Consulenza, reti alle prese con clienti scettici e spaventati dai costi

Rita Annunziata
9.4.2019
Tempo: 3'
Cosa può trarre il nuovo cliente dal mondo della consulenza? Risponde Paolo Molesini, amministratore delegato di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private BankingLa consulenza ha tre fasi. La prima consiste nel dare un buon consiglio. In realtà, su internet si possono trovare tanti "buoni consigli", ma la vera difficoltà sta nel metterli in pratica, poiché intervengono tutti gli aspetti emotivi, come la paura di sbagliare. La terza cosa complicata poi è la gestione dell'azione nel periodo.

Come arrivare agli investitori più scettici?

Bisogna gestire tutti i clienti, anche quelli molto giovani o che non si possono permettere un rapporto personalizzato o un gestore che lo segue perché hanno un patrimonio relativamente esiguo. Bisogna, quindi, utilizzare la tecnologia sempre facendo perno sul consulente finanziario, il banker, che è il nostro asset principale, ma facendo in modo di permettere a tutti di accedere alla consulenza.

Come gestire il fenomeno del risparmiatore fai-da-te?

E' chiaro che il risparmiatore fai-da-te non ha un servizio e quindi paga meno, ma non è solo una questione di competenza, ma anche di mancanza di tempo e di disciplina. Per cui, una persona dedicata alla gestione del patrimonio costa ma dà anche un grande valore.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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