Indici Esg, Sri o tradizionali? La scelta dei filtri

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione
29.5.2019
Tempo di lettura: 5'
L'applicazione di filtri Esg all'interno dell'asset allocation rappresenta una nuova frontiera nel fare investimenti. Tali selezioni hanno diversi effetti a livello di allocazione. Quanto incidono, inoltre, i filtri se parliamo di light screening o criteri molto più restrittivi? La view di Ubs Etf

Selezioni più o meno stringenti che portano a risultati anche molto diversi fra loro

Differenze anche sostanziali nell'allocazione settoriale

Non sempre l'utilizzo di filtri socialmente responsabili porta a una riduzione della volatilità

Negli ultimi anni il concetto di sostenibilità degli investimenti si sta facendo sempre più ampio, spinto sia dalla ricerca degli emittenti di soluzioni innovative, sia dalla regolamentazione che impone un controllo del rischio anche in ottica Esg. Proprio la crescente regolamentazione ha portato a un incremento massiccio degli investimenti in strategie di questo tipo. Guardando al solo mercato europeo degli Etf, le masse nei prodotti sostenibili ammontavano a fine marzo a 14,66 miliardi di euro, con un incremento del 24,2% rispetto agli 11,8 miliardi di fine 2018.

Costruire strategie sostenibili impone anche la scelta della tipologia di filtri da applicare: si possono infatti utilizzare selezioni più o meno stringenti che portano a risultati anche molto diversi fra loro. “Nella nostra gamma di Etf, per esempio, abbiamo scelto di applicare la strategia di S&P Dow Jones all'indice S&P 500 creando l'Ubs Etf S&P 500 Esg - spiega Francesco Branda, head of passive & Etf specialist sales Italy, Ubs AM - che mira a rappresentare il 75% della capitalizzazione di mercato dell'indice tradizionale”. Dopo una prima esclusione delle società che non rispettano i principi di sostenibilità delle Nazioni Unite o che hanno come principale fonte di guadagno la vendita di tabacco e armi, vengono analizzate le società secondo i criteri di RobecoSAM, al fine di estrapolare i migliori titoli dell'indice per punteggio Esg.

Ubs, come leader di mercato in questo segmento, già da diversi anni si è concentrata nella creazione di Etf socialmente responsabili: in particolare, per molte soluzioni è stata applicata la metodologia di Msci che garantisce di avere il 25% della capitalizzazione degli indici tradizionali selezionando solamente le migliori società secondo appunto i criteri Sri. Questo tipo di filtro è stato utilizzato per diversi indici Msci, fra cui l'Msci Usa.
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L'indice S&P500 Esg e l'indice Msci Usa Sri a confronto
Facile quindi fare un confronto di come criteri più o meno rigorosi portino a differenze anche sostanziali nell'allocazione settoriale. Mettendo a confronto l'indice S&P500 Esg e l'indice Msci Usa Sri 5% issuer capped si trovano sovrappesi o sottopesi che non sono immediatamente intuibili; un esempio è il sovrappeso del settore IT nell'indice SP500 ESG, che si tramuta in un sottopeso guardando all'Msci Usa Sri. “Questo è solo un esempio di come l'analisi di sostenibilità possa generare risultati anche molto diversi a seconda della profondità dei filtri utilizzati”, sottolinea Branda.

Un altro punto di vista interessante è quello relativo alle metriche di rischio. “Chiaramente, passando da una selezione meno stringente a una più rigorosa, si ha un aumento importante del Tev rispetto agli indici tradizionali. Tuttavia, se si osserva la volatilità di portafoglio si evince come non sempre i filtri portino a una riduzione della stessa, al contrario di quanto spesso si afferma pensando a queste strategie”. Quello che, invece, è statisticamente verificato è la riduzione della volatilità dei rendimenti negativi (downside deviation) e del massimo drawdown di portafoglio con soluzioni che mantengono, in ogni caso, delle correlazioni sopra il 98% rispetto agli indici tradizionali.

“Questi risultati si verificano non solo relativamente al mercato azionario americano ma anche analizzando tutte le esposizioni presenti nella nostra gamma sostenibile, che ammontano a 13 Etf azionari e 5 ETtf obbligazionari quotati su Borsa Italiana”, conclude il manager.

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