Mediobanca ha ricevuto da Generali la risposta necessaria per poter procedere con il possibile anticipo dell’assemblea degli azionisti chiamata a sostenere l’offerta pubblica di scambio sulla Banca del Leone. Così, come prevedibile a questo punto, il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha deliberato di anticipare al 21 agosto la prossima assemblea degli azionisti per approvare l’avvio dell’offerta pubblica di scambio su Banca Generali. Inoltre, il CdA ha semplificato l’architettura dell’operazione, rendendo più snella la condizione legata all’accordo industriale con Generali: ora basterà un term sheet preliminare e ci sarà più tempo per chiudere gli accordi. Una mossa che abbassa le barriere all’efficacia dell’Ops e accelera la corsa verso settembre.
Questo anticipo, oltre a rafforzare la posizione negoziale di Mediobanca, ha anche un potenziale effetto di mercato: facendo salire il prezzo delle azioni Mediobanca (mercoledì hanno guadagnato il 4%), diventa meno conveniente l’adesione all’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps su Piazzetta Cuccia, basata su un rapporto di concambio attualmente a sconto del 3,7% — pertanto, al 6 agosto, chi aderisce all’offerta Mps ottiene meno rispetto a una normale vendita sul mercato.
Da Trieste a Piazzetta Cuccia
La comunicazione ufficiale di Generali è arrivata attorno all’ora di pranzo: “Generali conferma di aver inviato una risposta a Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A., a seguito della ricezione di una lettera contenente informazioni aggiuntive in merito all’offerta pubblica di scambio sulla totalità delle azioni di Banca Generali S.p.A.; in particolare, la proposta di una definizione del potenziale futuro rapporto industriale tra il Gruppo Generali e il Gruppo Mediobanca”, si legge nella nota. Si trattava di uno degli aspetti che gli azionisti di Generali erano in attesa di chiarire prima di procedere oltre con il percorso dell’Ops.
“Come precedentemente comunicato il 12 giugno 2025, Generali conferma l’intenzione di proseguire la valutazione dell’Offerta e le discussioni inerenti. In questa fase, prima di formulare una posizione definitiva, Generali si riserva il diritto di continuare a valutare nelle prossime settimane l’Offerta e la potenziale partnership industriale, nel pieno rispetto dei processi, delle procedure e della tempistica del Gruppo, definiti dai propri organi societari”.
Ottenuta questa conferma, il consiglio di amministrazione di Mediobanca si è riunito alle 17 di mercoledì e ha comunicato attorno alle 19 l’anticipo della convocazione dell’assemblea degli azionisti, inizialmente fissata al 25 settembre, che sarà ora chiamata a pronunciarsi sull’Ops su Banca Generali già il 21 agosto.
Attorno all’operazione ruotano molti degli stessi azionisti rilevanti che detengono partecipazioni in Generali, Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena – quest’ultima attualmente in fase di Ops sulla stessa Mediobanca. In particolare, i gruppi Del Vecchio e Caltagirone.
L’obiettivo di Mediobanca è proporre agli azionisti un’integrazione fortemente focalizzata sui servizi finanziari, attraverso l’acquisizione di Banca Generali. Un progetto che si contrappone al tentativo di Mps di creare una banca commerciale universale che, grazie all’ingresso di Mediobanca, possa accrescere la stabilità dei flussi commissionali sfruttando le storiche attività di Piazzetta Cuccia nel wealth management e nel corporate e investment banking. Lo scorso 15 giugno, Mediobanca era stata costretta a rinviare l’assemblea per l’incertezza legata alle probabilità di approvazione dell’Ops su Banca Generali, fortemente promossa dal proprio CdA. Nelle settimane successive, il braccio di ferro con Siena si è spostato anche sul piano comunicativo, con campagne rivolte direttamente agli azionisti per invitarli a respingere l’offerta di scambio promossa da Mps.
Mediobanca ha ribadito oggi le logiche industriali alla base della sua proposta, descritta come “una significativa opportunità di crescita coerente con gli obiettivi strategici del Gruppo Mediobanca (…) potendo imprimere una forte accelerazione alla trasformazione del Gruppo Mediobanca in un wealth manager di riferimento, distintivo per posizionamento, brand, capacità di attrarre talenti professionali e remunerare gli azionisti”.
Gli asset finanziari complessivi della combinazione tra Banca Generali e Mediobanca arriverebbero a 215 miliardi di euro, con una rete distributiva di 3.750 professionisti e “la maggiore capacità di crescita organica (con oltre 15 miliardi di raccolta netta annua) nella fascia alta del mercato del risparmio gestito italiano”.

