CONSOB e la Banca d’Italia, che permette di intervenire per bloccare quei prodotti considerati tossici, per la salvaguardia degli investitori o per l’integrità del mercato nel suo complesso.

3. Trasparenza sui costi

Sulla base delle nuove disposizioni di MiFID II, l’intermediario dovrà indicare sia ex ante, che ex post al cliente l’ammontare dei costi che sostiene, sia per l’acquisto del prodotto, che per la prestazione del servizio e l’impatto di quel costo sul rendimento dell’investimento.

4. Incentivi

Gli incentivi sono le somme a favore dell’intermediario da parte di altri soggetti, ad esempio per il collocamento del prodotto. Sulla base delle nuove disposizioni, questi incentivi potranno essere ricevuti soltanto a seguito di condizioni molto stringenti.

5. Consulenza indipendente

Laconsulenza indipendente si ha quando un intermediario fornisce questo tipo di servizio in assenza della ricezione di incentivi. Perché ci sia consulenza indipendente, è anche necessario che la quantità dei prodotti che l’intermediario è in grado di suggerire sia molto ampia.

6. Formazione e standard di competenza

MiFID II prevede che tutti gli addetti a contatto con la clientela, sia nel momento in cui forniscono informazioni, che quando forniscono consulenza, debbano avere adeguata esperienza e conoscenza. Dunque, la formazione dei soggetti deve essere continuativa a cura dell’intermediario.