Caso Isybank, Intesa sanzionata dal Garante: profilazione illecita

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Il provvedimento da 17,6 milioni sanziona la banca per le modalità che hanno consentito di individuare i clienti da spostare da Intesa a Isybank

Indice

L’estrazione dei dati che Intesa Sanpaolo aveva condotto dal suo database per determinare quali clienti sarebbero potuti essere trasferiti a Isybank, la banca digitale del gruppo, ha rappresentato una violazione del trattamento dei dati disposto dal Gdpr. Il Garante della Privacy, con una decisione comunicata il 12 marzo, ha inflitto alla banca una sanzione da 17,6 milioni di euro. Per il momento, la banca non ha comunicato l’intenzione di impugnare il provvedimento.

Nello specifico, Intesa avrebbe violato l’obbligo dei principi di “liceità, correttezza e trasparenza” nel trattamento dei dati raccolti in quanto avrebbe utilizzato informazioni come l’età anagrafica o l’operatività sui conti per finalità non chiaramente prevedibili dalla clientela, ovvero il passaggio da un conto corrente presso la banca tradizionale (Intesa) a quella digitale (Isybank) – priva di filiali fisiche.

Di fatto, nell’ambito di questa vicenda la banca ha estratto i dati che hanno consentito delimitare 2,4 milioni di clienti under 65 giudicati “prevalentemente digitali” da spostare successivamente da Intesa a Isybank – un trattamento delle informazioni non espressamente autorizzato e che il Garante non ha ritenuto nel legittimo interesse del cliente. Per il Garante questa determinazione del tipo di cliente ha rappresentato di fatto una profilazione che, come tale, ricade nei vincoli stringenti del Gdpr, il regolamento sul trattamento dei dati personali.

Il nodo della profilazione e la difesa di Intesa

La versione di Intesa è un’altra. Per la banca “il trattamento propedeutico all’operazione societaria non è qualificabile come profilazione, tenuto conto che [Intesa] si è infatti limitata a effettuare estrazioni di anagrafiche dal proprio database basate su criteri oggettivi definiti nell’ambito di un processo strutturato e supervisionato. La finalità non è mai stata quella di realizzare una profilazione del singolo interessato, men che mai tramite sistemi automatizzati, ma soltanto di determinare il perimetro di clientela potenzialmente interessata dall’Operazione”.

La posizione espressa non ha convinto il Garante, ricordando come il Gdpr intenda come profilazione “qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati personali per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica” tra cui “le preferenze personali”. L’uso della filiale fisica, uno dei punti dirimenti per determinare i clienti prevalentemente digitali potrebbe quindi ricadere in una caratteristica di comportamento che di fatto profila il cliente.

La profilazione dei clienti prevalentemente digitali, afferma il Garante, “ha sicuramente inciso giuridicamente sulla sfera personale degli interessati, avendo comportato il trasferimento dei rapporti, ad altro titolare, con conseguente modifica unilaterale delle condizioni contrattuali e dell’operatività del conto corrente, molto diverse da quelle originariamente stipulate con Intesa Sanpaolo”.

Senza consenso esplicito e senza un legittimo interesse, ha concluso il Garante, il trattamento dei dati è da considerarsi illecito.

Il precedente Antitrust e la contrarietà dei clienti

Non ha convinto neanche la posizione per la quale il trattamento nei dati fosse allineato alle “ragionevoli aspettative dell’interessato” nel rapporto di clientela con la banca. Per il Garante il numero di reclami sollevati in seguito alla migrazione silenziosa verso Isybank esprime un “netto contrasto” con l’idea che i clienti potessero dare per scontato che i loro dati sarebbero stati utilizzati per determinare il passaggio a un’altra banca del gruppo Intesa.

La vicenda Isybank era già finita sul tavolo dell’Antitrust che aveva contribuito a correggere alcune delle rimostranze denunciate dai consumatori, fra cui “il riconoscimento della possibilità, per i clienti interessati, di rivalutare il passaggio ad Isybank ove già realizzato” e una modalità di “consenso espresso”.

I numeri relativi alle adesioni al trasferimento avevano mostrato una larga contrarietà: appena 76mila clienti su oltre 2 milioni hanno accettato espressamente di cambiare banca.

Domande frequenti su Caso Isybank, Intesa sanzionata dal Garante: profilazione illecita

Qual è stata la motivazione principale della sanzione inflitta a Intesa Sanpaolo?

La sanzione è stata inflitta a causa di una violazione del trattamento dei dati personali, in particolare l'estrazione di dati dal database di Intesa Sanpaolo per identificare i clienti da trasferire a Isybank, considerata non conforme al Gdpr.

A quanto ammonta la sanzione che il Garante della Privacy ha imposto a Intesa Sanpaolo?

Il Garante della Privacy ha inflitto a Intesa Sanpaolo una sanzione pecuniaria pari a 17,6 milioni di euro a seguito della violazione riscontrata nel trattamento dei dati.

Quale banca è coinvolta nel caso di profilazione illecita che ha portato alla sanzione?

La banca digitale Isybank, parte del gruppo Intesa Sanpaolo, è coinvolta indirettamente, in quanto la profilazione illecita è stata effettuata per determinare quali clienti trasferire a questa nuova banca.

Quando è stata comunicata la decisione del Garante della Privacy relativa alla sanzione?

La decisione del Garante della Privacy, che ha portato alla sanzione di Intesa Sanpaolo, è stata comunicata il 12 marzo.

Intesa Sanpaolo ha manifestato l'intenzione di contestare il provvedimento del Garante della Privacy?

Al momento della pubblicazione dell'articolo, Intesa Sanpaolo non aveva ancora comunicato l'intenzione di impugnare il provvedimento sanzionatorio emesso dal Garante della Privacy.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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