Mercati e investimenti Esg: tra teoria e pratica

Luca Lodi
Luca Lodi
30.6.2021
Tempo di lettura: 3'
La genesi dei fondi caratterizzati da principi etici non è certo recente, ma negli ultimi anni si è configurato un vero e proprio trend di mercato sulla scia della loro crescente popolarità. Per gli operatori della finanza si aprono quindi nuove sfide ed opportunità
Fino a non molti anni fa sul mercato erano presenti fondi che – sebbene ancor oggi rientrino perfettamente nei limiti e confini del mondo Esg – definivano se stessi come fondi etici. La nomenclatura si è poi evoluta in fondi Sri (Social responsible investments) e infine in Esg (Environmental, social and governance). Oggi, un prodotto che intende incentrarsi sul tema, abbraccia la sostenibilità in senso ampio, ispirandosi nelle scelte di investimento sia a criteri ambientali che sociali e di governance. Sul mercato si sono quindi diffusi sia strumenti orientati esclusivamente a obiettivi di tipo etico, sia prodotti che perseguono tali target parallelamente al più tradizionale obiettivo di risultato economico, incontrando così le mutate esigenze del mercato.
Le dinamiche di mercato hanno determinato inoltre la necessità di definire maggiormente principi e linee guida condivise. I Principi di investimento responsabile e i sustainable development goals delle Nazioni Unite sono certamente le basi di partenza e il pilastro fondamentale.

I Principi di investimento responsabile sono una prima autorevole formalizzazione dei principi di sostenibilità nell'ambito degli investimenti. Era il 2005, quando l'Onu promosse un gruppo internazionale di investitori istituzionali per lo sviluppo dei cosiddetti Principles for responsible investment (UnPri), i cui sottoscrittori si impegnano a integrare i temi ambientali, sociali e di governance nelle valutazioni ed analisi di investimento e in generale nell'intero processo decisionale; attuare politiche di engagement per orientare le politiche e le pratiche di gestione verso i temi Esg; richiedere una chiara informativa sulle istanze Esg alle società oggetto di analisi; promuovere e monitorare la corretta implementazione di queste tematiche nel settore degli investimenti; creare dei network per garantire una collaborazione efficiente ed efficace; rendicontare periodicamente le attività in atto e i risultati raggiunti in tema di investimenti responsabili.
Sempre L'Onu, nel 2015, formulò i Sustainable development goals (Sdgs), una lista di 17 obiettivi per promuovere lo sviluppo sostenibile, inteso come il miglioramento delle condizioni e del benessere degli individui senza compromettere le risorse a disposizione delle generazioni future. I 17 goal sono a loro volta suddivisi in ulteriori 169 traguardi da raggiungere entro il 2030. I temi trattatati sono i più disparati ed è possibile individuare le seguenti macroaree: persone, pianeta, prosperità, pace, partnership.
I prodotti del risparmio gestito possono abbracciare i principi etici con diversi livelli di intensità, identificati formalmente grazie a specifici articoli della Sfdr e in particolare gli articoli 6, 8 e 9. Semplificando, gli strumenti possono:

  • non considerare la questione nella politica di investimento;

  • includere i rischi di sostenibilità nelle scelte di investimento (art.6);

  • promuovere iniziative ambientali o sociali nelle politiche investimento (art.8);

  • fare degli investimenti sostenibili l'obiettivo della politica di investimento (art.9)

Le strategie adottate dall'asset manager possono essere variegate e per definizione non costituiscono un insieme chiuso, ma le più tipiche, diffuse e universalmente riconosciute sono:

  •  la selezione negativa (o criterio di esclusione);

  •  la selezione su base normativa;

  •  l'integrazione Esg;

  • la selezione tematica;

  • l'impact investing;

  • il corporate engagement.


(Articolo scritto in collaborazione con Monica Zerbinati, financial analyst di Fida)
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Head of R&D di Fida-Finanza Dati Analisi, coordina le attività di ricerca, sviluppo e formazione del gruppo ed è consigliere di amministrazione. Sviluppa metodologie quantitative per l’analisi di portafoglio, strumenti e mercati finanziari. Negli anni precedenti presso Adb ha gestito il settore banche dati e poi l’ufficio studi. Giornalista pubblicista scrive in particolare di mercati e strumenti finanziari, analisi di portafoglio e fintech.
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