Etf sostenibili, a specchio Europa e Stati Uniti

Rita Annunziata
4.6.2020
Tempo di lettura: 3'
Secondo un'analisi di Datatrek, da inizio anno gli Etf sostenibili statunitensi hanno raccolto l'85% del totale degli ultimi tre anni. Cosa sta accadendo, invece, dall'altra parte dell'Oceano? Ne parliamo con Sara Silano, editorial manager di Morningstar

Negli Usa gli Etf sostenibili hanno raccolto da inizio anno 13,9 miliardi di dollari

In Europa alla fine del 2019 i fondi passivi rappresentavano circa il 21% del segmento dei prodotti che utilizzano criteri Esg

Nei primi tre mesi del 2020 i fondi sostenibili europei, sia attivi che passivi, hanno ricevuto flussi netti per 30 miliardi

L'ascesa della gestione passiva incontra la crescente attenzione degli investitori per la sostenibilità, anche durante la crisi. Secondo un'analisi di Datatrek, negli Stati Uniti gli Exchange traded fund sostenibili hanno raccolto da inizio anno 13,9 miliardi di dollari, pari al 10% del totale dei fondi passivi.
I fondi Esg (environmental, social, governance), inoltre, si mostrano maggiormente resilienti alla pandemia, avendo raccolto dall'inizio del 2020 l'85% del totale degli ultimi tre anni. Ciononostante, spiegano i ricercatori, ancora molto resta da fare sul fronte Etf. Il più grande Etf sostenibile statunitense, precisano, è “ancora solo un fondo da sette miliardi di dollari. Ciò significa che non è nemmeno tra i primi 100 Etf di maggiori dimensioni”.

Dall'altra parte dell'Oceano, a che punto sono gli Etf sostenibili europei? “Lo sviluppo degli Etf negli ultimi anni ha incontrato quello degli strumenti sostenibili – spiega Sara Silano, editorial manager di Morningstar – A fine 2019, in Europa, i fondi passivi rappresentavano circa il 21% del segmento dei prodotti che utilizzano criteri Esg. Negli ultimi cinque anni, la crescita è stata significativa: nel 2014, la loro quota era del 14%. Lo scorso anno i flussi netti sono stati di circa 120 milioni, 2,5 volte il 2018”.
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Fonte: Morningstar
E la pandemia non ha fatto altro che incentivare questo trend. “I primi due mesi del 2020 sono stati particolarmente positivi per i fondi sostenibili europei attivi e passivi in termini di raccolta: +14 miliardi di euro a gennaio e +18,5 miliardi a febbraio”, spiega Silano. “A marzo non sono passati indenni dall'ondata di riscatti scatenata dall'epidemia di coronavirus, ma hanno limitato i deflussi: -3,3 miliardi di euro contro i -245,5 miliardi dei fondi tradizionali”.
Nel complesso, dunque, nei primi tre mesi dell'anno i fondi sostenibili, sia attivi che passivi, hanno ricevuto flussi netti per 30 miliardi, contro deflussi netti per 148 miliardi dell'industria nel suo complesso. “Con riferimento alle strategie – conclude Silano – i riscatti hanno colpito più i fondi passivi (-69%) degli attivi nel trimestre (-26%)”.

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