Morningstar, i fondi sostenibili vincono sui tradizionali

Rita Annunziata
12.5.2020
Tempo di lettura: 3'
I fondi sostenibili resistono alla crisi. Sebbene la volatilità di mercato abbia condizionato la raccolta globale, i comparti tradizionali sembrano risentire ancora di più gli effetti della pandemia. Nel primo trimestre sono stati stimati flussi netti positivi per 45,6 miliardi di dollari. L'Europa si conferma la regione più sensibile alle tematiche Esg

Nel primo trimestre del 2020 gli strumenti tradizionali hanno registrato riscatti netti per 384,7 miliardi di dollari

Gli asset dei fondi sostenibili a fine marzo hanno sfiorato gli 837 miliardi di dollari, subendo tuttavia un calo del 12% rispetto al massimo storico toccato alla fine del 2019

Negli Stati Uniti l'80% dei flussi netti ha riguardato i fondi passivi

Nonostante la volatilità di mercato abbia condizionato la raccolta su tutta la linea, i fondi sostenibili a livello globale confermano la loro resilienza alla crisi, scavalcando i timori della pandemia. Secondo il report Global sustainable fund flows di Morningstar, nel primo trimestre del 2020 si stimano flussi netti globali positivi per 45,6 miliardi di dollari, contro riscatti netti per 384,7 miliardi dagli strumenti tradizionali.
Se da un lato, infatti, gli asset dei fondi sostenibili a fine marzo hanno sfiorato gli 837 miliardi di dollari, subendo tuttavia un calo del 12% rispetto al massimo storico di 960 miliardi toccato alla fine del 2019, gli asset dei fondi tradizionali hanno conosciuto un declino maggiore di sei punti percentuali. In questo contesto, l'Europa traina la raccolta, assorbendo il 72,4% del totale dei flussi, anche se inferiori in termini quantitativi e percentuali rispetto ai trimestri precedenti.
Nel complesso, nonostante il sell-off del mercato provocato dal covid-19, l'universo europeo dei fondi sostenibili ha registrato una raccolta positiva per 33,14 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell'anno contro i deflussi per 163 miliardi dell'intero comparto dei fondi europei.

Record di raccolta a gennaio per gli Stati Uniti


Seguono al secondo posto in termini di sensibilità alle tematiche sociali, ambientali e di governance gli Stati Uniti, che hanno catturato il 22,8% del totale della raccolta con 10,45 miliardi di flussi, “eclissando il precedente record stabilito nel quarto trimestre del 2019”, si legge nel report. I paesi a stelle e strisce hanno portato a casa un record mensile a gennaio con 5,2 miliardi di dollari di flussi. Successivamente, nel mese di febbraio la raccolta si è fermata sui 3,7 miliardi di dollari per poi rallentare decisamente nel mese di marzo, seppur con una nota positiva per 1,6 miliardi. Nel complesso, quasi l'80% dei flussi netti ha riguardato i fondi passivi.

In Canada dominano i fondi passivi


Nel territorio canadese i fondi sostenibili hanno registrato una raccolta positiva in tutti e tre i mesi del primo trimestre, con “un afflusso eccezionale di 500 milioni di dollari nel solo mese di marzo”, continuano gli esperti. Sulla stessa linea d'onda degli Stati Uniti, a dominare sono stati i fondi passivi, contrariamente all'Australia e alla Nuova Zelanda dove gli afflussi per 319 milioni di dollari si sono distribuiti in modo uniforme tra strategie attive e passive.

Giappone trainato dal lancio di nuovi prodotti


Quanto al Giappone, secondo Morningstar i fondi sostenibili hanno registrato flussi netti positivi per 175 milioni di dollari, trainati in particolare dal lancio di nuovi prodotti: 166 milioni di dollari, infatti, riguardano 10 fondi che sono stati dispiegati sul campo proprio durante il periodo considerato. Positivi i fondi indiani, con afflussi record pari a 507 miliardi di dollari, ma anche Cina e Corea del Sud, che hanno registrato rispettivamente una raccolta pari a 61 e 14,5 milioni di dollari.

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