La sostenibilità è un “valore”, ma anche una questione di costi

Rita Annunziata
10.5.2021
Tempo di lettura: 3'
Impegnarsi per la sostenibilità genera valore per l'azienda, non solo dal punto di vista economico (anche se richiede uno sforzo iniziale in termini di costi). Ecco come

Il 22% delle imprese globali evidenzia come l’interesse per la sostenibilità abbia determinato un incremento dei costi “significativo” o “moderato”

Ma il 40% si attende che nei prossimi cinque anni la situazione possa ribaltarsi, generando un valore “modesto” o anche “significativo” per la propria organizzazione

Ecco cosa possono fare i dirigenti per allinearsi agli approcci delle “best-in-class”. Senza dimenticare di coinvolgere dipendenti, clienti e fornitori

Cosa differenzia un piano sostenibile che produce valore per l'azienda dagli altri? Una nuova indagine di McKinsey, condotta su un campione di oltre 2.400 partecipanti a livello globale, rivela quali sono le pratiche che distinguono le imprese in grado trarre giovamento dall'attenzione al clima e non solo. Scavalcando anche la problematica (spesso sottovalutata) dei costi.
Gli sforzi per la sostenibilità, secondo gli analisti della società internazionale di consulenza manageriale, hanno “spesso un senso per gli affari” consentendo un guadagno in termini di entrate, risparmi sui costi e altri vantaggi che contribuiscono a “gonfiare” il valore di un'azienda. Certo, circa il 22% degli intervistati non manca di evidenziare come l'interesse per il green abbia determinato un incremento iniziale dei costi “significativo” o “moderato” e quasi un terzo rivela un impatto minimo o nullo sulle proprie finanze. Eppure, il 40% si attende che nei prossimi cinque anni la situazione possa ribaltarsi, generando un valore “modesto” o anche “significativo” per la propria organizzazione. Una propensione che riguarda principalmente alcuni settori, come quello automobilistico, dell'energia elettrica e del gas naturale, oil & gas, viaggi, trasporti e logistica.

Nel dettaglio, più della metà degli intervistati appartenenti a società definite come “creatrici di valore” afferma che il ceo della propria azienda considera la sostenibilità una priorità nell'agenda strategica (una percentuale significativamente maggiore rispetto alla controparte, pari al 39%). Inoltre, sono molto più inclini ad affermare che le proprie organizzazioni affrontino tali tematiche come argomentazioni necessarie a realizzare i propri obiettivi organizzativi, differentemente dalla controparte che rivela la necessità di adeguarsi a requisiti normativi o standard del settore.
Tra l'altro, spiega McKinsey, le “creatrici di valore” si stanno impegnando per coinvolgere anche la propria forza lavoro negli sforzi di sostenibilità, con quasi tre quinti degli intervistati che dichiarano come le tematiche ambientali siano parte integrante della cultura aziendale (contro il 39% della controparte). Allo stesso tempo, sembrerebbero impegnarsi anche di più nel comprendere le aspettative dei clienti e nell'adattare e modificare conseguentemente i propri prodotti. Infine, “sono più propense di altre a considerare la sostenibilità una priorità nella gestione dell'energia, nell'uso dell'acqua e nella produzione di rifiuti presso le proprie strutture”, osservano i ricercatori, ed è anche “più probabile che monitorino le prestazioni sostenibili dei propri fornitori, cercando di migliorare l'efficienza delle proprie reti di trasporto e distribuzione”.

Ma cosa possono fare, dunque, i dirigenti globali per allinearsi a questi approcci e trarre a loro volta valore dalla sostenibilità? Secondo McKinsey, un primo punto di partenza è affrontare tali questioni come opportunità di business, assegnando anche responsabilità specifiche ai propri senior manager, oltre a obiettivi di performance. Inoltre, “sebbene le aziende possano fare molto da sole per migliorare le proprie prestazioni, alcune si trovano costrette ad affrontare sfide che abbracciano settori o regioni”, ricordano gli analisti. Difficoltà sistemiche che richiedono un approccio di “coalizione” con i “colleghi del settore, lavorando insieme per definire nuovi standard, promuovere l'innovazione tecnologica o sostenere cambiamenti politici”. Senza dimenticare infine una stretta collaborazione anche con i partner della catena del valore.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.
La redazione vi consiglia altri articoli

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti