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Trasporti, meno 80-90% di gas serra usando i biocarburanti | WeWealth

Trasporti, meno 80-90% di gas serra usando i biocarburanti

Tempo di lettura: 3'
Per accelerare la decarbonizzazione è necessario trasformare il mondo dei trasporti. Non è possibile elettrificare tutti i mezzi di trasporto, soprattutto se si guarda a quelli di grandi dimensioni, ma esiste una soluzione: i carburanti rinnovabili

Ridurre le emissioni di gas serra dell’80-90%, mantenendo anche i motori puliti più a lungo, così da diminuire la necessità di manutenzione. Una rivoluzione che sembra utopia ma che, secondo gli ultimi dati di Neste, società finlandese nel campo dei combustibili rinnovabili, potrebbe rivoluzionare il mondo della mobilità utilizzando (soltanto) carburanti differenti da quelli fossili. Ed è più vicina di quanto si possa pensare: lo scorso 16 novembre, ad esempio il Voyager della Royal Air Force britannica si è alzato in volo per 90 minuti sopra l’Oxfordshire. Una notizia che passerebbe inosservata, se non rappresentasse il primo volo di un aereo da trasporto militare al mondo a essere completato usando solo carburante al 100% sostenibile.


Riparte l’economia circolare con i biocarburanti

I nuovi biocarburanti rinnovabili, a base di idrocarburi e prodotti attraverso diversi processi biologici, termici e chimici a partire da alcune tipologie di biomassa (come piante, alghe e rifiuti organici), sono fonti di energia chimicamente identici alla benzina e al gasolio.

La loro adozione su larga scala costituirebbe un nuovo step verso l’economia circolare. Storicamente, l’uomo ha operato secondo un modello lineare nell’utilizzo delle risorse naturali; il modello circolare, invece, è molto meno dispendioso, dato che il suo obiettivo è quello di riciclare il più possibile.




I combustibili rinnovabili rappresentano un futuro sempre più imminente. Una delle loro caratteristiche principali è infatti l’immediatezza con cui possono avere un impatto: “vengono definiti carburanti ‘drop-in’ perché possono sostituire i carburanti fossili nei motori a combustione interna con poche o nessuna modifica”, spiegano gli esperti di WisdomTree. Se si riuscisse ad avere un’offerta sufficiente, tutte quelle forme di trasporto che non possono essere elettrificate con semplicità (come navi, aerei e autocarri pesanti) potrebbero sfruttare questa tipologia di carburante, abbassando rapidamente le emissioni.


L’industria aereonatuica e i biocarburanti

Prendiamo l’esempio dei trasporti via aria. Il volume del traffico aereo è sorprendente: in tutto il mondo decollano oltre 400 aerei all’ora e il numero di voli è aumentato costantemente dai primi anni 2000. Nonostante il freno improvviso durante gli anni di pandemia, Statista stima che in questo 2023 saranno almeno 32,4 milioni i passeggeri che si sposteranno grazie a un velivolo. Se un viaggio di andata e ritorno tra Londra e San Francisco ha un’impronta di carbonio per biglietto di quasi una tonnellata di CO2, è facile capire perché è necessario agire subito. Secondo il più recente report dell’International Air Transport Association (IATA), il 65% delle mitigazioni necessarie per azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2050 arriverà proprio dall’uso dei biocarburanti.

Non è tuttavia solo il settore aeronautico ad avvicinarsi sempre più ai biocarburanti. Anche grandi aziende si stanno muovendo in questo senso: importanti nomi del fast food, da McDonald’s a Chick-fil-A, hanno deciso di riutilizzare l’olio di cottura esausto, convertendolo in diesel rinnovabile, da usare nei camion che effettuano le consegne.


I prezzi scenderanno come per le batterie?

Nonostante i biocarburanti sembrino pronti all’uso, il loro sviluppo è ancora all’inizio e le quantità non sono ancora sufficienti per soddisfare tutte le possibili richieste e, soprattutto, il più grande ostacolo da superare è il prezzo. A maggio 2022, la IATA ha dichiarato che il prezzo medio del carburante per aerei è di circa 4,15 dollari al gallone, mentre la stessa quantità di biocarburante viene venduta a circa 8,67 dollari, ovvero circa il doppio. “Considerando la rapidità con cui il costo dell’accumulo di energia nelle batterie è calato nell’ultimo decennio, i combustibili rinnovabili potrebbero diventare presto competitivi se si effettuano investimenti e si realizzano economia di scala”, conclude Mobeen Tahir, Associate Director di WisdomTree.

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